Vedi alla voce Geografie. E aggiungi la parola Festival

Che significato ha oggi la parola geografia? Quali sono oggi le nuove geografie da esplorare? Percorsi antichi e nuovi, tra natura incontaminata e servizi e tecnologie moderne al servizio di sport, cultura e turismo, alla scoperta di una importante identità territoriale. Luca Mercalli la definisce così: “Abbiamo ricostruito con fatica le geografie del passato. Ci muoviamo ogni giorno nelle sempre più complesse geografie del presente. Abbiamo bisogno di prevedere e definire le geografie del futuro per orientarci su un pianeta in rapido cambiamento, la Terra ai tempi dell’Antropocene”. Patrizio Roversi, turista non per caso, fa un paragone ferroviario: “La geografia è come la stazione dei treni di Bologna: tutto passa da lì. La geografia è lo snodo che collega fra loro economia, agronomia, climatologia, storiografia, pedologia, psicologia, gastronomia, astronomia, cartografia, filosofia… persino la pornografia. In che senso? Uno sfregio al paesaggio è pornografia geografica!”. Vittorio Alessandro, una vita ai vertici delle Capitanerie di Porto e attuale presidente del Parco delle Cinque Terre, guarda al futuro: “Sfogliando l’atlante, lo sguardo alla ricerca del nostro luogo cadeva su tutto il resto: il continente, lo stato, la regione. Su Google, invece, raramente ci si inoltra al di là di una via o di un quartiere. Senza lo studio della geografia non possiamo comprendere la nostra storia; il paesaggio, la lingua, i sapori che ci circondano. E sarà la geografia – quella dei ricchi e quella dei poveri – a disegnare, comunque, la mappa del nostro futuro”. Stefano Giuliani che coordina per Wikimedia il progetto OpenStreetMap: “Geografia un modo per raccontare storie e luoghi da un altro punto di vista, il mio preferito”.

Insomma aveva ragione Enzo Biagi: “Una buona carta geografica vale più di un lungo discorso”. Oggi la Geografia diventa Festival delle Geografie. Organizzato da Officine del Levante, cooperativa di comunità del Levante ligure, il festival è dedicato a Matteo Vinzoni, illustre cartografo nato e vissuto tra Bonassola e Levanto nel XVII secolo. Un viaggio dalla sua epoca fino alle “open street maps” dei cartografi dei giorni nostri. Il Festival descrive, racconta e interpreta i nuovi percorsi individuali e collettivi di scoperta capaci di leggere e rileggere il paesaggio che ci circonda e le nuove mappe del presente. Tutto questo succede a Levanto, Bonassola e Framura sino al 9 aprile.

Le mattinate saranno dedicate alle escursioni organizzate e guidate, a piedi, in bicicletta e per mare. È la geografie delle esperienze che verranno offerte a tutti gli spettatori del Festival alla scoperta di paesaggi e sapori. Le serate aprono le porte allo spettacolo. È la geografia delle emozioni con la musica del territorio (il venerdì), l’opera sulla vita e le attività di Matteo Vinzoni (il sabato), la rappresentazione teatrale dedicata all’immenso genio “disturbato” di Schumann (la domenica). Nei pomeriggi spazio alle conferenze e agli approfondimenti. È la geografia delle mappe. Parole dette e ascoltate capaci di raccontare ed individuare i percorsi del viaggio, del mare, della mente, della geopolitica, dell’universo e dell’arte.

 

Vi raccontiamo personaggi e contenuti del Festival

Venerdì 7 aprile – ore 15:00 | presso: SPAZIO VINZONI – Bonassola

Wave Watching – lo spettacolo delle mareggiate in Liguria
Alessandro Benedetti

L’articolazione e la conformazione costiera della Liguria consentono una espressione eterogenea e particolare delle mareggiate. L’osservazione delle mareggiate coniugando spettacolo e sicurezza, wave watching, viene discussa in generale alla luce delle condizioni regionali, e in particolare esaminando il sito forse più spettacolare: il tratto di costa compreso tra Framura, Bonassola e Levanto.

