Questa ve la devo proprio raccontare

Prima il quadro generale. Poi la strategia. Quindi la visione. Partiamo dall’inizio, la notizia.
In Italia due terzi dei minori compresi fra i 6 e i 17 anni (il 64%) non ha visitato una mostra, un museo o un sito archeologico nell’ultimo anno, non ha assistito a un concerto o una rappresentazione teatrale, e non ha letto nemmeno un libro. Un disastro, una situazione incredibile. Come reagire? Come contrastare un fenomeno così apocalittico e diciamolo vergognoso? Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha lanciato il progetto “Arte alla luce”, realizzato in collaborazione con Save the Children.
In sintesi 50 ragazzi e ragazze dai 13 ai 17 anni di Palermo, Gioiosa Jonica e Bari grazie alla collaborazione di tre artisti italiani (Massimo Grimaldi, Domenico Mangano e Adrian Paci) avranno la possibilità di avvicinarsi in maniera concreta all’arte, elaborando un proprio personale percorso artistico.
“L’iniziativa sposa in pieno la volontà del MiBACT di incrementare il coinvolgimento e la fruizione dell’arte da parte dei ragazzi, con particolare attenzione alle realtà geografiche più svantaggiate e marginali”. Ha dichiarato il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Tutto bello. Certo. Un bellissima idea, niente da dire, ma che risposta è un progetto così piccolo di fronte all’apocalisse?
Ed ecco la visione, il risultato atteso. La speranza, dicono al ministero, è che le future generazioni, imparando ad apprezzare l’arte e le sue manifestazioni, raggiungano una maggiore consapevolezza della realtà culturale italiana, concentrando l’attenzione sulla tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale delle nostre città.
Ragazzi siete in 50 giovani e forti. A voi mettiamo in mano il futuro del nostro patrimonio.
Forza e coraggio!