Il sorriso è femmina

Il sorriso è femmina

Tutte le donne hanno diritto al sorriso, alla serenità, alla felicità. “Putesse essere allera” è un contributo della fotografa partenopea Tiziana Mastropasqua alla Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. Carmen Vicinanza, curatrice per Officine Vonnegut dell’istallazione ospitata al PAN di Napoli, racconta a MEMO il senso di un progetto capace di toccare nel profondo la nostra sensibilità

di Carmen Vicinanza

Putesse essere allera, parafrasando la canzone di Pino Daniele è il titolo della manifestazione proposta dal Comune di Napoli, Delega alle Pari Opportunità per la manifestazione del 25 novembre, Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne. Siamo partite da Putesse essere allera per dare volto e corpo al progetto fotografico di Tiziana Mastropasqua. Volti di donne di ogni età, che sorridono, ridono, ricordando eventi buffi e felici del proprio intimo. Durante tutti gli scatti, infatti, c’è stata una registrazione video per fermare quelle frasi, quei ricordi, quelle cose leggere e pesanti che hanno caratterizzato il nostro viaggio tutto al femminile. Si tratta di strisce di pannelli sospesi dal soffitto nella sala foyer del PAN, stampati su poliestere dell’altezza di 3 metri circa che formano un immaginario labirinto di volti da cui si possono sentire le risate e i racconti delle donne fotografate. Tiziana, giovane e talentuosa fotografa, che spessissimo si rivolge al volto e al corpo femminile nella sua arte, ha compiuto un vero e proprio viaggio nell’animo delle donne della città di Napoli. È entrata in casa di anziane signore di Forcella, in uffici pubblici, nel laboratorio teatrale di Marina Rippa e Alessandra Asuni, sempre a Forcella. Si è infilata nei bassi, nelle cucine, nei cuori e sorrisi di donne sconosciute, nessun personaggio noto, donne vere, comuni, di ogni età. Il progetto trova il punto di partenza nella mostra al PAN, ma avrà una continuazione, in altri ambiti, dopo il centro si toccheranno le periferie, si entrerà in altri ambiti, altri indirizzi, stessi sorrisi, stessa femminilità.
Un solo volto, tra i trenta fotografati non sorride, nessuna delle modelle per un giorno sa chi sia, perché tutte le donne hanno diritto al sorriso, alla felicità, ma tutte sono vulnerabili e sotto attacco. Tutte, nessuna esclusa, di alcun ceto o età. La violenza può colpire tutte perché è una violenza di genere, un attacco culturale alla donna in quanto tale per esternare una supremazia di possesso che purtroppo non esclude alcuna fascia sociale e culturale. È la prevaricazione del maschio contro la femmina.
Il punto di vista della fotografa e della curatrice, che si sono avvalse spontaneamente di uno staff completamente al femminile, vuole travalicare il fenomeno sociale che si eviscera meglio in altri ambiti di dibattito sicuramente più alti e arrivare all’immediato, allo scatto, all’immagine trasparente di volti sorridenti, di volti che anelano al bene, all’intimità di donne che si esterna con una risata, alla felicità a cui tutte devono anelare e di cui tutti hanno diritto.
Gli scatti e le interviste non terminano con questa mostra, ma proseguono, in altri contesti, altre case, ascoltando altre storie e, con molta probabilità ne verrà fuori un documentario, tutto al femminile prodotto da Officine Vonnegut.

Il sorriso è femmina

Installazione fotografica di:
Tiziana Mastropasqua
Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne
25-30 novembre 2015
PAN Palazzo delle Arti di Napoli
INGRESSO LIBERO