BIO – Alessandro Benedetti

Ricercatore presso CNR-ICMATE, è responsabile della stazione marina sperimentale MARECO di Bonassola. Il campo di attività è quello delle tecnologie marine ecocompatibili. Dal 2008 è inoltre responsabile del CePAS-Bonassola, una struttura divulgativa nata dalla collaborazione tra Comune di Bonassola e CNR-ICMATE con lo scopo di trasmettere le unicità marine locali come valore territoriale. La principale tematica divulgata è legata al wave watching, date le caratteristiche da primato per espressione e fruizione delle mareggiate del distretto costiero su cui insiste Bonassola

 

 

Venerdì 7 aprile – ore 17:00 | presso: OSPITALIA DEL MARE – Levanto

Apertura del Festival

Perché la geografia: considerazioni di un geografo irriducibile
Fabrizio Bartaletti

Ultimamente si susseguono appelli sempre più incalzanti e accorati per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla scomparsa della Geografia in Italia, come se fino a ieri nessuno sapesse che da decenni alla geografia spetta una misera ora d’insegnamento alla settimana nella scuola media e nel biennio dei licei. Forse ci si è accorti che stanno scomparendo anche i Corsi di laurea in Geografia, sia perché non esistono sbocchi nell’insegnamento o in altre professioni (manca un albo dei geografi e, soprattutto, in nessun posto pubblico o privato si richiede una specifica competenza geografica), sia perché sono andati in pensione – naturale o anticipata – svariati geografi sulle cui spalle poggiavano i Corsi. Il loro pensionamento, anzi, mette a rischio lo stesso insegnamento della geografia nei Corsi di Lettere, i cui laureati devono comunque sostenere una prova di geografia per essere abilitati all’insegnamento.

Individuare la causa di ciò sarebbe lungo, ma semplificando molto si può dire che in Italia la Geografia non è considerata una competenza a sé stante, ma è divisa fra aspetti ambientali, attribuiti a docenti di scienze naturali, e aspetti umanistici ed economici, affidati a docenti di Lettere o di Storia e filosofia, che in genere dedicano alla Geografia solo le briciole. Di questa condizione ibrida hanno approfittato i non-geografi per accaparrarsi spazi che avrebbero dovuto essere attribuiti alla Geografia.

Ma una parte rilevante della “colpa” per la scomparsa della Geografia spetta a molti geografi accademici, che da 30-40 anni, insoddisfatti dei limiti della propria disciplina, hanno trovato maggiori soddisfazioni in temi e approcci tipici di altre scienze, rafforzando l’impressione generale che della Geografia si possa fare tranquillamente a meno. Forse, l’insoddisfazione degli stessi Geografi per i limiti della Geografia è dovuta anche al fatto che una buona Geografia, in realtà, non sanno farla, perché non riescono a coglierne l’essenza e il fascino. Cos’è dunque la Geografia, quali sono i suoi metodi, i suoi obiettivi? È una scienza umana o una scienza ambientale? Esiste un ambito di ricerca specificamente geografico? E infine, perché salvare la Geografia, così poco amata in ogni tipo di sondaggio, con quel bagaglio di conoscenze mnemoniche che non interessa a nessuno? È così importante il suo approccio, o può essere sostituito dal connubio con la Storia, dal cui abbraccio sembra che nessun geografo riesca a liberarsi? Proviamo dunque ad avvicinarci alla geografia, a quella vera, e i dubbi sulla sua reale utilità forse svaniranno. Parola di un geografo irriducibile. 

BIO – Fabrizio Bartaletti

Laureatosi nel 1975 a Pisa con una tesi sulle Piccole città italiane, Fabrizio Bartaletti, protagonista di una brillate carriera accademica, ha coltivato due principali ambiti di ricerca: la Geografia urbana e la Geografia delle Alpi. Si è occupato anche di nomi di luogo nelle regioni di confine, dei riflessi sul territorio dell’ordinamento politico-amministrativo dell’Italia (regioni, province, comuni) e, soprattutto in questi ultimi anni, dell’evoluzione del pensiero geografico e delle caratteristiche di fondo della Geografia, coi suoi principi e i suoi metodi.

