Parto, dunque sono

Parto, dunque sono

Parliamoci chiaro, il turismo culturale per alcuni è un ossimoro o al massimo una banalità. C’è chi sostiene che il solo fatto di definirsi turisti implica una azione di scoperta quindi un evento culturale, c’è al contrario chi sostiene che l’essere turisti significa allontanarsi dall’idea stessa di viaggio, quindi non compie alcuna azione culturale. Tu sei un turista o un viaggiatore, chiedeva l’anziano inventore del trolley a Cheyenne (Sean Penn) in This Must Be The Place. La risposta di Cheyenne non sarebbe piaciuta a Bruce Chatwin, l’uomo che ha incarnato il senso vero del viaggio contemporaneo, raccontandolo (per lui come è noto Perdere il passaporto era l’ultima delle mie preoccupazioni, perdere un taccuino era una catastrofe) e che non ha esitato a scrivere un paradosso stimolante. “È meraviglioso che una generazione che si difende dal caldo con un condizionatore e dal freddo con il riscaldamento centralizzato, che viene alloggiata in alberghi immacolati, possa sentire il desiderio spirituale o fisico del viaggio”.
Il desiderio andrebbe assecondato, stimolato, reso accessibile.
Anche per noi Il viaggio è sapere, conoscenza, confronto. Non esistono viaggi in cui la cultura sia completamente assente. Perché il viaggio è per definizione un’esperienza culturale. Di più, il viaggio è un’attitudine costante che accompagna le nostre azioni. Viaggiamo quando leggiamo un libro, ascoltiamo musica, cuciniamo una nuova ricetta, guardiamo un film, un paesaggio, il volto di una persona che incontriamo ungo il nostro cammino. Il viaggio è il modo, l’unico, che abbiamo di conoscere il mondo che ci circonda. Pessoa diceva che i viaggi sono i viaggiatori. Noi aggiungiamo che quando il viaggio è culturale è fatto di tanti viaggi messi insieme. E questi tanti viaggi hanno bisogno di tempo per essere preparati, vissuti, raccontati e ricordati. E poi Il viaggio nasce prima del turismo. Non esiste turismo senza viaggio ma può esistere il viaggio senza turismo. Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma, disse sempre Chatwin.
I tour operator sono avvertiti.

(di Claudia Tani)