Il calcio (di strada) nell’obiettivo
di Steve McCurry

Burma/Myanmar, 2010. Group of young monks playing soccer.

Un pallone nel deserto del Mali e due ragazzini che lo inseguono mentre un altro, seduto sulla sabbia, resta a guardare; alcuni bambini del Bangladesh dopo un forte acquazzone, corrono dietro ad una palla ricoperta di fango; giovani monaci buddisti danno un assaggio delle loro prodezze tra cross, scivolate, finte, balzi e controbalzi; due piccoli kosovari palleggiano in mezzo ai buoi al pascolo. Dopo la mostra fotografica di Eliott Erwitt, Castelnuovo Magra
si prepara ad accogliere 25 scatti di Steve McCurry dedicati al mondo del calcio. Dal 22 aprile all’11 settembre gli spazi della Torre del Castello dei Vescovi di Luni ospitano Football and Icons.

Il calcio, uno sport dal linguaggio universale

Una collezione inedita, concepita appositamente per questa occasione, distribuita su sei dei sette piani della Torre. Un omaggio al calcio, inteso come sport dal linguaggio universale con una particolare valenza sociale. Il calcio, infatti, aggrega, con divertimento e passione, canalizza positivamente energie e distrugge barriere, sociali e razziali. Uno sport economico ed universale, magico per tutti i ragazzi del mondo.

Steve McCurry, il fotografo

Steve McCurry è da più di trent’anni una delle voci più rappresentative della fotografia contemporanea, con decine di copertine di riviste e libri, oltre una dozzina di pubblicazioni e innumerevoli mostre in tutto il mondo. Nato in un sobborgo di Philadelphia, in Pennsylvania, McCurry studia cinema alla Pennsylvania State University, prima di lavorare per un giornale locale. Dopo alcuni anni trascorsi come freelance, McCurry intraprende il primo di una lunga serie di viaggi in India. Portandosi dietro una valigia con pochi vestiti e qualche rullino, percorre il subcontinente, esplorandolo il Paese con la sua macchina fotografica. Dopo diversi mesi di viaggio si trova ad attraversare il confine con il Pakistan. In quell’occasione incontra un gruppo di rifugiati provenienti dall’Afghanistan che lo aiuta ad attraversare illegalmente il confine del loro paese, proprio mentre, a causa dell’invasione dei russi, le frontiere venivano chiuse ai giornalisti occidentali. Con indosso gli abiti tradizionali, la barba lunga e i lineamenti segnati dalle condizioni climatiche dopo settimane trascorse a stretto contatto con i Mujaheddin, McCurry ha mostrato e testimoniato le prime immagini del conflitto in Afghanistan, pubblicate poi in tutto il mondo, rivelando il volto umano di una guerra. Da allora McCurry ha continuato a realizzare immagini mozzafiato in giro per i sei continenti e in numerosi paesi. Il suo lavoro spazia dai conflitti alle culture in via di estinzione, dalle antiche tradizioni fino al mondo contemporaneo, ma nonostante tutto mantiene sempre l’elemento umano che ha fatto del suo scatto più celebre “La ragazza afgana” un’immagine così potente.

Informazioni

Dal 22 aprile al 12 giugno 2016
Dal martedì al venerdì, ore: 15:30-19.30
Sabato e domenica, ore: 10:00-12:30 / 15:30-19:30

Dal 14 giugno all’11 settembre 2016
Tutti i giorni (escluso lunedì) ore 10:00-12:30 / 17:00-23:00

Tel. 0187/693832 – 837
turismoesport@comune.castelnuovomagra.sp.it
www.mccurrycastelnuovomagra.com