Artista Versus Modello: chi vincerà la sfida?

Mimmo Rotella, 1918 – 2006 Vieni e vai, 1965 mec-art su tela, 50 x 80 cm. Courtesy Frittelli arte contemporanea, Firenze

“Non soffocare la tua ispirazione e la tua immaginazione, non diventare lo schiavo del tuo modello”, scriveva Vincent van Gogh ed è così che si potrebbe riassumere il concept della mostra Versus. La sfida dell’artista al suo modello in un secolo di fotografia e disegno a cura di Andrea Bruciati, Daniele De Luigi e Serena Goldoni che aprirà al pubblico il prossimo venerdì alla Galleria Civica di Modena in occasione dell’inaugurazione del Festivalfilosofia (16-17-18 settembre).

In esposizione fino all’8 gennaio fotografie e disegni di 125 artisti che ripercorrono gli ultimi cento anni della storia dell’arte, dal 1915 al 2016 che si rifanno, declinandolo in modi diversi, proprio al tema di questa edizione del festival: l’agonismo.

Ogni artista infatti prende le mosse da alcune fonti di ispirazione in direzione di un tentativo di superamento dei modelli che lo hanno preceduto. Come spiegano i curatori: «il progetto espositivo è imperniato sulla tensione che da qui si genera, anche a distanza, grazie a un confronto privo di competizione fisica diretta, ma non meno intenso e faticoso. L’artista si sottopone dunque a disciplina, sforzo interiore, impegno intellettuale e professionale per affrontare ciò che si materializza come un vero e proprio alter ego».

Accanto ad opere di molti tra i protagonisti del Novecento, punto di riferimento irrinunciabile per le successive generazioni, provenienti dalle raccolte della Galleria civica e da importanti collezioni pubbliche e private, saranno esposti lavori di artisti emergenti, nati tra il 1979 e il 1990, realizzati espressamente per l’occasione e che entreranno a far parte della collezione del museo.

Il percorso intreccia diversi temi: il confronto con i propri modelli artistici (dagli archetipi di Mario Sironi e Filippo De Pisis al tema del ritratto fotografico in August Sander, Walker Evans, Thomas Ruff); il paragone con i propri maestri (come nel caso di Carlo Maria Mariani, Marcello Jori e Gillian Wearing che arrivano a immedesimarsi rispettivamente con Leonardo, Max Ernst e Fox Talbot); lo scontro con le proprie certezze espressive (come nella messa in scena del proprio corpo attuata da Urs Lüthi e negli autoritratti di Roberto Cuoghi realizzati mentre indossa delle lenti deformanti); la performance che mette a dura prova il corpo dell’artista (come nelle immagini di Gunther Brüs, Hermann Nitsch, Vito Acconci o Marina Abramovic & Ulay); il conflitto linguistico fra fotografia e disegno (come nelle “Photo-Graffie” di Vincenzo Agnetti o nei paesaggi grafici di Mario Giacomelli, solo per citarne alcuni).

La mostra, ad ingresso gratuito, organizzata e prodotta dalla Galleria civica e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con l’associazione Le Arti Tessili