Fotografare l’essenza e l’anima del Parco da Timpone di Mezzo

Far conoscere la vera essenza del Pollino, accompagnando grandi e piccoli alla scoperta o riscoperta (perché chi ama la montagna, nel Pollino ci torna) della natura e della cultura di questo ambiente unico.

È questa, da sempre, la missione di Pino di Tomaso, guida ufficiale del Parco e responsabile dei servizi di escursione del Rifugio Fasanelli, struttura ricettiva situata a Pedarreto, nel cuore montano del Parco. «Il Pollino è uno dei pochi luoghi che permette di vivere completamente un’esperienza di “scoperta del territorio” perché qui si possono effettuare escursioni lontane dalla contaminazione del turismo di massa indifferenziato». Ma se si vuole entrare in pieno contatto e armonia con “l’anima” vera del Pollino, Pino non ha dubbi, il modo più facile e diretto per farlo è in inverno, con le ciaspole ai piedi, quando i suoi piani sono ricoperti da un soffice strato bianco, quando senza le racchette da neve, muoversi sarebbe difficile, se non impossibile. E se questa “anima” volete anche fotografarla, basta raggiungere Timpone di Mezzo in località Colle Impiso: «Ma dovrete attendere il tardo pomeriggio. Perché la luce deve abbassarsi e trovarsi alle vostre spalle. Rimanete lì, in contemplazione, seduti in questa sorta di anfiteatro naturale. Sarà un modo meraviglioso per aspettare l’attimo perfetto». Un altro momento magico consigliato da chi come Pino il Pollino lo conosce bene, lo potete sperimentare in estate, con la luna piena sulla Serra delle Ciavole alla scoperta dei Pini loricati, aspettando il sorgere del sole dal mare Ionio. Tra un’escursione e l’altra, mentre vi riposate al Rifugio vi consigliamo di assaggiare i Fileddri di pasta fresca con la Melanzana Rossa di Rotonda DOP: «Tra l’altro questo piatto è stato segnalato anche nella pubblicazione che raccoglie le cinquanta ricette più buone dei migliori rifugi d’Italia». Sempre in estate, l’esperienza da non mancare assolutamente è l’acquatrekking nel fiume Mercure a Viggianello: «Portate anche i bambini. E magari parlate loro di Giambattista Basile che nel suo libro “Lo cunto de li cunti” del 1635 raccontò la storia della Bella Addormentata. Sembra che il letterato campano abbia scovato questa favola raccogliendo i racconti dei pastori del Pollino. Forse il Dolcedorme potrebbe avere a che fare proprio con La Bella Addormentata nel Bosco». Forse, chissà…

 

RIFUGIO FASANELLI
Loc. Pedarreto, 85048 Rotonda (PZ)
TEL: 0973/667304