Una vecchia cremagliera, le api e il tempo che passa

Salgo con un vecchia cremagliera che sbuffa a picco sul mare sulle colline di Manarola per incontrare un vecchio amico che è diventato apicultore. Eccomi qua a guardare con lui il mare delle 5 Terre laggiù in basso e a parlare della vita nostra e di quella delle api, immaginando di poter condividere tutto questo, un giorno, con chi sa starti accanto, anche nei momenti brutti. Mi chiede come va, rispondo che in fondo va tutto come deve andare. “Ma i tempi sono cambiati e non so come andrà a finire”, aggiungo. Mi sorride. Non sono qua per i miei piccoli problemi personali, niente paura. Quando ho iniziato a fare il giornalista lui era il mio caporedattore. Aveva tutto quello che io avrei voluto avere dalla professione. È passato tanto tempo da allora. E il tempo passato è stato un tempo pieno di incertezze, gioie, dolori, rimpianti, cose fatte e cose non finite. “Non succede così alle api”, mi dice. “Le api sanno sempre cosa fare, hanno una missione, una sola, dare la vita e si organizzano per avere successo, non hanno dubbi o incertezze. Ci sono sempre state e ci saranno sempre. C’erano ai tempi dei dinosauri e ci saranno quando noi saremo estinti. Il miele che ci danno è miele che a loro non serve. Non sono generose, sanno semplicemente cosa è giusto fare. E lo fanno”. Ci sono delle acciughe fritte di Monterosso sul tavolo, condite con del miele di acacia. Già, loro sanno sempre cosa fare.