Le “Nuove Strade” dei Chiostri di San Domenico: 7 autori per 5 progetti fotografici

Le “Nuove Strade” dei Chiostri di San Domenico: 7 autori per 5 progetti fotografici
© Francoise Beauguion_In the Country Nowhere

Luca Santese e Pasquale Bove, Cyrus Mahboubian e Sophie Nicole Culière, Françoise Beauguion, Filippo Minelli, Ikuru Kuwajima: sono questi i sette autori selezionati dal comitato scientifico di Fotografia Europea 2016 per esporre i loro progetti fotografici ai Chiostri di San Domenico.
Diane Dufour (direttrice LeBal, Parigi), Elio Grazioli (Università degli studi di Bergamo) e Walter Guadagnini (Accademia di Belle Arti di Bologna) hanno vagliato oltre 250 progetti pervenuti tramite una Public call internazionale.

 

I Padania Classics di Filippo Minelli

Documentare il cambiamento del paesaggio architettonico contemporaneo padano dagli anni ’80 ad oggi, tralasciando volutamente paesaggi naturali e patrimonio storico. È questo il fil rouge che tiene insieme Padania Classics, il progetto di ricerca di Filippo Minelli, un progetto che vede il proprio inizio nel 2011 e mira ad identificare i “classici padani” nel campo dell’estetica, dell’architettura e dei comportamenti umani utilizzando le tecniche di marketing aziendale e territoriale mediante diversi canali (installazioni, performance, iniziative in rete) e utilizzando l’ironia e il paradosso come strumenti di messa a nudo degli autentici esiti dell’azione politica e imprenditoriale. In questo contesto le persone vengono raccontate attraverso le loro azioni e senza mai mostrarle come soggetti fotografici. Minelli ha poi dato esaminato con particolare attenzione quanto le ultime generazioni abbiano prodotto su vasta scala, tracciando il vissuto, le scelte e quindi il paesaggio degli ultimi cinquant’anni. Il progetto Padania Classics di Filippo Minelli è curato da Daniele De Luigi e Carlo Sala.

 

Italy&Italy di Luca Santese e Pasquale Bove

La vita quotidiana e mondana della Rimini degli anni Novanta, a confronto con l’iconografia vaga e indefinita di fine secolo, è al centro di Italy&Italy il progetto di Luca Santese, curatore e cofondatore di Cesura, e Pasquale Bove, fotografo di cronaca. Dal vastissimo archivio di Bove, che consta di più di 200mila scatti, Santese ne ha selezionati 500, prodotti tra il 1985 e il 1999. Da questa selezione emerge il ruolo che ha avuto Rimini negli anni Ottanta e soprattutto nel decennio successivo, un ruolo rappresentativo e paradigmatico di quella che può essere chiamata l’italianità. A Rimini si sono sentiti a casa tanto politici di primo piano abituati alle discoteche quanto migliaia di proletari provenienti da ogni città e provincia italiana. Il lavoro Italy&Italy mostra incisivamente queste convivenze. Bove ha ritratto centinaia di situazioni e ambienti radicalmente diversi tra loro, dalle notti brave dei vip alla Baia Imperiale alle bancarelle dei venditori di salamelle alle feste dell’Unità.

 

Françoise Beauguion – In the country nowhere – Migrations to Europe

Come si evidenzia dal titolo, il progetto di Françoise Beauguion In the country nowhere – Migrations to Europe, analizza il tema delle migrazioni in Europa: “questa serie – racconta lo stesso autore – riguarda l’identità e il vagare, l’errare incessante all’ingresso dell’Europa. In Grecia, Italia e Spagna, dove l’identità si muove tra la vita prima e la vita dopo, tra il passato e il futuro: in nessun luogo appunto. È la fine della giornata, quando la luce è in movimento e diventa scura, quando non si riesce a vedere abbastanza. Ogni luogo è identico. Ogni uomo simile. Ecco: frammenti di vita, che non appartengono a nessuno e non giungono da nessun luogo, in fotografia, video e testo”.

 

Trail di Ikuru Kuwajima

Con Trail, Ikuru Kuwajima documenta il suo viaggio in auto nelle montagne del Pamir nel Tagikistan, salendo e scendendo, per centinaia di chilometri al confine con l’Afghanistan, lungo la strada accidentata che segue il corso del fiume Panj. “Percorrendo in auto il confine naturale, lo scenario dell’esile sentiero sembra durare all’infinito – racconta Ikuru Kuwajima -. Ammirare questo paesaggio è come fare un viaggio nel tempo e nello spazio, come essere trasportati, con una macchina del tempo, in una scena di un lontano passato”.

 

Cyrus Mahboubian e Sophie Nicole Culière in Wanderlust

Con Cyrus Mahboubian e Sophie Nicole Culière e il loro progetto Wanderlust – a cura di Adele Ghirri, Constanze Honsel, Pietro Scammacca e Virginia Simonazzi – la strada è la traccia per raccontare il passaggio dell’uomo nel mondo. Sophie Culière cerca di ritrarre la strana sensazione di vivere un déjà vu o di ricordare gli assemblaggi che la nostra mente produce inconsciamente, le strade mentali che creiamo costantemente. Le fotografie di Cyrus Mahboubian ci invitano invece a riflettere sui dettagli fuggevoli del paesaggio urbano: l’artista ritrae scenari recanti il dualismo tra natura e artificio, delineato nelle sue Polaroid dalla compresenza di entrambi gli elementi. Le immagini rappresentano ed esprimono il desiderio di esplorare nuovi spazi e nuove strade, desiderio definito dal termine Wanderlust.

Luoghi di cui abbiamo parlato in questo articolo

Chiostri di San Domenico