 

 

Venerdì 7 aprile – ore 18:00 | presso: OSPITALIA DEL MARE – Levanto

LA CARTOGRAFIA NELL’EPOCA DEGLI SMARTPHONE

Alessandro Palmas | Stefano Giuliani

La diffusione di internet e degli smartphone hanno rivoluzionato in pochissimi anni comportamenti e tecnologie. Il paradigma di Wikipedia, enciclopedia alimentata dai contributi degli utenti (crowdsourcing), applicato alla cartografia trova la sua espressione nel progetto OpenStreetMap le cui fonti variano dalle foto satellitari ad altissima risoluzione ai microdroni al rilevamento tramite smartphone o alla semplice conoscenza del luogo. Che il paradosso di J.L. Borges di una cartografia in scala 1:1 si stia avverando?

BIO – Stefano Giuliani

Genovese, di formazione elettronica e informatica. Nel 2010 era tra gli organizzatori della seconda edizione di OSMIT, la conferenza italiana della comunità OpenStreetMap. Da allora diventato attivista del progetto cercando di avviare sinergie e coinvolgere istituzioni. A fine 2015 viene chiamato da Wikimedia Italia, che stava per divenire capitolo ufficiale italiano della OpenStreetMap Foundation, per svolgere a tempo pieno il ruolo di Project Manager OpenStreetMap.

 

 

Venerdì 7 aprile – ore 19:00 | presso: OSPITALIA DEL MARE – Levanto

Letteratura e poesia, mappe della mente

Camilla Salvago Raggi | Giorgio Devoto

Quando, già migliaia di anni fa, i sacerdoti e i sapienti delle civiltà che hanno preceduto la nostra, volgevano lo sguardo al cielo per leggervi il loro futuro e popolavano di animali, di dei e semidei la volta celeste collegando fra loro idealmente le varie stelle che a occhio nudo scorgevano, compievano, sia pure con la fantasia, i primi viaggi astronautici così come, osservando gli orizzonti lontani dove lo sguardo si perdeva, favoleggiavano di terre incognite dove tutto e il contrario di tutto era possibile.

I grandi poemi che, dal tempo di Omero, hanno scandito la cultura dell’umanità (alcuni anche in chiave eroicomica) cosa sono se non dei percorsi che, in quel tempo, solo la fantasia, visti gli scarsi mezzi di locomozione, permettevano? E non è forse geografia sia pure fantastica quella descritta appunto negli itinerari che compivano gli eroi di questi romanzi in versi? Possiamo poi forse dimenticare il viaggio più audace di tutti dove il grande padre Dante con la sua “Comoedia” ha, con la propria fantasia, acceso e trasportato la quella di innumerevoli generazioni di suoi lettori ad attraversare i cieli, dall’orrido Inferno fino alla bellezza ultra umana del Paradiso? È già dalla seconda metà del secolo scorso, che l’uomo ha posato i piedi sulla Luna, e mentre sonde sempre più sofisticate solcano il nostro sistema solare, già due di esse, i Voyager, sono praticamente oramai in una zona che, tra breve, li porterà a sfiorare i planetesimi della fascia di Kuiper e con sempre maggior insistenza si parla di un “atterraggio” sul pianeta Rosso, il pianeta che, da sempre, ha di più eccitato la fantasia dell’uomo. C’è molta differenza tra l’immaginare un “ammartaggio”, o intuire le leggi della relatività, o rischiare la vita come molti hanno fatto per portare sempre più avanti i limiti della conoscenza? Cristoforo Colombo alla scoperta della più breve via per le Indie o Livingstone alla ricerca delle sorgenti del Nilo possono essere esempi sufficienti di quanto sto scrivendo. Rimane sul nostro pianeta ancora da esplorare il fondo degli oceani conosciuti meno, si dice, della superficie lunare e di Marte, ma in fondo se noi riprendessimo in mano “Ventimila leghe sotto i mari” troveremmo un’accurata descrizione di quei paesaggi sottomarini visti da Jules Verne soltanto, ovviamente, con gli occhi della fantasia. Appunto la fantasia: quella capacità dell’uomo (unica tra le specie animali a possederla) che ci permette di immaginare, sognare luoghi e ambienti diversi per poi raggiungerli descriverli e disegnarne le mappe.

