Il Festival che apre tutti gli spazi della Mente

Filo conduttore della tredicesima edizione del Festival della Mente, il primo festival in Europa dedicato alla creatività che si svolge a Sarzana dal 2 al 4 settembre con la direzione scientifica di Gustavo Pietropolli Charmet e la direzione artistica di Benedetta Marietti, è lo spazio, indagato con un linguaggio accessibile per un pubblico ampio e intergenerazionale da grandi scienziati, scrittori, artisti, fotografi, architetti, filosofi, psicologi, storici, in relazione ai cambiamenti, alle tematiche e ai problemi del vivere contemporaneo.
Tre giornate con 61 relatori italiani e internazionali e 39 appuntamenti tra incontri, workshop, spettacoli e momenti di approfondimento culturale dedicati ai processi creativi. Filo conduttore dell’edizione 2016 è lo spazio, indagato con un linguaggio accessibile per un pubblico ampio e intergenerazionale da grandi scienziati, scrittori, artisti, fotografi, architetti, filosofi, psicologi, storici, in relazione ai cambiamenti, alle tematiche e ai problemi del vivere contemporaneo.

«Il festival sarà come sempre dedicato all’indagine dei processi creativi, e quest’anno abbiamo scelto come filo conduttore la parola “spazio”» dichiarano Gustavo Pietropolli Charmet e Benedetta Marietti «Dallo spazio urbano allo spazio interstellare, dallo spazio delle relazioni allo spazio geometrico, “spazio” è un concetto molto attuale, che racchiude molteplici significati e può essere letto in molti modi. Attraverso il concetto di spazio è possibile così indagare i più importanti temi della contemporaneità e affrontare campi diversi del sapere, “spaziando” dalle più recenti scoperte scientifiche agli ambiti di pensiero artistico e umanistico, in linea con la vocazione multidisciplinare e divulgativa del Festival della Mente».

Apre l’edizione 2016 la lezione inaugurale del filosofo Salvatore Veca: “Un’idea di spazio pubblico”. Uno dei tratti distintivi di una democrazia è l’ampiezza e la ricchezza del suo spazio pubblico: uno spazio sociale e non istituzionale. Lo spazio in cui possono emergere potenzialità altrimenti non espresse, bisogni altrimenti non visibili. Quando i confini di questo spazio sono vietati o ristretti la qualità di una democrazia mostra un deficit significativo.

 

LO SPAZIO DELL’ATTUALITÀ

Che cosa oggi possiamo chiamare “casa”? Nel mondo globalizzato che ha abbattuto confini e distanze, dov’è il posto cui sentiamo di appartenere? Interrogativi che diventano drammatici per uno scrittore della diaspora ebraica come Jonathan Safran Foer, che racconta la fine della stabilità dei rapporti familiari, in una conversazione con il giornalista Ranieri Polese sulla paternità, l’identità ebraica, il rapporto con Israele, gli affetti, la memoria.

Dei confini della famiglia parla anche la sociologa Chiara Saraceno: in un’epoca caratterizzata da forte mobilità geografica, le singole famiglie hanno confini mobili non solo dal punto di vista relazionale, bensì anche dal punto di vista geografico e nazionale.

In Italia vivono oggi cinque milioni di stranieri: la convivenza con l’immigrazione è al centro del dibattito pubblico e dello scontro politico. L’esperto di demografia Gianpiero Dalla Zuanna ne fa una lettura con numeri e dati aggiornati.

Nuovi confini si stanno disegnando nelle geografie globali: popoli in fuga si espandono dal sud del mondo verso il nord. Ma non sono questi gli unici confini esistenti: la saggista Gabriella Caramore esplora anche i confini dell’anima, interrogandosi sul perché del bene e sulla linea sottile che lo divide dal male.

