La bellezza dell’acqua interpretata da Antonia Ciampi

Elemento essenziale nella vita dell’uomo, ha da sempre affascinato intere generazioni di artisti. Dei quattro elementi, l’acqua è sicuramente uno dei più fecondi dal punto di vista dell’ispirazione artistica, sia per le sue caratteristiche di trasparenza e fluidità, sia per il forte significato simbolico che le è da sempre stato attribuito nelle arti. Pensiamo all’icona del Rinascimento Italiano “La Nascita di Venere” di Sandro Botticelli dove l’acqua rappresenta l’origine della vita.

L’acqua in mostra

L’acqua questa volta ci porta a Bologna. Metti insieme una bella voce, la musica giusta, le parole che compongono lingue e poesie, il tutto mixato all’interno di una location unica e ricca di storia come Le Torri dell’Acqua, e salta fuori un’imperdibile mostra ricca di eventi e contenuto. Sarà aperta sino all’8 maggio, Watermarks, personale di Antonia Ciampi a cura di Silvia Evangelisti. Una mostra che si ambienta nel mondo dell’acqua e interamente dedicata alla stessa, le cui opere propongono suggestioni e segni per riflettere sul mondo di questo prezioso elemento e, dunque,  anche sul nostro mondo, su noi stessi. L’acqua infatti non solo completa il nostro organismo, non solo rappresenta la principale fonte di vita ma anche un rifugio per l’anima, una fuga per la mente. Nella mostra l’arte diviene parola per raccontare l’acqua; ogni opera ne è infatti una storia, un frammento, e per rivelarne i segreti e le meraviglie. L’ambientazione scelta non è certo casuale, è parte integrante della narrazione che crea un avvicinamento fra l’uomo e il mistero della vita. L’acquedotto di Budrio, datato 1912, fino agli anni ’70 riforniva infatti la comunità locale d’acqua; è un percorso nel tempo e nella storia, dunque, quello che si affronta tra queste mura. “Acqua che lascia il segno, scorre come il tempo e si connota simbolicamente nella storia dell’uomo, si dirama come una ragnatela e disegna le geografie della vita”.

Antonia Ciampi – Il suo lavoro

La straordinarietà del lavoro di Antonia Ciampi – che, secondo Claudio Strinati, “non è pittrice, non è scultrice, non è architetto, ma è tutte queste cose insieme”– sta nel riuscire a raccontare senza invadere la scena: opere ed installazioni, in intima connessione con spazio e tempo, sono elementi di una narrazione che si uniscono allo sfondo, che si fondono con l’ambiente senza impadronirsene. L’artista cristallizza parole, linguaggio e comunicazione in forme che diventano specchio di oggetti e natura; per questo le sue opere non sono solamente da osservare e comprendere ma anche da toccare e da vivere creando un’esperienza che lascerà il segno e darà la possibilità a chi ne avrà voglia, di mettersi in gioco riflettendo su alcune delle relazioni più delicate: il personale rapporto con la natura circostante, il mondo interiore con quello esteriore, la propria personalità con il proprio io. Anche per questo la mostra di Ciampi è una mostra per tutti e per pochi. Fruibile a tutti, penetrante solo per chi pensa di potersi rispondere. Anche il Gruppo Hera, che gestisce il servizio idrico integrato nella territorio, si è fortemente interessatpo al progetto e ne ha sostenuto la realizzazione evidenziando soprattutto gli aspetti divulgativi e didattici dello stesso. Forse, vale davvero la pena farci “un tuffo”.