 

BIO – Giorgio Devoto

Nato a Genova il 14/3/1941, ha aperto una galleria d’arte nel 1971 dove hanno trovato ospitalità mostre dei più importanti pittori del ‘900 (Sutherland, Dix, Grosz, Mirò, Morandi, De Pisis, Vespignani per citarne alcuni) per poi affiancare a questa attività dal 1976 quella di editore. La scelta dell’editrice fu radicale: pubblicare esclusivamente poesia e saggi riguardanti la poesia. Fin dall’inizio oltre a dare alle stampe i massimi poeti del ‘900 diede un ampio spazio alla poesia cosiddetta neo dialettale, un tempo considerata una sorella minore della poesia in lingua, e riconosciuta invece, col tempo, tra i fenomeni più importanti della nostra letteratura e nel catalogo della San Marco sono via, via entrati quindi tutti i grandi poeti dialettali del secolo scorso. Uniche in Italia, le Edizioni hanno creato una collana, “I poeti della riva sud del Mediterraneo” dove appaiono, con cadenza regolare le voci più significative di quell’area. Il “leone san marchino” ha ottenuto i maggiori premi letterari tra cui il Viareggio, il Mondello, il Biella Poesia Europea e tanti altri. Nel 2001 la Presidenza della Repubblica italiana ha assegnato il premio per la traduzione all’editrice genovese per aver pertinacemente portato all’attenzione della cultura italiana poeti di altre lingue poco conosciuti. Nel 2004 a Giorgio Devoto viene conferita la laurea honoris causa in lingue e letterature straniere e nello stesso anno riceve il Grifo d’oro il più alto e riconoscimento che Genova assegna ai propri cittadini e nel 2007 gli viene conferita l’onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica per il suo impegno nel campo della cultura italiana.

 

BIO – Camilla Salvago Raggi

Nata a Genova da una famiglia d’origini nobili, nipote di Giuseppe Salvago Raggi, nel 1960 pubblicò con Feltrinelli la sua prima opera, la raccolta La notte dei mascheri. Moglie di Marcello Venturi, fu anche traduttrice dall’inglese. Nel 1993 ha vinto il Premio Rapallo Carige per la donna scrittrice per il suo Prima del fuoco. Nel 2001 ha vinto il Premio Procida Elsa Morante per la sua traduzione di Suspense di Conrad.

Legata alla zona del Monferrato, ha dedicato diverse opere a personaggi, storia e tradizioni del Piemonte. Vive dagli anni ’50 alla villa di Campale, presso Molare, nella provincia di Alessandria.

 

 

Sabato 8 aprile – ore 15:00 | presso: OSPITALIA DEL MARE – Levanto

L’UMANITÀ CAMBIA IL CLIMA E IL CLIMA CAMBIERÀ L’UMANITÀ?

Luca Mercalli

Clima e ambiente: una crisi sottovalutata. Viviamo nell’Antropocene, il recentissimo periodo geologico segnato dall’onnipresenza dell’uomo in ogni ambiente terrestre, pesantemente compromesso dal prelievo di risorse e dalla dispersione di rifiuti. Il clima cambia, la biodiversità si riduce, l’inquinamento cresce: come progettare un futuro sostenibile per noi e per le generazioni future?

BIO – Luca Mercalli

(Torino, 1966), climatologo, direttore della rivista Nimbus, presiede la Società Meteorologica Italiana, associazione nazionale fondata nel 1865. Si occupa di ricerca su climi e ghiacciai alpini, insegna sostenibilità in scuole e università in Italia, Svizzera e Francia e la pratica in prima persona, vivendo in una casa a energia solare, viaggiando in auto elettrica e coltivando l’orto. Per RAI3 ha lavorato a “Che tempo che fa”, “Scala Mercalli” e “TGMontagne”. Editorialista per La Stampa, scrive anche su Donna Moderna e Gardenia; ha al suo attivo migliaia di articoli e oltre 1600 conferenze, voce innovativa nella comunicazione ambientale. Tra i suoi libri: Filosofia delle nuvole, Che tempo che farà, Viaggi nel tempo che fa, Prepariamoci, Clima bene comune, Il mio orto tra cielo e terra.

 

 

 

Sabato 8 aprile – ore 17:00 | presso: OSPITALIA DEL MARE – Levanto

Le mappe impossibili?