Cosa intendiamo quando parliamo di innovazione? Dietro questa parola abusata vi sono percorsi concreti, tortuosi e affascinanti. Massimiano Bucchi, docente di scienza e tecnologia, ripercorre alcune delle intuizioni che hanno cambiato le nostre vite e che emergono da processi collettivi, non da geni isolati: dalla forchetta al kalashnikov, dal mouse allo spaghetti western.

I mondi digitali raccolgono le nostre tracce e le nostre azioni in rete e con queste producono calcoli che orientano e governano sempre più la nostra vita: come mai certe informazioni hanno la precedenza su altre? Come si possono indovinare i comportamenti futuri dell’utente sulla base dei suoi comportamenti passati? Risponde a queste domande il sociologo francese Dominique Cardon. L’incontro ha il sostegno dell’Institut Français Italia.

Il posto di lavoro non c’è più. L’esperto di nuovi media Riccardo Staglianò spiega le radicali contromisure da prendere per evitare che web, robot e macchine rimpiazzino il lavoro dell’uomo.

La scuola è un organismo vivo: Christian Raimo e Marco Balzano, entrambi docenti e scrittori, considerano lo “spazio-classe” un laboratorio politico permanente, dove educare – con la letteratura, la storia, la filosofia – al pensiero critico e al confronto.

Il romanziere Bruno Arpaia e il giornalista e scrittore Alessandro Zaccuri dialogano sul tema dei rifiuti e delle scorie: il primo immagina un futuro nel quale l’Europa è stata consegnata al deserto; il secondo esplora gli usi narrativi e artistici della spazzatura.

Che cosa si nasconde dietro il successo delle fiction? Ne parlano il poeta Valerio Magrelli e il giornalista Andrea Gentile nella conferenza “Un continente emerso: le serie tv”.
La stupidità esiste in tutti i campi dello scibile umano: dalla politica alla religione, dalla filosofia alla letteratura e all’arte, dalla vita sociale a quella quotidiana. Ne parla il matematico, logico e saggista Piergiorgio Odifreddi.

 

LO SPAZIO DELLA SCIENZA

Con il fisico del CERN Guido Tonelli si ripercorre la nascita dello spazio e del tempo: comprenderne l’origine vuol dire ricostruire i meccanismi attraverso i quali l’universo ha acquistato le caratteristiche materiali che ci sono familiari e, forse, conoscere qualcosa della sua fine.

L’immunologo Alberto Mantovani, il ricercatore italiano più citato nella letteratura scientifica internazionale, spiega le connessioni tra il sistema immunitario e quello nervoso centrale. L’analisi di queste connessioni costituisce una delle frontiere nello studio delle difese immunitarie.

C’è vita solo sul nostro pianeta? Non sembra, risponde l’astrofisico Giovanni Bignami: abbiamo trovato materia nobile – quella che compone stelle e pianeti – in cielo e nelle comete, manca poco per capire che i marziani siamo noi.

La scoperta dei neuroni specchio, da parte di Giacomo Rizzolatti, avvenne quasi casualmente mentre il neuroscienziato studiava il sistema motorio di una scimmia, ma ha rivoluzionato l’idea che abbiamo della mente umana, affascinando non solo scienziati ma anche psicologi e filosofi. Nel dialogo con il giornalista Antonio Gnoli ne ripercorre la scoperta e le sue implicazioni.

 

LO SPAZIO DELLA MENTE

Di “Nuovi maschi: adolescenza, coppia, paternità” si parla con la psicoanalista Simona Argentieri, lo psicoterapeuta Stefano Gastaldi e la psicologa Giovanna Montinari, per analizzare lo sviluppo di un “maschile” che si confronta con nuovi stimoli e nuove aperture (sezione approfonditaMente).

La ribellione non è suscitata dalla rabbia: è invece una nobile attività della ragione per opporsi allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. La ragione, afferma il neurobiologo Lamberto Maffei, non vuole rivoluzioni, ma rispetto dei diritti fondamentali, quali istruzione, sanità e giustizia uguali per tutti.

