Il Pollino è bello ma se lo “ascolti” a ritmo di jazz è meglio

Giornalista lei, direttore artistico e produttore discografico lui. Francesca Panebianco e Sergio Gimigliano coppia nella vita e nel lavoro da quasi 15 anni, insieme hanno ideato e, sin dalla sua prima edizione nel 2002, organizzato il Peperoncino Jazz Festival, rassegna musicale itinerante che ogni estate fa tappa nelle più belle località della Calabria. Premiato di recente a Bologna nell’ambito di “Festival of Festivals” con il premio “Best Territory Improvement” quale realtà italiana che ha saputo meglio mettere in rete enti, istituzioni e partner al fine di produrre un evento a carattere culturale, il Peperoncino Jazz Festival ha vinto per due anni consecutivi (2011 e 2012) il prestigioso Jazzit Awards come “Miglior Festival Jazz d’Italia”. «Il Pollino, con le sue verdi distese, i paesaggi inconfondibili, i borghi caratteristici e i tanti centri di interesse storico ed artistico, ci permette di organizzare i nostri concerti in luoghi suggestivi e affascinanti. Per noi la scelta della location fa parte della direzione artistica al pari della selezione stessa dei musicisti. Anche gli allestimenti che realizziamo sono cuciti su misura per il posto in cui si tiene lo spettacolo, persino l’artista e la sua musica devono essere in sintonia con il paesaggio». Grazie alla loro capacità di mettere insieme le note del jazz con le caratteristiche del territorio del Parco e dei suoi paesi, Francesca e Sergio possono a tutti gli effetti considerarsi veri e propri esperti del “ritmo” segreto del Pollino. Non vi stupite quindi se, passeggiando nel chiostro del Protoconvento francescano di Castrovillari o mentre indugiate davanti alla maestosità del suo Castello Aragonese, sentite riecheggiare le note struggenti di un pianoforte o di una tromba. Potrebbe semplicemente essere l’eco di una session di Danilo Rea, Enrico Rava o Stefano Bollani. Ci raccontano la storia del Ponte del Diavolo di Civita, il loro luogo da fotografare: «A strapiombo sulle Gole del Raganello. La leggenda vuole che a causa delle incredibili difficoltà nel costruirlo, si fosse deciso di fare un patto col diavolo: in cambio del suo aiuto nella costruzione, a lui sarebbe spettata l’anima della prima persona che lo avesse attraversato. Una volta terminato, però, venne fatto attraversare da un cagnolino. Il diavolo infuriato prese a calci il ponte. I segni della sua furia, sempre secondo la leggenda, sarebbero visibili ancora oggi». Sembra proprio una maledetta storia jazz…

 

PEPERONCINO JAZZ FESTIVAL
Associazione Culturale Picanto
C/da Palombari – 87012 Castrovillari (CS)
TEL: 345/9514139