La Vienna dei Wiener

Se siete da quelle parti, la tappa obbligata è il Musikverein e, se siete fortunati, potete sperare di essere estratti a sorte per assistere al Concerto di Capodanno

 

(di Claudia Tani)

Ci sono molti circoli della musica ma un solo Musikverein. Quello di Vienna. Così come ci sono molti concerti del primo giorno dell’anno in tutto il mondo, ma uno solo, quello dei Wiener Philarmoniker, è il concerto di Capodanno per eccellenza. Trasmesso in diretta mondovisione in più di settanta paesi, il concerto è prenotabile unicamente cliccando sul sito dei Wiener ogni anno nel mese di gennaio. Ci si prenota e si aspetta l’esito dell’estrazione a sorte. Sì perché funziona così, per estrazione. Nessuna eccezione, nessuna preferenza. Se siete interessati, andate sul sito, scegliete i posti, la data (ce ne sono altri due uguali il 30 e il 31 dicembre), il prezzo che preferite spendere (i posti in piedi vengono venduti a soli 20 euro!) e attendete il mese di marzo successivo, quando, sempre via internet arriva il responso dell’estrazione.

L’orchestra, tra le più prestigiose al mondo, ebbe origine nel 1842 quando Carl Otto Nicolai costituì la Philarmonic Academy. Tutti i componenti erano completamente indipendenti e prendevano tutte le decisioni votando democraticamente. E questi sono tuttora i principi su cui si basano i Wiener. Il primo concerto di capodanno della loro storia risale al 1° gennaio 1941, da allora è un appuntamento fisso per tutti gli amanti della musica. Il repertorio di solito propone essenzialmente musiche della famiglia Strauss e di autori suoi contemporanei. La sonorità di questa orchestra che ne fa appunto un’eccellenza unica al mondo, è data in parte dallo stile esecutivo dei musicisti e in parte dall’utilizzo di strumenti un po’ particolari rispetto a quelli usati dalle altre orchestre. Ad esempio i clarinetti hanno una speciale tastiera e l’oboe viennese ha un diametro inusuale che lo rende diverso dall’oboe francese diffuso in tutte le principali orchestre. E così anche i fagotti, mentre i timpani usano delle pelli naturali al posto delle pelli sintetiche e i contrabbassi sono sistemati in una fila dietro gli ottoni. Dal 1933 i direttori vengono ingaggiati di volta in volta per ogni singolo concerto, sia che i Wiener si esibiscano a Vienna o in qualunque altro posto del mondo. Lorin Maazel, Claudio Abbado, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Daniel Barenboim, sono solo alcuni della lunga lista dei maestri che hanno diretto il concerto di capodanno negli ultimi venticinque anni. Fino al 1997 non vi erano donne che facessero parte dell’orchestra, ma dopo aver subito ripetuti attacchi da gruppi femministi, anche le rappresentanti del gentil sesso sono entrate a far parte dei membri effettivi, assunte come musiciste in pianta stabile. Il Musikverein è la sala dove si esibisce l’orchestra ma è anche la società di musica proprietaria dell’intero edificio dei Wiener. Due entità strettamente legate, l’una all’altra. L’augurio che questi musicisti unici vogliono fare a tutto il mondo non solo come ambasciatori musicali austriaci, è quello di un anno in cui lo spirito della speranza, l’amicizia fra i popoli e la pace, trionfino anche grazie al linguaggio universale della musica. L’unica volta che, nella storia del Concerto di Capodanno di Vienna, non è stata eseguita la Radetzky-Marsch, è stato il 1º gennaio 2005. Il direttore Lorin Maazel, assieme al presidente del Musikverein, spiegarono al pubblico in sala che, in conseguenza del terribile tsunami abbattutosi il 26 dicembre precedente nell’area dell’Oceano Indiano, provocando un enorme numero di vittime, si riteneva opportuno dare testimonianza di cordoglio, evitando di concludere il concerto con un brano così gioioso e spensierato.