È la cultura che “conta”
in Europa

È la cultura che “conta”<br/>in Europa

Si intitola “Cultural Heritage Counts for Europe”, lo studio promosso dalla Commissione Europea e realizzato da un consorzio tra alcune delle più importanti istituzioni operanti nel settore. Il documento vuole dimostrare il contributo fondamentale del patrimonio culturale a Europa 2020, un progetto di strategia europea per la crescita razionale e sostenibile. L’attenzione dello studio non si concentra soltanto sul patrimonio fisico e quindi tangibile, ma anche su quello intangibile e sulla sua capacità di produzione di valore.
Il report analizza i quattro grandi domini della sostenibilità: culturale, sociale, ambientale ed economico. In ambito culturale, si parla del rapporto con la creatività e l’innovazione, dell’elaborazione dei linguaggi architettonici, della creazione di immagini e simboli e della cultura visiva.

Il progetto biennale “Cultural Heritage Counts for Europe” è stato lanciato nel 2013 con l’obiettivo di raccogliere e analizzare ricerche e studi di casi accessibili, basati sull’esistente, per valutare il valore del patrimonio culturale anche sul piano economico, sociale e ambientale. Sostenuto dal Programma Cultura dell’UE 2007-2013, è stato avviato nel luglio 2013 da un consorzio di sei partner formato da Europa Nostra, in qualità di coordinatore del progetto, ENCATC (la rete europea per le gestioni culturali e l’educazione alle politiche culturali), Heritage Europa (l’Associazione europea delle Città e Regioni storiche), il Centro Internazionale di Cultura di Cracovia (Polonia) e il Centro internazionale Raymond Lemaire per la conservazione dell’Università di Lovanio (Belgio) in qualità di partner e da Heritage Alliance (Inghilterra, Regno Unito), in qualità di partner associato.

Il Rapporto del progetto Il Patrimonio Culturale Conta per l’Europa fornisce prove convincenti del valore del patrimonio culturale sull’economia, la cultura, la società europee e l’ambiente rinforzando i messaggi politici strategici contenuti nelle Conclusioni del Consiglio dei ministri adottate nel 2014 sotto le presidenze greca e italiana dell’Unione europea e nella Comunicazione della Commissione Europea Verso un approccio integrato al patrimonio culturale che ha ricevuto il pieno supporto sia da parte del Consiglio, del Comitato delle Regioni e dal Parlamento europeo.
I risultati principali mostrano come l’adozione di un approccio olistico ha un valore aggiunto quando si misura l’impatto del patrimonio culturale in materia di occupazione, dell’identità, l’attrattiva regionale, la creatività e l’innovazione, il contributo economico, il cambiamento climatico, la qualità della vita, l’istruzione e l’apprendimento permanente, e della coesione sociale. Nelle raccomandazioni si chiede l’elaborazione di indicatori specifici per il patrimonio per facilitare e migliorare la raccolta di statistiche culturali, fondamentali per supportare i responsabili delle politiche sul patrimonio con elementi concreti, così come il requisito di condurre una valutazione d’impatto olistico in tutti i progetti del patrimonio finanziati dall’UE per meglio misurare l’impatto e monitorare le tendenze nel corso di un periodo di tempo più lungo.
Europa Nostra, la federazione pan-europea per il patrimonio culturale, rappresenta un movimento di cittadini in rapida crescita per la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale dell’Europa. È la voce di questo movimento e si confronta con gli organismi internazionali specifici, in particolare l’Unione europea, il Consiglio d’Europa e l’UNESCO.
Il network di Europa Nostra copre quasi 50 paesi in tutta Europa ed oltre. È composta da più di 250 organizzazioni membri (organizzazioni del patrimonio e fondazioni con un numero totale di più di 5 milioni di membri, 150 organizzazioni associate (enti governativi, enti locali, società) ed anche 1500 membri individuali che supportano direttamente la causa di Europa Nostra.
L’obiettivo principale è quello di mettere al centro il patrimonio ed i suoi benefici nella coscienza pubblica e far diventare il patrimonio una priorità maggiore per le politiche pubbliche sia a livello europeo che a livello nazionale. I suoi obbiettivi specifici sono quelli di promuovere, a livello europeo, standard di alta qualità nei settori di conservazione dei beni culturali, architettura, pianificazione urbana e rurale, e promuovere uno sviluppo bilanciato e sostenibile dell’ambiente urbano, rurale, costruito e naturale. Europa Nostra cerca di focalizzare l’importanza del patrimonio culturale condiviso come una colonna portante dell’identità europea, che contribuisce al rafforzamento della cittadinanza medesima.
Europa Nostra fu fondata nel 1963, su iniziativa della locale associazione Italia Nostra, come risposta ai notevoli problemi di sopravvivenza della città di Venezia, tormentata da continui e numerosi picchi di marea. Nel 1991 Europa Nostra si fuse con l’Internationales Burgen Institut (già International Castles Institute), creato nel 1949.
Oggi Europa Nostra è presieduta dal cantante e direttore d’orchestra Plácido Domingo (Spagna) ed il presidente esecutivo Denis de Kergorlay (Francia). In precedenza è stata presieduta dall’Infanta Pilar (2007-2009), duchessa di Badajoz, sorella di Juan Carlos I re di Spagna, il principe consorte di Danimarca, Henrik (1990-2007) e Hans de Koster dei Paesi Bassi (1984-1990).
Le attività di questa associazione sono coordinate da un Segretariato Internazionale con sede a L’Aia, nei Paesi Bassi, diretto dal segretario generale di Europa Nostra Sneška Quaedvlieg – Mihailović (Paesi Bassi/Serbia). In molti stati, tale segretariato è assistito, nei suoi compiti, da vari rappresentanti nazionali.

È la cultura che “conta”<br/>in Europa

A sinistra, la copertina del rapporto:
Cultural Heritage Counts for Europe