L’Italia del dottor Bartolo

Immagine tratta da "Fuocoammare" . Regia: Gianfranco Rosi

Adesso conosciamo Pietro Bartolo, abbiamo dato finalmente un volto  alle mani che in dieci anni a Lampedusa hanno soccorso 250 mila persone. Sono mani stanche ma non rassegnate quelle del dottor Bartolo. Lui si tiene stretto l’Orso d’Oro di Berlino che ha vinto come non attore protagonista del bellissimo “Fuocoammare“, il docufilm di Gianfranco Rosi. Deve essere difficile continuare a sperare di vivere in un paese normale quando tutto quello ti circonda di normale non ha più nulla. Lo pensavo mentre sentivo la sua voce parlare di mare, accoglienza, corse per salvare il battito di un polso. Perché di medici a Lampedusa nel centro di soccorso ce ne solo uno. Non serve parlare di Europa, immigrazione, trattato di Dublino e  Schengen. Un  medico  al confine tra i sommersi e i salvati  è semplicemente una pazzia. E così il dottore è un’icona, un’eccellenza, l’ennesima risposta urlata in faccia a chi pensa al nostro come un paese  da sottostimare. Il dottor Bartolo è come il vino quando è buono e l’olio d’oliva quando è prezioso. Il dottor Bartolo è l’Italia che vogliamo.