Ci sono gadget e gadget

Ci sono gadget e gadget

Quando si torna da una fiera, un congresso, un meeting si riportano a casa sempre tanti gadget: penne e lapis sponsorizzati, quadernetti e blocchettini vari, braccialettini di gomma colorata… Tutta una serie di oggetti inizialmente irresistibili ma che una volta rientrati finiscono, insieme alla borse di stoffa che li contiene (un gadget anche lei) attaccati dietro la maniglia di una porta o, nel migliore dei casi, in fondo al cassetto della scrivania.

Ma se il gadget è fatto di parole? Le parole non finiscono in un cassetto, le parole risuonano nella mente, lasciano echi plastici che definiscono le nostre azioni quotidiane, costruiscono le decisioni che prenderemo in futuro.
Perché “il valore delle parole” supera il morettiano “le parole sono importanti”.
Detto in altre parole, l’importanza viene definita dal suo valore. Prendete ad esempio la parola “asilo”, la parola “accoglienza”, la parola “umanità”, la parola “migrazione”, la parola “dialogo” e provate solo lontanamente ad immaginare la valenza di tutti i loro significati. Le parole diventano specchi in cui riflettere le nostre identità, misurano la nostra capacità di comprendere il mondo.

#leparolevalgono è il progetto di solidarietà di Treccani, in collaborazione con Croce Rossa Italiana, che vuole trasformare una parola in un atto d’amore: basta scegliere uno o più di questi 5 vocaboli e condividerlo su Facebook e Twitter in un post che lo racconti, utilizzando appunto gli hashtag #leparolevalgono e #protecthumanity.

Al Salone Internazionale del Libro di Torino che si è appena concluso, #leparolevalgono è diventato anche un prezioso gadget da conservare e da usare ogni giorno: un libretto con una copertina dai colori del cielo e del mare, che al suo interno, tra tante pagine bianche per prendere appunti, contiene anche una selezione di termini e accezioni tratti dal Vocabolario on line Treccani: cittadino, cultura, età, generazione, lavoro, memoria, parola, raccontare, welfare state. Non sono solo parole sono i fatti da cui (ri)partire.

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