Tutti i colori di Paolo Gotti in mostra a Bologna

Tutti i colori di Paolo Gotti in mostra a Bologna

Diceva Kandinskij che il colore è un mezzo per esercitare un’influenza diretta sull’anima: è un tasto, continua il grande pittore, mentre l’occhio il martelletto che lo colpisce e l’anima lo strumento dalle mille corde.

Scientificamente, il colore non è altro che una “percezione visiva generata dai segnali nervosi che i fotorecettori della retina inviano al cervello quando assorbono le radiazioni elettromagnetiche di determinate lunghezze d’onda e intensità nel cosiddetto spettro visibile”.
Nel corso dei secoli, proprio questo fenomeno della percezione del colore è stato profondamente studiato e indagato sia dalla scienza sia dall’arte la quale, in particolare, ha spesso attribuito significati trascendentali, quasi metafisici, alle sue infinite tonalità.

Non è infatti un caso che la pittura prima e la fotografia poi abbiano scandagliato tutte le potenzialità della luce riflessa per descrivere sensazioni e stati d’animo.

Raccogliendo l’eredità di questa ricerca, il fotografo bolognese Paolo Gotti, presenta dal 16 dicembre al 31 gennaio, proprio nella sua città natale, la mostra fotografica COLORS allestita negli spazi situati lungo il passaggio coperto di Corte Isolani.

Come facilmente si intuisce dal titolo dell’esposizione è il colore a farla da protagonista. Creando una connessione diretta tra fotografia e pittura, Gotti, accompagna ai suoi scatti le parole stesse degli artisti del passato. E così le tante sfumature dell’oceano rimandano alla connessione tra luce e pittura secondo Hans Hoffmann, mentre la fotografia della facciata di una casa si riallaccia al desiderio di Edward Hopper di dipingerne l’effetto luminoso. E poi ancora un albero tra realtà e finzione riflette l’ispirazione che Vincent Van Gogh traeva dalle cromie della natura, o un campo di fiori è associato alla ricerca della gioia nei quadri di Pierre-Auguste Renoir. Molti altri sono gli artisti presi in esame da Paolo Gotti, di ognuno dei quali il fotografo bolognese ritrova una traccia “a posteriori” nelle proprie opere fotografiche, anche se l’intero progetto si può riassumere nell’opinione di Pablo Picasso, per il quale “tutto ciò che puoi immaginare è reale”.