IO SONO “DAVVERO” MUSEO PERCHÉ

IO SONO “DAVVERO” MUSEO PERCHÉ
© Foto di Alberto Bernasconi
© Foto di Alberto Bernasconi

© Milano, Museo del ‘900 – Foto di Alberto Bernasconi

Fondazione Fitzcarraldo scrive per MEMO il manifesto dell’identità museale come dovrebbe essere. Io sono “davvero” museo perché sono attivo, accessibile, coinvolgente, partecipativo, accogliente, comunicativo e 2.0. Un luogo di incontro, attento all’apprendimento e al gioco, una teconologia della memoria. Io sono MUSEO perché sono in ascolto, un bene di tutti, sostenibile, capace di gestirmi (e valutare quello che faccio) e di raccontare storie. Il MUSEO sono io, la mia famiglia, mio figlio, mio nonno.

 

Sono attivo: Il museo é il luogo dove il patrimonio di una comunità torna vivo attraverso attività, progetti, laboratori, incontri e scontri.

Sono accessibile: Il museo s’impegna a rimuovere o ridurre le barriere di accesso fisiche, concettuali e linguistiche perché tutti e ciascuno, nelle nostre diversità, possiamo accedere appieno ai suoi significati.

Sono coinvolgente: Al museo si fanno attività interessanti, si fanno esperienze memorabili. I percorsi sono studiati per creare un’esperienza unica, per attivare la mente, il corpo e lo spirito; le opere sono presentate in modo piacevole, i contenuti raccontati in modo attento e accattivante anche grazie all’ausilio delle nuove tecnologie.

Sono partecipativo: Il museo è il luogo dove una comunità si riconosce. Per questo il museo organizza attività per portare la comunità nelle sue sale e per (r)accogliere idee, stimoli, proposte e progetti che dalla comunità provengono.

Sono accogliente: Il museo è attento al confort, alle esigenze e ai desideri di tutti i suoi utenti, residenti, nuovi cittadini oppure turisti. Nel museo ci si ripara anche dal caos, dall’eccesso di significati che la società contemporanea produce e distrugge senza sosta.

Sono comunicativo e 2.0: Il museo non è un teca polverosa. E’ un luogo dinamico che comunica in modo il più possibile inclusivo anche con i nuovi canali del web 2.0 e che crea community intorno a sé.

Sono un luogo di incontro: Il museo sa offrire una gamma di servizi per far godere appieno e arricchire l’esperienza di visita anche con un buon caffè, una sala relax, un bookshop pieno di libri.

Sono attento all’apprendimento e al gioco: Il museo è un luogo per crescere, dove bambini e adulti, se vogliono, possono apprendere. Il buon museo organizza attività e laboratori per far conoscere i suoi contenuti, per sviluppare competenze e talenti oltreché conoscenze.

Sono una tecnologia della memoria: Il museo è una miniera di possibilità che mette in relazione visibile e invisibile, è un’opportunità che chiunque può cogliere per arricchire l’interpretazione del mondo presente attraverso le testimonianze, le voci e anche i silenzi di quelli passati.

Sono in ascolto: Il museo deve sapere ascoltare sia il pubblico frequentante sia quello potenzialmente interessato a partecipare. Conoscere fabbisogni, desideri, interessi e passioni è la precondizione per offrire al maggior numero di persone esperienze ricche di senso.

Sono un bene di tutti: Il museo è di tutti. Deve essere aperto a tutti e tutti se ne devono prendere cura, dall’ente pubblico che rappresenta i cittadini ai cittadini stessi che da quel museo sono rappresentati e di cui sono i primi rappresentanti.

Sono sostenibile: Il museo non deve essere solo una spesa del bilancio pubblico. Deve attivare strategie di fundraising intelligenti per potersi sostenere. Le sue entrate devono variare dal finanziamento pubblico, ai biglietti, alla vendita di servizi, alla valorizzazione dei patrimoni tangibili e intangibili, al crowdfunding.

Sono capace di gestirmi (e valutare quello che faccio): Il museo gestisce risorse pubbliche e deve essere ben gestito, con competenze e strumenti adeguati e con politiche oculate, garantendo trasparenza nell’uso dei fondi e sui risultati raggiunti. Gestire bene è un dovere. Valutare bene è necessario per fare scelte e migliorare quel che fa.

So raccontare storie: Il museo è un vettore di discorsi e narrazioni. Può diventare un luogo unico per conservare, stimolare, produrre e raccontare storie che sono nascoste dormienti negli oggetti, nelle opere, nelle stanze.

Il museo sono io, la mia famiglia, mio figlio, mio nonno: Il museo è la nostra storia e tutti si devono poter riconoscere. Per questo il museo deve sapere comunicare e coinvolgere il bambino, l’adolescente, l’anziano, le famiglie, l’esperto e l’inesperto.

 

(Fondazione Fitzcarraldo si occupa di progetta zione, ricerca, formazione e documenta zione sul management, l’economia e le politiche della cultura, delle arti e dei media. E lo fa a beneficio di chi crea, prat ica, partecipa, produce, promuove e sostiene le arti e le culture)