Dimmi che banca sei e ti dirò che cultura fai

Dimmi che banca sei e ti dirò che cultura fai
Gallerie d'Italia, Milano; progetto di Michele De Lucchi, area espositiva nel Palazzo Anguissola.

“La cultura delle banche oggi. Viaggio attraverso un anno di iniziative” di Costantino d’Orazio (Il Mulino editore – data di uscita : 3 marzo 2016) racconta una vocazione non scontata: il settore bancario è il primo investitore privato in cultura, secondo solo allo Stato. Per dimostrarlo l’ABI ha voluto analizzare l’impegno delle banche in ambito culturale su tutto il territorio nazionale. Per farlo ha raccolto e elaborato i dati forniti dagli Istituti bancari che ne fanno parte, sulle attività culturali realizzate nel 2013. Hanno risposto alla chiamata circa 200 banche che hanno fornito i dati relativi ad almeno 2.500 eventi organizzati durante l’anno. Si stima perciò che le banche in Italia organizzino circa 6.000 / 8.000 eventi in ambito strettamente culturale.

Le iniziative emerse da questa prima indagine sono state raccontate da Costantino D’Orazio con un’introduzione di Antonio Patuelli, Presidente di ABI, e una prefazione di Attilio Brilli. L’indagine si impernia sul ruolo assunto dalle Banche sin dalla loro istituzione, nel XIII secolo, quali numi tutelari ed effettive conservatrici del patrimonio non solo economico ma anche e soprattutto culturale-artistico della società italiana, prima ancora che esistesse un’unità collettiva raggiunta solo alla fine dell’Ottocento.

Il mecenatismo bancario è un prezioso anello di congiunzione fra economia e cultura, e in particolar modo è nell’accrescimento culturale pubblico che si realizza la sua remunerazione morale: non è un caso che il mercante-banchiere sia stato definito già da Marco Polo come un vero e proprio «filosofo naturale».

Uno degli esempi più eclatanti è l’“illuminismo” della famiglia de’ Medici, che proteggevano gli artisti, finanziavano grandi opere, esportavano e importavano i lavori di grandi pittori, non soltanto per aumentare la propria reputazione, ma con l’intento di consolidare il prestigio dell’intera città, Firenze.

Il mondo delle banche italiane ha mantenuto nei secoli questo afflato, trasformandosi negli ultimi anni da semplici dispensatori di contributi a veri e propri operatori culturali, attivi sul campo con progetti dal respiro ampio, che puntano a consolidare un patrimonio di cui ogni singola banca si prende cura quotidianamente.

Le banche non operano nella cultura con il solo obiettivo di promuovere la propria immagine, ma si sentono sempre più responsabili del contesto sociale in cui vivono, collaborando attivamente con le istituzioni pubbliche e private, divenendo loro partner di lungo corso, sollecitando ricerche sulla storia locale, promuovendo artisti del territorio e facendo uso dei propri strumenti finanziari per sostenere restauri e migliorare le aree in cui operano.

La nascita di grandi gruppi bancari non ha rallentato gli investimenti nell’attività culturale delle comunità locali: con lo sguardo al mondo, gli istituti non rinunciano alla presenza anche nei centri più piccoli, che valorizzano attraverso un’attenzione particolare alle singole storie e identità. Si constata che l’impegno infatti non è direttamente proporzionale alla dimensione della banca che lo sostiene: accade così che una piccola banca di una città di provincia si faccia promotrice di un vasto programma culturale, alla stregua del grande gruppo bancario, con mezzi più limitati e un raggio di azione circoscritto, ma non meno articolato ed efficace.

Il libro è il racconto degli eventi che le banche organizzano su tutto il territorio nazionale. Un viaggio fra mostre, festival, incontri, manifestazioni, restauri, musei, libri, cinema, teatri, concerti, conferenze, rievocazioni storiche, commemorazioni, monumenti e ricorrenze. Non sono da meno, le iniziative a favore della preservazione del paesaggio urbano e di quello naturale, con una particolare attenzione alla salvaguardia delle tradizioni e realtà di antico conio.  Il percorso approda alle grandi manifestazioni promosse dall’ABI e dalle banche insieme, come Invito a Palazzo (giunta alla XIV edizione) e il Festival della Cultura Creativa (II edizioni), e al MUVIR, il primo Museo Virtuale delle banche operanti in Italia, di cui aprirà la prima ala dedicata all’Ottocento e al Novecento nella primavera 2016.

Gli istituti bancari promuovono e prediligono le arti performative come cinema, teatro, musica e danza che rappresentano il 27% degli eventi. Seguono i progetti educativi e di formazione (23%), la sponsorizzazione e l’organizzazione di mostre (19%), lo sport (10%), l’editoria d’arte (8%), i restauri conservativi (2%). Il restante 11% delle iniziative non è riconducibile alle sei macro-voci enucleate.  Questo libro è un invito a viaggiare attraverso le manifestazioni culturali promosse dalle banche in tutta Italia. Un percorso che si snoda tra le città maggiori e arriva fino alle località più remote, dove però c’è chi lavora con passione allo sviluppo del territorio attraverso l’arte, la musica, lo spettacolo e la letteratura. Un promotore delle arti di cui oggi il nostro Paese non potrebbe fare a meno: la banca.

Dimmi che banca sei e ti dirò che cultura fai

La cultura delle banche oggi.
Viaggio attraverso un anno di iniziative
Edizioni – Il Mulino
Autore – Costantino d’Orazio
Data di uscita – 3 marzo 2016