Ripartiamo da qua o lasciamo perdere

Ripartiamo da qua o lasciamo perdere

“Io vorrei avere una voce più tonante – e purtroppo la mia è quella di un povero professore in pensione – per tentare di svegliare la classe dirigente italiana, non solo i politici e i governanti ma gli intellettuali e gli imprenditori: perché il problema della negligenza su questo aspetto profondo della nostra vita, la nostra formazione e quella dei giovani, e un problema totale, tutto il resto ne dipende. La produzione, l’organizzazione, il modo di vivere della nostra società”.
A parlare è Tullio De Mauro che commenta così i dati forniti da Almalaurea: i laureati nella fascia di età tra i 55-64enni (laureati in età adulta) sono il 12%, contro il 25% della media dei Paesi Ocse. L’Italia si trova in fondo alla graduatoria, alle spalle di Paesi come la Repubblica Ceca, la Francia, la Spagna. Il quadro non migliora per le nuove generazioni. Sempre nel 2014, nella fascia di età 25-34 anni per l’Italia la quota di laureati è pari al 24%, il nostro Paese è ultimo, superato anche dalla Turchia. E poi c’è l’Ocse  che ci informa nostro malgrado che di fronte a un testo scritto o parlato complesso il 70% degli italiani si trova in difficoltà.

Ripartiamo da qua o lasciamo perdere?