Corri uomo, corri, c’è il Festivalfilosofia

Scriveva Friederich Schiller: “L’uomo è interamente uomo soltanto quando gioca”. Ma se dal gioco si passa alla competizione, alla gara, questa affermazione risulta essere ancora vera? Se consideriamo il gioco non soltanto nella sua accezione più ludica di divertimento, ma anche in quella più competitiva di agonismo, possiamo ancora consideralo “gioco”?
“Giocare è una cosa seria” diceva Bruno Munari, e noi non ci permettiamo certo di contraddirlo, bisogna però ammettere che anche l’agonismo e la competizione sono piuttosto seri e rilevanti: non è un caso che  facciano parte della condizione umana da sempre. Lo sapevano bene i greci antichi che oltre ad essere i padri della filosofia occidentale e di altre due o tre cose di indubbio valore, hanno inventato anche le gare per eccellenza, le olimpiadi. Argomento quest’anno di brasiliana attualità.
Alla luce di questa riflessione, potremo quindi riscrivere l’affermazione del filosofo tedesco con l’uomo e interamente uomo solo quando compete?

A queste domande e a molte altre (sicuramente più significative) cerca di dare una risposta il Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo (16-17-18 settembre) che dedica appunto l’edizione 2016, la sedicesima, all’agonismo.
200 eventi (tutti gratuiti) fra lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche, 40 diverse location distribuite nelle tre città e soprattutto tantissimi ospiti di livello internazionale: Bodei, Bauman, Bianchi, Cacciari, Galimberti, Recalcati, Rodotà, Severino, Augé, Nancy, Sloterdijk solo per citarne alcuni.

Appuntamenti clou del programma del festival sono sicuramente le 50 lezioni magistrali che si terranno nelle piazze e nei cortili e che vedranno i maestri del pensiero filosofico confrontarsi con il pubblico sulle varie declinazioni dell’agonismo.  Specifica attenzione sarà data alla tensione tra competizione e collaborazione, rintracciandone anche il portato evoluzionistico nel comportamento animale e sondando alcune delle principali passioni umane coinvolte, come l’invidia o l’aggressività. Si indagheranno le valenze della concorrenza economica e ci si concentrerà sul valore positivo che il conflitto può rivestire nella vita delle democrazie. Inoltre particolare rilievo sarà dato alla “gara” per eccellenza, discutendo i significati antropologici e culturali dello sport.

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, è previsto anche un vasto programma creativo che coinvolge performance, reading e spettacoli che avranno per protagonisti Ernesto Assante e Gino Castaldo, Ugo Cornia, Marina Massironi, Marina Senesi, Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli, Andrea Scanzi e persino Gregorio Paltrinieri, campione di nuoto alle olimpiadi di Rio.

Trenta poi sono le mostre proposte in occasione del festival, tra cui una sulla passione per gli album di figurine Panini, una sul fallimento del Novecento tra conflitti e guerre, una collettiva di fotografia sui migranti nelle isole greche, una sulla sfida dell’artista ai suoi modelli, una sui ritratti dei protagonisti della contestazione giovanile.
Un ampio progetto dal titolo “Modena futurista”, tra mostre, performance teatrali, concerti, narrazioni e laboratori proporrà al pubblico un’esperienza d’avanguardia che rinvia alla serata futurista nella quale a Modena fu presentato il primo dei celebri “intonarumori”.
E, accanto a pranzi e cene filosofici ideati dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory per i quasi ottanta ristoranti ed enoteche delle tre città, nella notte di sabato 19 settembre è previsto il “Tiratardi”, con iniziative e aperture di gallerie e musei fino alle ore piccole.

Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia”, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.