Quanta strada nei miei sandali

Emblema dell’ecoturismo e del viaggio lento e sostenibile, il moderno pellegrinaggio permette di riscoprire monumenti e sapori, imbattersi in vedute inattese e luoghi preziosi e apprezzare tradizioni poco conosciute. Con trecento eventi in programma torna “Via Francigena Collective Project 2014”, il festival che trsforma il cammino in un evento culturale senza precedenti

 

(di Claudia Tani)

Da Canterbury a Roma attraverso la Francia e la Svizzera e poi gran parte dell’Italia, percorrendo a piedi milleottocento chilometri, seguendo la stessa strada che Sigerico, Arcivescovo di quell’antica cittadina meridionale dell’Inghilterra, tracciò per la prima volta nel 990 d.C. di ritorno dalla Città Eterna dove aveva ricevuto il Pallio dalle mani di Papa Giovanni XV. Quel percorso, il religioso lo raccontò nei suoi diari: settantanove tappe in tutto, di cui quarantaquattro solo nel nostro Paese (sette regioni attraversate – Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Lazio – e 140 Comuni toccati).
Da allora, nel corso dei secoli, è stato seguito da migliaia di pellegrini in visita ai luoghi santi della religione cristiana, una moltitudine di anime “alla ricerca della Perduta Patria Celeste”. Quella strada, o porse sarebbe meglio dire quel fascio di vie, divenne uno degli itinerari più importanti del Medioevo ed è passato alla storia con il nome di Via Francigena.
Nei secoli scorsi ciò che spingeva i pellegrini ad intraprendere questo incredibile e pericoloso viaggio, era un aspetto di natura principalmente devozionale e penitenziale. Folle di credenti, sin dalle origini del cristianesimo hanno cercato le tombe dei santi, dei martiri, i luoghi legati al loro ricordo, fiduciosi di trovare conforto, risposte, espiazione. Hanno cercato un acconto di paradiso, un pezzo di cielo da portare via, un anticipo delle visioni future, un’immagine sacra, una reliquia, un segno concreto. Hanno portato con sé frammenti e ricordi. Hanno raggiunto una meta, ma soprattutto hanno compiuto un cammino. E facendo questo, hanno contribuito al passaggio eccezionale di segni, emblemi, culture e linguaggi dell’Occidente Cristiano. Ancora oggi, in parte celate sotto l’asfalto delle strade, sono rintracciabili sul territorio le memorie di questo passaggio che ha permesso alle diverse culture europee di comunicare e di venire in contatto, forgiando la base culturale, artistica, economica e politica dell’Europa moderna.
Non è un caso che Goethe sostenesse che la coscienza d’Europa sia nata proprio sulle vie di pellegrinaggio.
A partire dal 1994 la Via Francigena è stata dichiarata “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa” assumendo, alla pari del Cammino di Santiago di Compostela, una dignità sovranazionale e divenendo uno degli itinerari culturali e turistici più suggestivi del nostro continente, ricco di storia e tradizioni.
Emblema dell’ecoturismo e del viaggio lento e sostenibile, il moderno pellegrinaggio permette di riscoprire monumenti e sapori, imbattersi in vedute inattese e luoghi preziosi , apprezzare tradizioni poco conosciute.
Sulla base di queste premesse, anche quest’anno L’Associazione Europea delle Vie Francigene e l’Associazione Civita, promuovono la quarta edizione del Festival “Collective Project Via Francigena 2014“, oltre 300 eventi, volti a promuovere e a valorizzare i territori attraversati dall’antico percorso, in occasione del XX Anniversario (1994-2014) del riconoscimento della Via Francigena quale Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa.
Gli eventi in programma, tutti ad accesso gratuito e all’insegna di natura, spiritualità, identità locali, cultura ed enogastronomia, sono delle più diverse tipologie: riletture in chiave artistico-culturale del cammino francigeno nelle mansio dell’itinerario di Sigerico; rievocazioni storiche con momenti teatrali di guerra, socialità e vita quotidiana; giornate di cammino, di cicloturismo o a cavallo; escursioni guidate alla scoperta dei numerosi siti di interesse archeologico, storico, artistico e religioso; animazioni nei centri storici con corteggi e giochi di strada, spesso in occasioni di rilievo religioso e identitario, quali le feste patronali; degustazioni di cibi della tradizione negli ospitali medievali; spettacoli di teatro, danza e musica; presentazione di iniziative editoriali; forum aperti a singoli pellegrini e a qualificati festival e rassegne che hanno volentieri aderito all’iniziativa con i loro eventi.