A Roma, Artemisia Gentileschi “racconta” il Seicento

A Roma, Artemisia Gentileschi “racconta” il Seicento

Rivivere il ‘600 italiano attraverso le opere di una tra le più famose artiste di tutti i tempi, la prima donna del nostro Paese passata agli onori della storia per aver sempre lottato per la propria indipendenza e per il diritto ad affermare il proprio talento artistico, opponendosi con tutta se stessa alle consuetudini e ai pregiudizi della società patriarcale del suo tempo.
“L’unica donna in Italia – come afferma il critico d’arte Roberto Longhi – che abbia mai saputo che cosa sia pittura, e colore, e impasto, e simili essenzialità”.

La pittrice divenuta, quasi tre secoli dopo la sua morte, il simbolo del femminismo internazionale per aver preferito passare attraverso la gogna pubblica di un processo per stupro da lei stessa intentato contro il pittore Agostino Tassi, e decidere coraggiosamente di deporre in favore di stessa sotto tortura, accettando di subire addirittura lo schiacciamento dei pollici, rischiando così di compromettere per sempre la sua carriera artistica.

In onore di Artemisia Gentileschi, Museo di Roma a Palazzo Braschi mette in esposizione quaranta dei suoi dipinti autografi provenienti dai musei di tutto il mondo che indagano la sua carriera e ripercorrono i passaggi della sua inarrestabile ascesa che la vide affermarsi a Firenze dal 1613 al 1620, a Roma dal 1620 al 1626, a Venezia dalla fine del 1626 al 1630 e, infine, a Napoli dove visse fino alla morte.

Un talento artistico precoce e irrefrenabile il suo, che la vide capace di realizzare opere come Giuditta che taglia la testa a Oloferne, Ester e Assuero, l’Autoritratto come suonatrice di liuto, Susanna e i vecchioni, Giuditta e la fantesca Abra. E accanto a questi dipinti, le tele di artisti a lei contemporanei, pittori affermati come Cristofano Allori, Francesco Furini, Simon Vouet, Giovanni Baglione e Antiveduto Grammatica, solo per citarne alcuni, con cui Artemisia scelse di confrontarsi senza mai venire meno alla sua dignità di artista e di donna.

Nata da un’idea di Nicola Spinosa, “Artemisia Gentileschi e il suo tempo” è promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura. Ha visto la curatela dello stesso Spinosa per la sezione napoletana e si avvalsa delle competenze curatoriali di Francesca Baldassari per la sezione fiorentina, e da Judith Mann per la sezione romana. Resterà aperta al pubblico fino al 9 maggio del prossimo anno.