Patrizio Roversi | Syusy Blady

BIO – Syusy Blady

Syusy Blady, pseudonimo di Maurizia Giusti, (Bologna, 7 febbraio di un anno che non ci tiene a precisare). E’ una artista eclettica, come si definisce lei stessa: Giornalista,attrice, conduttrice televisiva e tutto quello che le salta in mente.Laureata in pedagogia all’Università di Bologna, inizia l’attività teatrale per ragazzi molto giovane con il gruppo “Giochiamo davvero”.Esordisce negli anni ottanta in qualità di autrice e protagonista di Granpavese varietà a Bologna e successivamente è in RAI con I Mixserabili e Granpaese varietà (di cui è autrice insieme a Patrizio Roversi e Gino Castaldo). Partecipa ad alcuni programmi di successo quali Drive In e La tv delle ragazze, mentre nel 1987 progetta e conduce assieme a Davide Parenti e Patrizio Roversi, il programma di Italia 1 Lupo Solitario, che oggi un cult della tv. Sempre in questi anni, propone il suo personaggio di “tap model” ironizzando sul suo aspetto fisico, contro lo strapotere delle top model, organizza due concorsi di bellezza “Tap Model” ai quali prendono parte molte donne che condividono con lei l’ideologia Tap. Scrive per Longanesi “Il manuale della Tap model” e incide alcune canzoni, come Tocca toccami, Sballo a Cesenatico e la sigla di Lupo solitario Ninna nanna yee. A proposito di musica, però, è anche autrice e protagonista di uno spettacolo teatrale semi serio sulle Opere Liriche il “Campionato della Lirica”, ma partecipa anche più seriamente a una messa in scena al Teatro Comunale di Bologna dell’opera Façade di William Walton. Nel 1994 è ideatrice e conduttrice del programma “Se Rinasco” di Rai2, un gioco virtuale per reinventarsi la vita. Sempre in quel periodo, ha l’idea di portare con sé una telecamera non professionale in un viaggio in India fatto insieme a Patrizio Roversi, idea dalla quale è nata la trasmissione Turisti per caso, che li vedrà impegnati in viaggi per il mondo che andranno in onda in prima serata per Rai 2 e poi per Rai 3. Per più di 10 anni. Nel 2004 hanno dato vita ad una emanazione della trasmissione, intitolata Velisti per caso e ambientato su una barca a vela armata da loro, Adriatica, sulla quale compiono un giro del mondo “in 80 persone”, con ospiti molti personaggi della cultura e dello spettacolo. Seguono “La nostra Africa”, cinque puntate dedicate al continente africano, e “Evoluti per Caso – sulle tracce di Darwin”, la circumnavigazione del Sud America in collaborazione con 8 Università italiane, il Museo di Storia Naturale di Milano, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il CERN di Ginevra. Nel 2005 è protagonista, e autrice di Misteri per caso, che racconta dei misteri da lei scoperti visitando il mondo. Sempre nel 2005 partecipa al programma di Rai1 Ballando con le stelle e realizza, come regista il cortometraggio surreale “Ciccio Colonna”, segnalato dalla critica e premiato con il Nastro Argento. Ha partecipato all’ultimo film di Fellini “La voce della luna” come Sorella della Luna. Ha scritto per Feltrinelli assieme a Sandro Toni “Vocabolario sessuato, le parole viste dalle donne e dagli uomini”, mentre per Einaudi, con Patrizio Roversi, è stata autrice di “Quel poco che abbiamo capito del mondo facendo i Turisti per caso”. Nel 2008 ha pubblicato sempre per Einaudi il suo primo romanzo: “Tango inesorabile”. Nel 2011 per Rizzoli ha pubblicato il libro “Misteri per caso”. Realizza per “Il festival della Genetica” il documentario “La stele di zia Rosina sulla Mongolia”. Nel 2009 progetta e conduce “I popoli del mare”, una trasmissione dedicata alla storia del Mediterraneo e delle popolazioni italiche precedenti a Etruschi e Romani (Yacht & Sail- Sky). Nel giugno 2010 realizza per Altromercato il documentario: “Yo valgo Yo puedo…” sulle donne tessitrici del Guatemala e le ritualità degli antichi maya. Ultimamente il suo interesse è rivolto alla promozione del turismo lento e sostenibile in Italia, con la trasmissione “Italia Slow Tour” in onda su Rete 4 dal 2011.

