La vita e le opere di Primo Levi in mostra al Museo Scienza

La vita e le opere di Primo Levi in mostra al Museo Scienza
Da sinistra: Primo Levi nel Laboratorio di analisi quantitativa dell'Istituto di Chimica Università Torino, febbraio 1940 e nella sua casa di Torino

Immagini fotografiche private e professionali, spesso inedite, interviste video, audiovisivi e videoinstallazioni, ma soprattutto parole, frasi e citazioni prese dai libri e ora messe in esposizione quali guide e testimoni per raccontare la vita di uno dei più importanti scrittori italiani del Novecento amato dai lettori di tutto il mondo: Primo Levi.
In occasione della ristampa delle sue “Opere complete”, dal 30 novembre prossimo, il Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ospita la mostra itinerante I mondi di Primo Levi. Una strenua chiarezza, realizzata dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino, con il sostegno di Material ConneXion Italia e la collaborazione dell’Associazione Figli della Shoah.

Dalla formazione scientifica alla deportazione, dalla chimica come mestiere al mestiere di scrivere, la mostra ripercorre raccontando con “strenua chiarezza” le esperienze e le riflessioni che hanno animato il percorso di vita dello scrittore torinese: la realtà estrema del Lager, il multiforme universo della scrittura, l’infinita ricchezza della scienza, le risorse straordinarie del linguaggio, l’importanza dell’attività manuale e creativa nello sviluppo del pensiero, la centralità del lavoro nella vita degli esseri umani. Ma sono soprattutto le parole e le frasi di Se questo è un uomo, I sommersi e i salvati, La tregua, Il sistema periodico, La chiave a stella e dei racconti di fantascienza i veri protagonisti di questa mostra. Sono loro che “scortano” i visitatori attraverso le sei sezioni in cui si snoda il percorso espositivo.

La mostra curata da Fabio Levi e Peppino Ortoleva, si svolge sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica ed è pensata per offrire a tutti un itinerario nella ricchezza plurale dell’opera di Levi. Si rivolge in particolare ai più giovani, che lo stesso Levi considerò sempre interlocutori privilegiati.