Mimmo Paladino e il potere immaginifico delle parole. In mostra a Milano

Mimmo Paladino: Due tavole tratte da Rabanus Maurus – De Universo: opere grafiche di Mimmo Paladino, testi di Enzo Di Martino, Friedhelm Mennekes; Editore: Papiro Art – Venezia; Stampatore: Arte 3 – Milano; 2004. Serigrafia, polvere di quarzo, acquaforte, acquatinta, applicazioni di oro zecchino su carta Japon, 90x120 cm.

Parole che si scrivono, parole che si leggono, parole che si disegnano. Parole che raccontano e si raccontano, che immaginano e si immaginano. Parole che sognano e soprattutto che ci fanno sognare. Parole che ci conducono oltre il significato delle lettere e della sintassi, che si incatenano nelle pagine dei libri a costruire quelle storie destinate ad accompagnarci giorno dopo giorno, anno dopo anno, generazione dopo generazione, formandoci, definendo chi siamo e quello che vogliamo diventare.
Eccoli, sono i grandi classici della letteratura di sempre: Dante, Joyce, Pavese, Cervantes, Eschilo.

Il Museo del Novecento di Milano, nell’ambito del ciclo di esposizioni Focus d’Artista, rende omaggio alla “magia delle parole” con una nuova mostra che inaugurerà il 20 maggio prossimo, Disegnare le parole: Mimmo Paladino tra arte e letteratura a cura di Giorgio Bacci, un percorso inconsueto attraverso la produzione grafica e le illustrazioni con cui l’artista italiano ha interpretato i grandi classici della letteratura.
Tra le oltre 150 opere in esposizione, troveremo le tavole originali realizzate per la Divina Commedia (Treccani, 2011) e La luna e i falò di Cesare Pavese (Papiro Art, 2010), le materiche tecniche miste dei Tristi Tropici (Suhrkamp Verlag, 2008), i graffiti, echi della pittura vascolare greca ed etrusca dell’Agamennone di Eschilo (Mazzoli, 2010), e poi ancora l’Ulysses di Joyce (Laboratorio d’Arte Grafica di Modena, 1994) e il Don Chisciotte di Cervantes (Editalia, 2006). Inoltre sarà possibile ammirare la serie di opere ispirate al De Universo di Rabanus Maurus, manoscritto beneventano redatto originariamente intorno all’850 d.C.
La mostra si propone quindi come una profonda riflessione espressa sul valore della letteratura che diventa anche, e necessariamente, un’articolata meditazione sul gesto pittorico in sé e sulla reale identità dell’artista, giocando con concetti quali la maschera, il “doppio”, l’ombra.
La mostra resterà aperta fino al 4 settembre.

Luoghi di cui abbiamo parlato in questo articolo

Museo del Novecento