In tutto questo, nel frattempo fa l’ortolana e l’animatrice di uno spazio culturale e colturale sui colli bolognesi, l’Orto dei Giusti, dove ospita eventi, corsi, spettacoli, laboratori e iniziative dedicate all’interculturalità. Gli approfondimenti sul sito www.nomadizziamoci.it sul nomadismo culturale come stile di vita. Sul web da più di 10 anni è co-autrice del pluripremiato sito internet www.turistipercaso.it, una community dedicata a viaggi e viaggiatori, e www.velistipercaso.it, dedicato al turismo nautico, vela e ecologia. In edicola Turisti per Caso è anche il magazine turistico più venduto in Italia, un mensile edito da Edizioni Master. 

BIO – Patrizio Roversi

Patrizio Roversi, nasce a Mantova e rappresenta un tipico modello anni ’50: infatti assomiglia fisicamente ad una Millecento. Si trasferisce a Bologna per frequentare l’Università, dove si laurea in Discipline dello Spettacolo al ventiquattresimo anno fuori corso, pagando regolarmente le tasse (e ricevendo per questo una targa dal Rettorato come emerito finanziatore dell’Alma Mater).

Nel frattempo conosce Maurizia Giusti, in arte Syusy Blady, con la quale collabora dialetticamente sul piano personale e professionale: cominciano facendo gli animatori nelle Colonie estive, poi teatro per Ragazzi, poi teatro di Strada, quindi organizzano e presentano il Gran Pavese Varietà, uno spettacolo modulare e collettivo all’interno della Sala da ballo DoReMi del Circolo ARCI Cesare Pavese di Via del Pratello a Bologna. La trasposizione televisiva di questo spettacolo su Rai2, imputabile a Giovanni Minoli e alla casa di produzione Moovie Moovie di Bologna, risale al 1984. Nel 1987 c’è Lupo Solitario su Italia1 e subito dopo al Festival Nazionale dell’Unità di Bologna, sull’emittente regionale Rete7, c’è il Record mondiale di diretta televisiva non-stop (100 ore). Dai primi anni ’90 Patrizio e Syusy diventano Turisti per caso, con una serie TV dedicata ai viaggi su Rai2 e poi su Rai3. Quindi diventano Velisti per Caso facendo il giro del Mondo in barca (2002-2005 Rai3) ed Evoluti per Caso (2007-2008, Rai3 e Sky Uno) seguendo le tracce del viaggio di Darwin assieme a otto Università italiane. Dal 2010 ad oggi si dedicano al progetto “Slow Tour – Italiani non per Caso”: una serie di filmati dedicati ad itinerari turistici per l’Italia Minore, in onda su Rete4. Nascono i siti web Turistipercaso.it e Velistipercaso.it ed è in gestazione un Canale Viaggi in rete, una vera Web-TV, senza contare la Rivista Turistipercaso Magazine.

In questi anni Patrizio scrive (raramente da solo, spesso con Syusy e a volte con Martino Ragusa) vari libri: “Di passaggio in India” (Comix), “Quel poco che abbiamo capito del mondo facendo i Turistipercaso” (Einaudi), “Chiudi il gas e vieni via” (Socialmente), “Turisti per Cibo” e “Golosi per Caso” (il Sole24ore), “Manuale di autodifesa televisiva” (Sperling&Kupfer) e il recente “Misteri per Caso” (Rizzoli) che Syusy gli permette di co-firmare, nonostante tutto. Collabora fino dalla sua fondazione al settimanale satirico Cuore e anche a Satyricon di Repubblica, per cui diventa persino pubblicista, qualifica che secondo lui significa “pubblicitario”, per cui partecipa a spot sul burro, la carta da forno, il detersivo e la benzina. Però l’Ordine dei Giornalisti non approva e anzi prova ad espellerlo, ma non ci riesce. Roversi infatti esibisce un certificato medico con una diagnosi di schizo-frenia professionale: di giorno giornalista e di notte buffone e testimonal (o viceversa). Nonostante si dichiari apertamente un analfabeta di ritorno (o forse proprio per questo) gli hanno affidato la conduzione della trasmissione “Per un pugno di libri”, su Rai3, dal 1999 al 2001 e persino il ruolo di Micawber nello sceneggiato di Rai1 Davide Copperfield, con la regia di Ambrogio Lo Giudice. Ma la sua esperienza professionale più tormentata è rappresentata dalla partecipazione, in qualità di voce recitante (rantolante), al Concerto “Facade”, di William Turner Walton, con testi di Edith Sitwell tradotti da Gigi Ferrari e diretto dal Maestro Roberto Polastri (che alla fine si è dichiarato molto provato dallo sforzo di trasmettere al Roversi un qualunque senso musicale). Attualmente Patrizio Roversi si tormenta con una domanda: ma perché, dopo questo, il Comunale dei Bologna mi richiama?