Gli psichiatri Paolo Boccara, Paola Carbone e Giuseppe Riefolo esplorano le analogie tra la stanza di analisi e la sala cinematografica. Il cinema piace tantissimo ai giovani, è per loro l’occasione di dare forma alle emozioni; per gli adulti è invece la possibilità di immergersi in storie da ragazzi e così ritrovare l’intimità vivificante con l’adolescenza (sezione approfonditaMente).

Le persone con autismo ad alto funzionamento, o Asperger, hanno una mente straordinaria, che permette un’osservazione privilegiata sui mondi della percezione sensoriale, dell’elaborazione del pensiero e delle emozioni. La diversità sfida la nostra società, perché solo da essa nascono modi di pensare ricchi e propositivi: un talk show su quanto potente, stupefacente e ancora ignota sia la mente umana è quello condotto dal medico Paolo Cornaglia Ferraris, lo scrittore e poeta Giorgio Gazzolo, il compositore Nicola Gomirato, il neurologo Gianvito Martino, lo psichiatra Luca Pani e il filosofo Enrico Valtellina che si occupa di disability studies (sezione approfonditaMente).

 

LO SPAZIO DELL’ARTE E DELLA RAPPRESENTAZIONE

Lo spazio è insieme collettivo e individuale: all’interno di questa relazione complessa l’architetto interviene con il suo progetto. Ma come è possibile parlare il linguaggio del presente, sapendo che lo spazio che ci è dato proviene dal passato, mentre è sempre di più il futuro prossimo a dettare le regole del gioco? Si confrontano su questo tema l’architetto Cino Zucchi e il teorico dell’arte e del design Aldo Colonetti.

La storica dell’arte Anna Ottani Cavina ci parla delle origini del dipingere en plein air. Gli artisti abbandonarono gli atelier per immergersi nella natura: ciò accadde essenzialmente in Italia e gli artisti inglesi, francesi, tedeschi, danesi interpretarono e dipinsero il nostro paesaggio, rendendolo memorabile.

Dovunque nel mondo proliferano graffiti e murales. C’è chi li vuole cancellare – i difensori del candore delle pareti e della pulizia murale – e c’è chi li vuole proteggere perché potrebbero avere un valore di mercato. Qual è la posta in gioco di questa guerra? Rispondono il sociologo Alessandro Dal Lago, l’illustratrice Serena Giordano e l’autore di murales mariani Ex Voto (sezione approfonditaMente).

Attraverso disegni e parole il saggista e scrittore Marco Belpoliti racconta l’idea della casa come guscio e ci guida alla scoperta di spazi che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi, partendo dalle pagine del poeta Gaston Bachelard e consultando scritti di autori del Novecento e contemporanei.

Alberto Casiraghy e Josef Weiss sono veri e propri artisti del libro, che stampano ancora con caratteri mobili. Il regista Silvio Soldini in un film dal titolo “Il fiume non sbaglia mai” racconta il loro lavoro, che sembra vivere in un mondo a parte, lontano dalla frenesia contemporanea (sezione approfonditaMente).

 

LO SPAZIO DEL VIAGGIO

Cosa resta di un viaggio nei deserti americani? Ottomila chilometri costellati di imprevisti e digressioni attraverso California, Arizona, Nevada, Texas e Louisiana: il pubblico può ripercorrerli con il fotografo Ramak Fazel, lo scrittore Giorgio Vasta e il giornalista Michele Lupi.

Come è fatto il nostro mondo e con quali strumenti possiamo misurarlo? E dopo averlo misurato, come possiamo rappresentarlo per condividerlo con gli altri o riprodurlo in differenti scale? Dalle unità aristoteliche di tempo, azione e luogo, alle unità di misura: il fisico e matematico Claudio Bartocci e la scrittrice Chiara Valerio spiegano come la matematica racconta il mondo e fino a dove ci ha portati, con e senza mappe.

La proiezione immaginativa è uno degli aspetti fondamentali del viaggio: lo scrittore Attilio Brilli racconta come le grandi mete di viaggi siano sempre prima immaginate e poi esperite.