Di nuovo ‘Hitch’ e ‘Trufo’

Sandro Fogli, classe 1973, una vita spesa nel cinema e per il cinema, aiuto regista per professione e saggista per passione ha raccontato Hitchcock e Truffaut in due saggi. “Hitchcock e la vertigine interpretativa” e “Truffaut e la pellicola interattiva”, entrambi pubblicati da Romano Editore. Abbiamo chiesto il suo aiuto per guidarci alla visione di Hitchcock /Truffaut di Kent Jones, il film che racconta e celebra l’incontro tra i due registri avvenuto il 13 agosto 1962 quando François Truffaut e Alfred Hitchcock (quest’ultimo proprio nel giorno del suo 63esimo compleanno) si siedono l’uno di fronte all’altro per una lunga intervista. Accompagnati dall’interprete Helen Scott, i due staranno insieme una settimana intera, durante la quale il grande autore britannico condividerà con il suo giovane ammiratore i segreti del suo cinema. Da quell’incontro nascono un’amicizia che dura per 20 anni e il volume “Hitchcock/Truffaut” (in italiano Il cinema secondo Hitchcock, edito dal Saggiatore) che il regista francese amava chiamare “Hitchbook”, per gli amanti del cinema una vera Bibbia.

di Sandro Fogli
I prossimi 4, 5 e 6 aprile approda nelle sale italiane una vera chicca per cinéphiles. Il Maestro Alfred Hitchcock temeva di essere dimenticato: dopo la morte (1980) ben cinque suoi capolavori del periodo hollywoodiano, precedentemente ritirati dai circuiti, tornarono sullo schermo proprio allo scopo di un rilancio postumo (da egli stesso pianificato!)… In Italia ciò avveniva più o meno tra l’82 e l’83 e la rassegna prendeva il titolo ‘Gli anni d’oro di Hitchcock’. Forse l’insicuro Sir Alfred sotto la flemma britannica non riconosceva la reale grandezza della sua opera e così aveva pensato bene di riproporre (dall’aldilà) il Nodo alla gola, La finestra sul cortile, La congiura degli innocenti, L’uomo che sapeva troppo e La donna che visse due volte.

Invece, se pensiamo al recente Hitchcock di Sasha Gervasi, in cui un panciuto Anthony Hopkins dà un’interpretazione piuttosto lodevole del cineasta inglese (nell’atto di realizzare Psycho), oppure alla serie tv Bates Motel, giunta alla quarta stagione, e ancora al film tv The girl, impietosa analisi del rapporto tra Hitchcock e Tippi Hedren, ci renderemo conto che le celebrazioni di quello che troppo spesso chiamano – sminuendolo peraltro – Maestro del brivido (o della suspense) non sono mai finite.

Fino ad oggi, purtroppo, non si è potuto dire lo stesso del regista che più di ogni altro ha fatto della lezione hitchcockiana una ragione di vita: François Truffaut, infatti, desiderando riabilitare Hitchcock agli occhi della critica angloamericana, che non gli riservava le stesse lodi che si tessevano tra le pagine dei francesi Cahiers du Cinéma, (rivista su cui, oltre Truffaut, scrivevano Godard, Rohmer, Chabrol, Rivette e compagnia bella…), lo ha elevato da ‘mero’ regista… ad Autore. Quello che sarebbe poi diventato un Premio Oscar (con Effetto notte) ebbe l’idea di rivelare la grandezza del genio hitchcockiano ponendogli una serie di domande su tutta la sua opera. L’intervista, pubblicata come Il cinema secondo Hitchcock, è stata definita ‘il libro di cinema più divertente mai scritto’.

Oggi, grazie a Kent Jones, regista, scrittore e collaboratore di Martin Scorsese, anche quel libro diventa un film. Attenzione però: Hitchcock/Truffaut non è un film con attori che interpretano i registi in questione. Trattasi di un documentario, in cui le voci del regista inglese e del giovane discepolo francese, ossia le registrazioni della celebre intervista, accompagnate da fotografie e spezzoni da tutta la filmografia citata, si mischiano alle dichiarazioni dello stesso Scorsese, di Bogdanovich, Kurosawa… tanto per citarne alcuni… Insomma, un indubbio ‘piacere degli occhi’ per chi – come me – vive da sempre non solo coi simpatici personaggi nati dal genio hitchcockiano, ma anche coi tormentati ‘figli’ di Truffaut. Ecco perché mi auguro di cuore che questo evento segni anche l’inizio del riconoscimento di un’altra grandezza, troppo spesso relegata entro i confini dell’etichetta del cinema francese. Truffaut è stato molto di più e questo film ci mostrerà quanto ‘vicino’ fosse a Monsieur Hitchcock.