Aspettando il Furioso a Ferrara

La battaglia di Roncisvalle, c. 1450-75 Londra, Victoria and Albert Museum - Particolare

Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori |le cortesie, l’audaci imprese io canto | che furo al tempo che passaro i Mori | d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto | seguendo l’ire e i giovenil furori | d’Agramante lor re, che si diè vanto | di vendicar la morte di Troiano | sopra re Carlo imperator romano”.

È questo l’incipit famosissimo dell’altrettanto notissimo poema, simbolo per eccellenza del nostro Rinascimento, capolavoro assoluto di Ludovico Ariosto: l’Orlando Furioso.
A 500 anni dalla sua prima pubblicazione (era infatti il 22 aprile 1516, quando veniva dato alle stampe per la prima volta in un’officina tipografica ferrarese), Palazzo dei Diamanti di Ferrara gli rende omaggio con una mostra d’arte che fa dialogare fra loro dipinti, sculture, arazzi, libri, manoscritti miniati, strumenti musicali, ceramiche invetriate, armi e rari manufatti.
Con ORLANDO FURIOSO 500 ANNI Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi, dal 24 settembre fino all’8 gennaio 2017 sarà infatti possibile ammirare e perdersi nell’universo di immagini che popolavano la mente di Ludovico Ariosto mentre componeva il Furioso.

La mostra

Cosa vedeva dunque il poeta, chiudendo gli occhi, quando si accingeva a raccontare una battaglia, un duello di cavalieri o il compimento di un prodigioso incantesimo? Quali opere d’arte furono le muse del suo immaginario visivo? Un lungo lavoro, condotto dai curatori della mostra Guido Beltramini e Adolfo Tura, affiancati da un comitato scientifico composto da studiosi di Ariosto e da storici dell’arte, è stato orientato a individuare i temi salienti del poema e a rintracciare, puntualmente, le fonti iconografiche che ne hanno ispirato la narrazione. I visitatori saranno così condotti in un appassionante viaggio nell’universo ariostesco, tra immagini di battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e magie. A guidarli saranno i capolavori dei più grandi artisti del periodo, da Paolo Uccello ad Andrea Mantegna, da Leonardo da Vinci a Raffaello, da Michelangelo a Tiziano a Dosso Dossi: creazioni straordinarie che faranno rivivere il fantastico mondo cavalleresco del Furioso e dei suoi paladini, offrendo al contempo un suggestivo spaccato dell’Italia delle corti in cui il libro fu concepito.

Grazie al sostegno dei maggiori musei del mondo, le opere conosciute o ammirate dal poeta, saranno riunite a Ferrara per dare vita ad un appuntamento espositivo irripetibile: dall’olifante dell’XI secolo, che la leggenda vuole sia il corno di Orlando che risuonò a Roncisvalle, alla straordinaria Scena di battaglia di Leonardo da Vinci proveniente da Windsor; dalla preziosa terracotta invetriata dei Della Robbia raffigurante l’eroico condottiero Scipione dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, al romantico, trasognato Gattamelata di Giorgione dagli Uffizi, celebre comandante di ventura ritratto nella sua luccicante armatura moderna; dal raffinato dipinto di Andromeda liberata da Perseo di Piero di Cosimo degli Uffizi, fonte dell’episodio di Ruggero che salva Angelica dalle spire del drago, all’immaginifica e monumentale visione di Minerva caccia i vizi dal giardino delle virtù di Andrea Mantegna del Louvre, che Ariosto vide nel camerino d’Isabella d’Este, le cui figure fantastiche ricompaiono nel corteo di mostruose creature incontrato da Ruggero nel regno di Alcina.