Come ti disegno l’imbarazzo

Come ti disegno l'imbarazzo

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Avete mai preso l’ascensore insieme a qualche sconosciuto? Quindi sicuramente sapete quant’è la portata massima! E avete mai salutato qualcuno che non stava salutando voi? In quel caso vi sarete sistemati i capelli! Se vi siete sentiti chiamati in causa da queste due semplici situazioni, non potete non riconoscervi nelle vignette di Veronica Apicella. Milanese, classe 1983, da un paio d’anni porta avanti “999 Momenti Imbarazzanti”, un sito web e una pagina facebook, in cui pubblica le sue “semplici, amichevoli, a tratte buffe” vignette. Si auto definisce “un’artista imprigionata nel corpo di un’impiegata” e queste sono le sue risposte al nostro questionario culturale

(di Claudia Tani)

 

La tua definizione di cultura?

La possibilità di interagire in modo costruttivo con qualsiasi altra persona.

La più bella frase che hai letto in un libro?

“Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante”. “Così parlò Zarathustra” – Nietzsche.

L’ultimo libro che hai regalato e quello che stai leggendo?

Ho regalato “Gli Indifferenti” di Moravia e mi sono regalata uno stock di Miss Marple.

La scena di un film che avresti voluto vivere?  

Avrei voluto saltare con Mary Poppins dentro i disegni di gesso, prima che venissero cancellati dalla pioggia.

Il primo film che hai visto al cinema e l’ultimo?

Il primo è stato Evita (uno dei musical che preferisco) e l’ultimo la commedia Italiana “La kryptonite nella borsa”.

Qual è il quadro che “ti guarda”?

Isacco nel “Sacrificio di Isacco” di Caravaggio (1603)

Una notte in quale museo?

Al museo del Prado di Madrid insieme a Rembrandt, Botticelli, Raffaello e Velazquez.

Se tu fossi un fumetto?

Sarei uno dei fumetti che disegno. Semplice, amichevole e a tratti buffa.

5 canzoni che sono nel tuo iPod?

1) Oh Father – Madonna

2) Space Oddity – David Bowie

3) Here comes the rain again –  Eurythmics

4) Moon River – versione di Frank Sinatra

5) Hedonism – Skunk Anansie

fotoIl concerto che ti ha cambiato la vita

Uno a cui purtroppo ho potuto partecipare per ragioni anagrafiche: Madonna, Torino 1987.

Il tuo primo incontro con la cultura?

Il mio bisnonno era un pittore e ricordo che quando ero piccola sfogliavamo insieme i suoi libri e giocavamo con le polveri colorate.

Cosa chiedi al mondo di domani?

2015 – 2 di notte, 0 paure con 1 Italia a 5 stelle

Cosa attira la tua attenzione quando visiti una nuova città?

Il bilanciamento tra tecnologia e storia.

L’oggetto che ha cambiato di più la tua quotidianità?

Il telefono cellulare che ha cambiato sia la mia quotidianità che la mia sicurezza.

Il luogo che ti appartiene di più?

Ovunque ci siano le mie cose e i miei affetti.

Sono italiana perché?

Perché sono orgogliosa di essere nata in un paese che ha dato i natali ai più grandi artisti, poeti e letterati della storia.

Elogio della parola più importante, citazione della parola più odiata?

In una società in cui le persone si prendono troppo sul serio io amo l’ironia e detesto la maleducazione.

La frase preferita da portare su una t-shirt?

“Take your time but don’t take mine”

La domanda a cui avresti voluto rispondere?

Mai senza..?

Io sono cultura perché?

Perché metto il mio contributo artistico a disposizione di tutti, creando discussioni e stimolando le persone ad interagire tra loro.

(https://www.facebook.com/999momentiimbarazzanti)