MUVIR: apre il museo virtuale
delle Banche d’Italia

Un museo crossmediale, immersivo e tangibile. È così che può essere definito il nuovo MUVIR, Museo Virtuale delle Banche d’Italia, presentato alle Scuderie di Palazzo Altieri a Roma alla presenza del Ministro Dario Franceschini e che “inaugurerà” ufficialmente al grande pubblico nella primavera del 2016 con oltre 300.00 opere “esposte”, tra dipinti, sculture, fregi, fotografie, ceramiche, monete e arredi, ad oggi custoditi nei palazzi e nelle collezioni private dei nostri istituti bancari, da oltre sette secoli. Un luogo della rete pensato e progettato per essere “visitato” attraverso tutti i device (pc, tablet, smartphone). Una piattaforma che permette un’esperienza “avvolgente” grazie alla compatibilità con i visori della realtà virtuale, e anche tangibile, dato che le opere “in mostra” possono essere riprodotte in 3D.
Il MUVIR è stato concepito per permettere un continuo andirivieni dalla dimensione unitaria dell’oggetto reale alla molteplicità delle informazioni digitali a suo corredo e viceversa. In questo modo è capace di rendere virtuali le opere d’arte reali e allo stesso tempo dotare gli oggetti reali di una componente digitale, tramite diverse applicazioni a corredo che ne aumentano la portata comunicativa, (realtà aumentata, dispositivi di prossimità). Per navigare all’interno del Museo, non importa alcuna iscrizione, ma è richiesta la registrazione se si vogliono condividere ricerche, allestimenti, ed eventualmente scaricare in download delle risorse da utilizzare in ambito educativo o per attività che facilitino la fruizione dei beni culturali.

Andy Warhol Ultima cena. Doppia imagine, 1986 acrilico su tela 100 x 100 cm
Andy Warhol Ultima cena. Doppia imagine, 1986 acrilico su tela 100 x 100 cm
Luca Giordano Tarquinio e Lucrezia, 1663 ca. olio su tela, 97,4 x 96,2 cm
Luca Giordano Tarquinio e Lucrezia, 1663 ca. olio su tela, 97,4 x 96,2 cm

Da un punto di vista tecnologico l’infrastruttura si basa su tre ambienti digitali.
È infatti una piattaforma, modulare e scalabile, capace di gestire e preservare nel tempo notevoli quantità di dati e capace di gestire l’intero ciclo di vita di un oggetto digitale, rispondendo ai problemi di Digital Preservation. In questo spazio vengono caricati da ogni singolo istituto le riproduzioni digitali 2d in alta risoluzione delle opere e oggetti 3d da poter visualizzare nella Personal Virtual Gallery 3D. Le riproduzioni digitali vengono arricchite durante la catalogazione con metadati descrittivi, utilizzando campi che vanno dal nome dell’opera e dell’autore, allo stato di conservazione, fino alla licenza di distribuzione.
È inoltre presente un catalogo/portale ad accesso pubblico, in cui gli utenti possono ricercare le opere catalogate e vederne le schede. Di ogni opera è visibile la miniatura e la scheda con i relativi dati di catalogazione. L’immagine dell’opera può essere visualizzata ad alta risoluzione con il sistema di ingrandimento (IIPIMAGE) di tipo piramidale. Gli oggetti tridimensionali possono essere ingranditi, ruotati e visti da ogni angolazione anche nel catalogo.

Salvator Rosa Paesaggio con eremita olio su tela, 75,7 x 53,8 cm
Salvator Rosa Paesaggio con eremita olio su tela, 75,7 x 53,8 cm

Infine un ambiente 3d PVG (Personal Virtual Gallery) mette in scena l’esposizione delle opere scelte dagli utenti. La tecnologica per realizzare l’ambiente 3d è conforme allo spirito d’apertura del progetto, e la scelta è ricaduta su di un prodotto open, Blender4web, strumento utilizzato dalla NASA per veicolare le ultime scoperte sull’esplorazione del pianeta Marte dal Rover Curiosity verso il grande pubblico.

Lucio Fontana Concetto spaziale, Attese, 1966 acrilico su tela 80,3 x 64,2 cm
Lucio Fontana Concetto spaziale, Attese, 1966 acrilico su tela 80,3 x 64,2 cm
Marino Marini Cavallo e cavaliere, 1951-1958 ca. bronzo, 103 x 87 x 77 cm
Marino Marini Cavallo e cavaliere, 1951-1958 ca. bronzo, 103 x 87 x 77 cm
Vassilij Kandinskij Wechselstreifen, 1933 acquerello su carta, 33,5 x 24 cm
Vassilij Kandinskij Wechselstreifen, 1933 acquerello su carta, 33,5 x 24 cm
Joan Mirò Les essences de la terre, 1969 carboncino su prova litografica, 50 x 36 cm
Joan Mirò Les essences de la terre, 1969 carboncino su prova litografica, 50 x 36 cm