Il nuovo Rinascimento fiorentino parla il linguaggio delle immagini di Bill Viola

Bill Viola Emergence (Emersione) 2002, 11’40”. Retroproiezione video a colori ad alta definizione su schermo montato a parete in una stanza buia Interpreti: Weba Garretson, John Hay, Sarah Steben. cm 213 x 213. Courtesy Bill Viola Studio - Dettaglio

Una mostra che si presenta come confronto tra passato e presente, tra a antico e contemporaneo, tra ricerca tecnologica e riflessione estetica: Firenze celebra a Palazzo Strozzi il più famoso videoartista di sempre, Bill Viola, in Rinascimento elettronico. Una retrospettiva che ripercorre l’intera carriera dell’artista ed espone al pubblico ventisei opere, dalle prime produzioni degli anni ’70 fino alle ultimissime istallazioni, e le pone a dialogo con i capolavori di cinque maestri del Rinascimento, Pontormo, Masolino da Panicale, Paolo Uccello e Lukas Cranach.
Un percorso espositivo unitario, un’esperienza sensoriale totalizzante, un’immersione assoluta in un universo virtuale che esplora i sensi, tra nascita e rinascita, tra morte e natura, tra spiritualità ed esperienza. E al centro pone l’essere umano. Proprio come il rinascimento fiorentino nel XV secolo aveva posto l’uomo al centro della vita e della società.

Protagonisti della sua riflessione creativa sono quindi uomini e donne, corpi e volti, che si confrontano e interagiscono simbolicamente con le forze e gli elementi naturali come l’acqua e il fuoco, la luce e il buio.
È il ciclo della vita che si snoda in una nuova poetica di spazio e di tempo, in cui immagine e suono si fondono insieme a creare una nuova dimensione della realtà. Una verità rinnovata che si percepisce attraverso l’osservazione e la visione, perché come dice Viola stesso: «La visione ci connette, ma al tempo stesso ci separa. Nel mio lavoro, nella mia vita, ho sempre sentito il desiderio di una fusione. Non nel senso di perdita di identità… ma ho quella sensazione che tutto nella vita sia interconnesso, che ci sia vita nelle rocce, negli alberi, nella sporcizia, così come in noi stessi».

La mostra, che resterà aperta fino al 23 luglio prossimo, è curata da Arturo Galansino (direttore generale, Fondazione Palazzo Strozzi) e Kira Perov (direttore esecutivo, Bill Viola Studio) e mira a celebrare lo speciale rapporto tra l’artista e Firenze. È in questa città infatti che Bill Viola ha lavorato agli inizi della sua carriera quando, tra il 1974 e il 1976 è stato direttore tecnico di art/tapes/22, straordinario centro di produzione e documentazione del video fondato e diretto da Maria Gloria Bicocchi.

D’altronde fu proprio durante il suo soggiorno nel capoluogo toscano che “Viola scoprì, oltre al Rinascimento, la vera funzione delle opere d’arte all’interno della vita, umana e sociale”: «Dopo una visita agli Uffizi sentivo fortemente che i musei erano stati creati per l’arte e non l’arte creata per i musei, come accadeva nella scena contemporanea che avevo lasciato a New York. Inoltre, molte delle opere medievali e rinascimentali che avevo visto in quei primi mesi a Firenze non erano neanche nei musei. Erano nella comunità, in luoghi pubblici – cattedrali, chiese, cappelle, corti, monumenti, uffici municipali, piazze e facciate di palazzi – e, di più, molte opere erano ancora nei luoghi per i quali erano stati commissionati cinquecento anni prima. L’atmosfera era satura di idee d’arte e di cultura. Avevo capito presto che qui la storia era veramente parte del presente. E che le idee più nuove circolavano in un insieme più grande. Mi ricordo che spesso vedevo una vecchietta per strada che veniva la mattina a mettere l’acqua fresca o dei fiori nuovi sotto un quadro della Madonna in una piccola edicola all’angolo del suo palazzo. Questo ha dato un contesto nuovo alla mia idea di apprezzamento artistico».

La mostra è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dal Bill Viola Studio con il sostegno di Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi e Regione Toscana, ed è resa possibile grazie al contributo di Fondazione CR Firenze, al supporto di Banca CR Firenze/Intesa Sanpaolo e alla collaborazione con Fondation Etrillard.