Dentro o fuori

Bisogna smetterla con l’ipocrisia. Nella politica, nell’amore, nelle relazioni di lavoro e nell’amicizia devi decidere se vuoi stare nel sistema per migliorarlo o rifiutarlo. La vera differenza oggi è tra dentro e fuori. Era pura utopia mettersi insieme tra diversi. Tra diversi ci si ferma, non ci si capisce, ci si guarda con sospetto e alla fine ci si detesta poco cordialmente. Se tu leggi Kundera e un altro le 50 sfumature di grigio non serve dire che avete in comune la passione per i libri, in comune non avete nulla. Molto più semplicemente se hai votato Bersani non puoi stare con Verdini, se credi alle scie chimiche non puoi essere di sinistra, se guardi Amici non ascolti Springsteen, se frequenti chi crede nello sviluppo sostenibile della società non esci con chi la distrugge tutti i giorni, se credi che tutti gli uomini siano uguali e liberi di muoversi per il mondo non ti occupi solo di animali, se credi nella politica non puoi votare un movimento, se ti indigni per la violenza subita dalle donne non le puoi pagare in cambio del sesso, se credi nei diritti civili rispetti anche la libertà di chi non ci crede a patto che non limiti la tua di libertà, se mi chiedi un voto solo in nome dell’onestà significa che non hai nulla da offrimi perché non ho mai votato per la disonestà, se la tua testa è confusa non puoi pretendere di dare buoni consigli, se viaggi non puoi essere contro l’Europa, se non sai nemmeno di cosa stai parlando, devi solo stare zitto perché le tue parole possono essere dannose o nella migliore delle ipotesi una perdita di tempo per chi le ascolta. Il vero riformismo è in chi decide di stare dentro per cambiare, stare fuori per dire no significa solo non cambiare nulla.