Il Pollino dove i piatti si raccontano come fossero storie

Il Pollino dove i piatti si raccontano come fossero storie

L’alto livello qualitativo raggiunto e una passione per l’ospitalità e la ristorazione che dura dal 1993, portano Adriana Tamburi a fare della gestione della sua Locanda del Parco a Morano Calabro una motivo di vanto. E a ragione. «La nostra è un’azienda agrituristica a conduzione biologica con certificazione ambientale. Accanto alla ricettività e alla produzione agricola di grande qualità (riforniamo del nostro olio persino la Prefettura Pontificia!) proponiamo ai nostri ospiti molte altre attività: turismo equestre, escursioni e una fattoria didattica con i corsi sulle tradizioni contadine e il laboratorio di educazione alimentare e di cultura gastronomica. Soprattutto però quello che cerchiamo di fare è stabilire con i nostri ospiti un contatto vero, da noi non si parla mai di clienti, li trattiamo da amici, come gente di famiglia. Raccontiamo loro le storie del Pollino, condividiamo le nostre esperienze, i mestieri, i sapori». Sono queste memorie e soprattutto la capacità di raccontarle, le fondamenta che stanno alla base della qualità del loro lavoro:«Il semplice fatto che ci troviamo all’interno del Parco poi, soprattutto per gli stranieri, è garanzia di autenticità». Se sedete alla sua tavola, preparatevi ad assaggiare le ricette della tradizione contadina, come la “Frascatula” che è il piatto più antico di Morano. Adriana vi racconterà che era il pasto tipico dei contadini quando andavano nei campi: «La farina di polenta viene lavorata con le “frasche”, le foglie delle verdure di stagione, i peperoni rossi macinati e i fagioli poverelli di Rotonda. Ed è servita all’interno di un pane casereccio svuotato della mollica». E di storie da raccontare, Adriana ne ha tante. Come quella di “Compa Pasquale”, il sagrestano della Chiesa medievale di Santa Maria Maddalena a Morano: «Compa Pasquale aspetta i visitatori davanti al sagrato, li prende per mano e li porta sul campanile. Una volta in cima si siede su un tronco d’albero, si lega cinque corde alle mani e ai piedi e mostra loro come si suonavano le campane un tempo. Noi in paese quando sentiamo scampanare, sappiamo tutti che Pasquale ha visite». Oppure ancora la storia dell’origine del nome di Morano che sembra derivare dai gelsi mori che si coltivavano nella zona e che erano destinati all’allevamento dei bachi da seta, vero pilastro dell’economia locale fino agli anni ’50. Questa storia Adriana la racconta anche ai bambini che frequentano la sua fattoria didattica. Ma di racconti come questi, se andate alla Locanda del Parco, ne ascolterete molti altri.

 

Agriturismo la Locanda del Parco
87016 C.da Morano Calabro (CS)
Tel 0981/31304