Il funambolo, le due torri e quell’anima sospesa nel vuoto

Esce “The Walk”, scritto e diretto da Robert Zemeckis, con protagonista Joseph Gordon-Levitt nei panni di Philippe Petit, il funambolo francese che il 7 agosto 1974 attraversò lo spazio tra le Torri Gemelle del World Trade Center sospeso nel vuoto su un cavo d’acciaio senza alcuna protezione. Una impresa epica, memorabile, scolpita nella storia, nella memoria e nel mito. Per noi di MEMO, l’occasione giusta per rileggere e sottolineare alcuni brani del suo saggio dedicato alla creatività definita come “ il crimine perfetto” (Ponte alle Grazie). Per tutti un modo per rivedere sul grande schermo le due Torri che con la loro distruzione hanno segnato il nostro tempo.

Sia ben chiaro. I libri sulla creatività non mi convincono affatto.

A neanche diciotto anni avevo riscritto il manuale di etica che mi avevano costretto ad accettare in precedenza, e prima ancora di rendermene conto avevo sviluppato una mente da criminale.

La passione è esplosiva.
Non conosce limiti.
Non può essere misurata.
Io la lascio traboccare, al punto che a volte penso e parlo in tutte le direzioni. Tu parli mai da solo? Io lo faccio spesso.

Che tu ci creda o no, il caos produce sempre ordine.

I segreti sono come i doni: i primi una gioia da rilevare, i secondi un piacere da offrire.

Impazienza. Eccitazione. Lotta contro il tempo. Entusiasmo.

Tutte cose che probabilmente spiegano come mai io sia diventato, dopo molta pratica, un maestro nell’interrompere: una qualità non molto positiva, mi dicono.

… in un baleno il dipanarsi di un’eternità…

Non lo dico solo perché sono un artista del filo.
Lo dico perché è la verità.
L’equilibrio, il legame che vincola il corpo alla mente, è indispensabile alla vita come lo sono l’acqua e l’aria.
Senza equilibrio non si può vivere