AFFACCIATI ALLA FINESTRA SCRITTORE MIO

di Claudia Tani

L’ispirazione per uno scrittore, si sa, è un processo alchemico che coinvolge non solo la fantasia e l’immaginazione, la memoria e i ricordi, ma anche quello che lo circonda. I sensi sono spesso alla base del percorso creativo che trasforma l’idea di una storia in un flusso di parole che finiscono poi col concretizzarsi in lettere, virgole, punti e paragrafi sopra le pagine di un manoscritto. Quanto di quello che uno scrittore ascolta, odora e soprattutto osserva ogni giorno influenza ciò che poi alla fine leggiamo in un suo romanzo? Quello che vede dalla sua finestra mentre scrive, suggestiona in qualche modo le storie che racconta?
Matteo Pericoli, uno degli artisti italiani più conosciuti a New York, prova da sempre una “magnifica ossessione” per le finestre, “quegli specifici buchi di quelle specifiche dimensioni, posizionati in quello specifico punto nel muro, a quella specifica altezza da terra”. E soprattutto, è ossessionato dalla vista che ci regalano, perché, come dice lui: “una vista dalla finestra non esiste senza il suo infisso”. Un giorno, mentre stava traslocando dalla sua casa sulla 102esima strada di New York, guardando fuori, ha pensato “Sarebbe bello se potessi catturare questa vista semplicemente scollando una pellicola immaginaria dal vetro; potrei così arrotolarla e portarmela nel nuovo appartamento”. Da questo desiderio è scaturita la necessità per lui di provare a ritrarre prima New York e poi altri luoghi attraverso le finestre ed ha cominciato a disegnare finestre di persone significative in giro per il mondo. Tra queste ci sono anche quelle di alcuni scrittori, da quelli notissimi a quelli più lontani.
Chissà, magari osservando questi disegni in bianco e nero, potremmo scoprire, oltre ad uno scorcio del quartiere dove il nostro autore preferito abita, anche la magia delle storie che racconta.