Maria Laura Baccarini “rilegge” Giorgio Gaber

Maria Laura Baccarini “rilegge” Giorgio Gaber
© Photo – Leyla Lenzi

Bisogna ascoltarlo come se si leggesse un libro che hai già letto e che devi rinnovare nel suo significato più profondo. Cosa ti dice oggi Giorgio Gaber? Cosa rimane del suo immenso patrimonio emotivo, poetico, politico e narrativo? Ha scritto forse la più bella canzone d’amore di sempre, Il Dilemma, ha inventato una nuova forma di linguaggio, il Teatro Canzone, ha trasformato la militanza in pensiero critico e il dubbio in ricerca ossessiva della verità, ha raccontato l’essere umano dei nostri tempi, le sue fragilità, le sue incoerenze, le sue incertezze, il suo potenziale, la lucidità di cui ha bisogno per ritrovare il suo «spazio abitato dalle cose più vere».  Alla fine di tutto era un uomo amareggiato ma non sconfitto, piegato ma non spezzato. Le sue parole risuonano ancora oggi come una chiamata alle armi dell’intelligenza. È vero, la sua generazione aveva perso, ma le altre non avevano vinto. Rileggiamo alcune sue parole da una vecchia intervista: “Vedo un uomo sempre più sopraffatto e totalmente in balia della violenza del mercato. E mi chiedo a cosa siano serviti i nostri slanci, le nostre utopie, i nostri ideali, le nostre ribellioni, le nostre trasgressioni. Purtroppo devo rispondere constatando che non siamo stati migliori dei nostri padri e non credo possiamo costituire un esempio attendibile e autorevole per i nostri figli. Siamo scesi in piazza per contestare, anche con violenza le dittature politiche del mondo, ma abbiamo perso di fronte all’unica dittatura che ha realmente trionfato: quella del mercato. Almeno i nostri padri la resistenza l’avevano fatta davvero. Noi non siamo stati capaci di resistere alla finta seduzione del consumo e, anzi, ne siamo stati complici per quanto inconsapevoli”.

© Photo – Leyla Lenzi
© Photo – Leyla Lenzi
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Da mercoledì 17 a domenica 21 febbraio al Teatro Piccolo Eliseo (via Nazionale 183, Roma) va in scena Gaber, io e le cose. Lo spettacolo si presenta sia come un viaggio all’interno di noi, ma anche come il nostro sguardo sulle grandi e piccole cose del mondo che ci circonda.
Direttamente da Parigi, dove il pubblico francese ha scoperto e si è innamorato dell’universo gaberiano, grazie a questo progetto coraggioso, raffinato, pieno di cuore e di intelletto, ecco approdare anche a Roma, Maria Laura Baccarini (protagonista del teatro musicale italiano, che da più di dieci anni vive in Francia costruendo un nuovo percorso artistico, discografico e teatrale, e collaborando con grandi esponenti del jazz contemporaneo francese) e Régis Huby (violinista, compositore, arrangiatore di fama internazionale e di straordinario talento).
Gaber e Luporini hanno raccontato l’uomo moderno, in modo magistrale, e Maria Laura Baccarini come scrive Bergerot su Jazz Magazine è un animale da palcoscenico che: «incarna con grande intensità e con voce straordinaria, questi stralci di comica umanità, commoventi, collerici, inteneriti, grotteschi, inquieti. Accanto a lei, nei colpi d’archetto e pizzicati, da un violino a volte tenuto come un mandolino dal quale spesso escono sonorità di chitarra elettrica, Régis Huby, con una moltitudine di pedali, gestisce tutti gli strati della sua toccante e raffinata drammaturgia polifonica.»
Una serie di pietre miliari del vastissimo repertorio gaberiano: “Il Dilemma”, “Verso il terzo millennio”, “L’impotenza”, “Io e le cose”; stralci del Gaber in prosa tratti da “Il Dio bambino” e da “Il Grigio”, come anche “L’ Ingenuo”, o “Mi fa male il mondo”; canzoni più teatrali, “L’uomo muore” e “Guardatemi bene”, l’analisi sociale di “Polli d’allevamento” e “La massa”, la dolcezza de “L’illogica allegria”, l’utopia de “Il luogo del pensiero”, l’introspezione di “Cerco un gesto naturale” e l’immancabile testamento di Gaber “Non insegnate ai bambini”.
Lo spettacolo accompagna il CD di “Gaber, io e le cose”, uscito in Francia e in Europa lo scorso dicembre che fa parte nel nutrito ed eclettico catalogo dell’etichetta discografica Abalone Productions.

Gaber, io e le cose
Maria Laura Baccarini e Régis Huby
Musiche e testi di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
Arrangiamenti Régis Huby
Regia Maria Laura Baccarini e Elena Bono

Tetatro Piccolo Eliseo
Roma – Via Nazionale 183
17-21 febbraio
Orari spettacolo: 17-20 febbraio: ore 20 – domenica 21: ore 16

© Photo – Leyla Lenzi
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