Quel patrimonio universale chiamato Festa dell’Abete

In dialetto locale viene chiamata “a festë da pitë”, ma sul Pollino tutti la conoscono come Festa dell’Abete. A raccontarci questa tradizione è Vincenzo Arvia, capofila dell’Associazione che si è costituita nel 2010 per candidare questa secolare festa nella Lista Rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco: «La tradizione orale riporta che ebbe inizio nel ‘600, quando un boscaiolo trovò all’interno del tronco di un abete bianco l’immagine di Sant’Alessandro Papa Martire, morto decapitato. Da quel giorno, ogni anno, l’ultima domenica di aprile e il tre maggio, ad Alessandria del Carretto celebriamo la ricorrenza. La partecipazione della comunità è totale. Al Santo patrono viene donato un abete bianco: esso viene ritualmente scisso in due parti, il suo tronco e la sua cima sono trasportati, a forza di braccia, fin dentro al centro abitato, dove vengono ricomposti e innalzati, scalati e riabbattuti». Ascoltare i racconti di Vincenzo è come varcare la soglia di un altro tempo: «Intorno all’albero al suo rito si ristabilisce l’identità culturale di una comunità e il suo senso di appartenenza al territorio. Tutto ciò che viene fatto per la festa, tutto ciò che viene suonato, detto e mangiato sono diretta espressione di questa antica ed orgogliosa identità». La cultura “immateriale” del Parco del Pollino, di cui la Festa dell’Abete è un simbolo, è davvero unica, forse irripetibile. Vincenzo ci mostra “la torta”, un affascinante attrezzo di legno intrecciato con antica maestria che viene usato per trasportare l’abete. A Vincenzo Arvia piacciono le piante e le loro storie. Ci racconta un luogo da fotografare sulla pendice del Monte Sparviere in una località chiamata Difesa dove è possibile osservare l’acereta nella quale crescono sei specie diverse di aceri ed è ritenuta una singolarità botanica naturalistica unica in Italia.SulMonte Sparvieresi può anche fare trekking: «Un’esplorazione che consente di svelare il volto più solitario, sconosciuto, silenzioso e anche un po’ malinconico del Pollino. Il percorso si snoda lungo stradelle ben tracciate e attraversa due ampie vallate, abbastanza integre e ancora non compromesse dai segni dell’uomo». Il sapore che consiglia è tutto nella frittata di funghi di San Giorgio, i musciaruli che sbocciano in aprile e sono ottimi insieme agli asparagi, le uova e la pasta di formaggio, che qua chiamiamo “u pallaccë”. Da gustare naturalmente durante la Festa dell’Abete.

 
Associazione Temporanea di Scopo “pitë”
Via Napoli, 5 – 87070 Alessandria del Carretto (CS)
TEL: 368-3462073