Gli scatti di Walker Evans in mostra a Fotografia Europea 2016

Mostra Walker Evans - Anonymous 21_MLD WE in VA, 1973 copy 2_© Marcia Due, NY.

MEMO, in collaborazione con Fotografia Europea 2016, il festival internazionale di Reggio Emilia, vi racconta le mostre (Palazzo Magnani, fino al 10 luglio) dedicate a Walker Evans, il maestro che ha realizzato alcuni degli scatti più memorabili del Novecento americano. Divenuto celebre per aver immortalato gli Stati Uniti della crisi economica degli anni Trenta, Walker Evans con le sue immagini ha influenzato il modo di fotografare di diverse generazioni di fotografi, come Robert Frank a William Eggleston negli Stati Uniti o il neorealista Luigi Ghirri in Italia

La fotografia di Walker Evans

Una fotografia, la sua, capace di impressionare con semplicità ed efficacia luoghi e persone: i suoi scatti, prevalentemente in bianco e nero, austeri e distaccati, hanno saputo rappresentare la  quotidianità. Le persone, i paesaggi, gli edifici e oggetti, casuali e volutamente impersonali, sono diventati simboli del mondo da cui sono tratti e della cultura americana degli anni del New Deal. La sua capacità di donare alla realtà umile e schietta, bellezza, ma soprattutto dignità, lo ha reso memorabile tanto da essere definito pioniere della fotografia di documentazione.

Le due mostre

La mostra Walker Evans. Anonymous arriva in Italia dopo le tappe europee di Arles e Bruxelles e presenta il lavoro foto-redazionale sviluppato da Evans su numerose riviste americane a partire dal 1929.
Invece, Walker Evans. Italia, prodotta espressamente per Fotografia Europea 2016, propone una selezione di fotografie del maestro americano – provenienti da collezioni pubbliche e private italiane – che hanno ispirato il linguaggio poetico di numerosi fotografi dell’immediato dopoguerra come Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Guido Guidi, Luigi Ghirri. L’approfondimento proposto da Palazzo Magnani sulla figura di Walker Evans offre un contributo significativo al concept del Festival che invita ad un’ampia riflessione sul concetto di “strade, viaggi, confini” dentro al racconto fotografico. Le due mostre, infatti, conducono il visitatore in un viaggio tra realtà nude, incontri casuali, luoghi e strade pulsanti di quotidianità e evidenziano contestualmente le potenzialità e i confini che il mezzo fotografico ha saputo esprimere grazie alla visione e alle mani sapienti di uno dei suoi maestri indiscussi.

Il pensiero dei curatori David Campany e Laura Gasparini

Uno dei curatori della mostra Walker Evans. Anonymous, David Campany, ricorda come “Nel corso di quasi quattro decenni Evans ha utilizzato le pagine della rivista popolare per diffondere un suo “contro-commento” alla società americana e ai suoi valori, una sorta di “resistenza culturale”. Mentre i mass media indugiavano sul culto della celebrità, Evans fotografava anonimi cittadini, creando immagini dirette e frontali delle condizioni del paese, con uno stile austero, di una chiarezza e semplicità prive di ogni forma di idealismo romantico. Là dove i mass media hanno promosso il consumismo, Evans ha indagato gli oggetti che hanno caratterizzato la vita quotidiana degli americani e le tracce del passato e dello scorrere del tempo che permeano il presente. Era interessato a soggetti “diversi” come le automobili delle discariche, i graffiti, le vetrine dei negozi e le cartoline.” Laura Gasparini, curatrice della mostra Walker Evans. Italia, invece evidenzia come l’opera di Walker Evans sia stata “fondamentale riferimento per la cultura visiva italiana dell’epoca, influenzando la ricerca artistica in ambito fotografico e non solo, e andando ad arricchire spesso le collezioni pubbliche e private. Indagando gli archivi di questi autori, infatti, sono emerse fotografie di Evans, ma anche cartoline, monografie e libri rari – come le edizioni della mostra antologica, prima della storia intitolata a un singolo fotografo, che il MoMa di New York dedica a Evans nel 1971. Ne è risultato uno spaccato generazionale culturalmente attento non solo al linguaggio fotografico ma anche all’aspetto narrativo ed editoriale.”

22_JLT, WE, Connecticut, 1973_© Jerry Thompson, NY
23_Walker Evans_Mississippi 1936 © Walker Evans Archive, The Metropolitan Museum of Art, New York

Luoghi di cui abbiamo parlato in questo articolo

Palazzo Magnani