I viaggi, i confini e le strade di Palazzo da Mosto

I viaggi, i confini e le strade di Palazzo da Mosto
_Gulnara Kasmalieva & Muratbek Djumaliev_A new caravan saray, 2006_Courtesy Laura Bulian Gallery

Bettina Lockemann, Gulnara Kasmalieva & Muratbek Djumaliev, Katja Stuke & Oliver Sieber, Kent Klich, Maanantai Collective, Michael Najjar, Paola de Pietri, Paolo Pellegrin e Ziad Antar: ecco gli autori le cui opere sono esposte nella mostra “Viaggi, confini, strade” ospitata a Palazzo da Mosto in occasione di Fotografia Europea 2016.

Come indica il titolo, questo progetto espositivo prende le mosse dalle questioni impostate dalla storica mostra Esplorazioni sulla via Emilia e le proietta in un contesto territoriale globale, il mondo intero, tenendo al tempo stesso in considerazione l’attualità più stretta, sia in senso temporale che in senso estetico. Infatti, la domanda a cui i curatori Diane Dufour, Elio Grazioli e Walter Guadagnini hanno voluto dare una risposta è: qual è la situazione oggi delle vie che percorrono il mondo, come sono affrontate fotograficamente oggi le questioni nuove che ne sono emerse?Ci sono strade che attraversano frontiere, ci sono frontiere nuove, anche non tracciate, che sorgono lungo i percorsi; ci sono conflitti, ci sono sedimentazioni storiche; ci sono immaginari, ci sono storie personali che si intrecciano con la Storia; ci sono altri modi di viaggiare, c’è la pulsione eternamente umana all’esplorazione dell’ignoto.

I nove autori affrontano questi temi in nove modi diversi: dal reportage di qualità all’invenzione più apparentemente distaccata, che porta la questione fin dentro la dimensione inesplorata del viaggio creativo, che restituiscono anche un panorama della ricerca odierna in ambito fotografico.
Come scrivono i curatori “Le carte geografiche sono molto cambiate negli ultimi decenni e ancora di più quelle non tanto fisiche o politiche quanto quelle dell’attualità, della sociogeografia. Sono cambiati i confini degli stati, si assiste a spostamenti, migrazioni lungo vie che assumono un nuovo significato inatteso, si eliminano frontiere, si abbattono muri da una parte e se ne erigono dall’altra, gli uni viaggiano per turismo e svago, gli altri per necessità e altri ancora per sopravvivenza. Flussi, liquidità, globalizzazione da un lato, strade obbligate, barriere, ostacoli dall’altra. […] D’altra parte, alla strada e al viaggio è connaturata l’idea stessa di trasformazione, come insegnano i miti fondativi di Gilgamesh e di Ulisse: una trasformazione individuale e collettiva che, come tutte le vicende e le immagini che compongono questa mostra, si dipana tra partenze a volte forzate a volte volute, transiti durante i quali avvengono gli incontri, i mutamenti, le esperienze cruciali del viaggio, e infine arrivi, compimenti del percorso. Alla ricerca di un’identità possibile, non solo artistica”.