Ecco la Wishing Machine, la piattaforma dei desideri

Ecco la Wishing Machine, la piattaforma dei desideri

Un gruppo di ragazzi della Scuola Holden, una lista dei desideri annotati su dei post-it, l’idea di trasformare la frase “un giorno lo farò” nella frase  “adesso lo farò”, la volontà di creare una “wishing machine“, una piattaforma digitale in cui le persone possano unirsi in una vera e propria community di “desideranti” e di “realizzatori”. Per noi di MEMO un invito irresistibile. Ecco come è nato il progetto e dove vuole arrivare.

L’origine della parola desiderio è affascinante. Il termine deriva dal latino ed è composto da de, mancanza e sidera, stelle. Desiderare significherebbe quindi letteralmente “avvertire la mancanza delle stelle”.
Ma a quella mancanza cosa segue? Un sogno, un’aspirazione. A quella mancanza segue una ricerca per colmarla. Abbiamo iniziato a costruire il progetto “Wishing Machine” pensando a tutte quelle volte che abbiamo detto “un giorno lo farò”, decisi a trovare un modo per farlo diventare un “adesso lo farò”. Da qui partiamo: dalla voglia di condividere i propri desideri e di trovare il modo di realizzarli.
All’inizio dei lavori ci siamo imbattuti in Candy Chang e nel suo progetto “Before I die”. Questa artista americo-taiwanese ha realizzato nel mondo una serie di muri-lavagna su cui le persone sono invitate a scrivere cosa vorrebbero realizzare “prima di morire”. Abbiamo così avviato una raccolta fondi per costruire, il prossimo autunno, una grande lavagna anche in Borgo Dora, il quartiere della Scuola Holden di Torino che frequentiamo. Durante la raccolta fondi, abbiamo chiesto alle persone di scrivere su un post-it il loro desiderio e abbiamo riempito intere lavagne con i contributi di tutti i partecipanti. Abbiamo anche allestito un set fotografico: chiunque poteva farsi ritrarre con il proprio desiderio scritto su una lavagna tenuta in mano (qui potete vedere il nostro album “Wishing People”).
Questa è stata la prima fase del nostro progetto, un piccolo esperimento a cui le persone hanno partecipato con entusiasmo. La seconda fase è più ambiziosa ed è quella del famoso “adesso lo farò” con cui eravamo partiti. L’idea è semplice: può capitare di pensare, leggendo un desiderio sui post-it o sulle lavagne, quanto sarebbe semplice aiutare quella persona a realizzarlo. Ad esempio, sono un’insegnante di tango, qualcuno desidera impararlo, perché non aiutarlo? Perché non arrivare a raccontare anche le storie di chi un sogno lo realizza.
Per questo vorremmo creare una piattaforma digitale in cui le persone possano unirsi in una vera e propria community di “desideranti” e di “realizzatori”. L’idea è che la nostra Wishing Machine possa mettere in contatto chi ha un preciso desiderio con chi potrebbe aiutare a realizzarlo. L’insegnante di tango sarà disponibile a regalare una lezione e, a sua volta, potrà trovare qualcuno che la ospiti nella città che sogna di visitare da una vita.
Sappiamo che ci sono infiniti modi di raccontare una persona, la sua vita e le sue aspirazioni: Wishing Machine è il tentativo di farlo attraverso un suo desiderio.
La domanda che rimane, alla fine, è quindi una sola: tu, cosa desideri?

Raccontacelo qui.