 

 

Sabato 8 aprile – ore 18:00 | presso: OSPITALIA DEL MARE – Levanto

LE VIE DELLA POLIFONIA: CAMMINI DELLE VOCI
Lezione-concerto sulle geografie della musica polifonica dal XIII al XVI sec

Nicola Ferrari con il Coro Polifonico di Bogliasco

L’avventura della più grande e fortunata invenzione della musica occidentale si può raccontare come uno straordinario viaggio che si muove nel tempo, attraversando l’Europa e accompagnando l’emozionante trasformazione del Medioevo in Rinascimento. Far cantare insieme differenti melodie, intrecciare testo a testo, punto a punto: l’esperimento tentato nel secolo tredicesimo sotto le volte della cattedrale di Notre-Dame si trasforma in pochi lustri, avvicendando un’arte che si voleva nuova a quella ormai considerata antica, nella prima delle grandi lezioni musicali che Parigi impartirà al mondo. La polifonia passerà le Alpi, rigenerandosi al contatto con Firenze e varcherà la Manica scoprendo un’ancora sconosciuta dolcezza. Il passaggio alle Fiandre segnerà, quindi, il momento della massima coscienza e sapienza architettonica, la più vertiginosa arditezza nella concezione del comporre insieme le voci, e insieme indicherà la necessità di una via di ritorno, verso l’Italia, verso il calore di una estroversa affettività. Raccontando, smontando e rimontando le costruzioni vocali proposte da un partecipe coro polifonico di amatori, la geografia e la sua storia si ascolteranno nella mobile mappa di un suono in cammino. La Corale Polifonica S. Maria di Bogliasco nacque nel 1984. Sotto la guida del suo maestro storico, Mimmo Canepa, il suo repertorio si è costituito intorno alla tradizione polifonica sacra rinascimentale. Da allora, spinti dal diletto per il cantare insieme, riscoprendo la fatica e il piacere di confrontarsi con una musica lontana nel tempo ma non nello spirito, i cantori si sono impegnati anche nei giochi profani di Josquin, Orlando di Lasso, o Luca Marenzio. La Corale partecipa da alcuni anni al Festival Internazionale di canto corale dell’Alta Pusteria. Nel marzo 2017, sarà coinvolta nel progetto Atlante del Gesto, creato da Virgilio Sieni per Palazzo Reale.

 

BIO – Nicola Ferrari

Nicola Ferrari insegna Letteratura Comparata e Letteratura Spagnola all’Università di Genova. Collabora con il Centro di Ricerca InfoMus-Casa Paganini. Dirige dal 2010 la Corale Polifonica S. Maria di Bogliasco.

 

 

Sabato 8 aprile – ore 19:00 | presso: OSPITALIA DEL MARE – Levanto

All’interno della nebulosa Islamista-jihadista

Carlo degli Abbati

Autore dell’opera” Il radicalismo nel nome dell’Islam. Una responsabilità condivisa?”, Ed.Aracne, Roma, 2014, Carlo degli Abbati intende offrire un contributo di analisi sulle cause interne e esterne della radicalizzazione islamista affermatasi a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, dopo la sconfitta e la morte del Rais egiziano Gamal Abdel Nasser. In un Medio Oriente progressivamente trasformato in una polveriera sociale da una globalizzazione che lo ha in gran parte sacrificato, e in cui una serie di operazioni post-coloniali condotte con motivazioni diverse prima dalla Unione Sovietica e poi dai paesi occidentali hanno destabilizzato i governi in atto provocando milioni di vittime civili mediaticamente dimenticate, dall’Afghanistan al Pakistan all’Iraq, alla Libia, si sono progressivamente formati accanto a movimenti islamisti semplicemente politici e non radicali, dei movimenti radicali settari predicanti la violenza nel nome dell’Islam anche senza l’avallo di una autorità religiosa riconosciuta, quindi in violazione caratterizzata del dogma. Questi gruppi da Boko Haram a Abu Sayyaf, a al-Qaida al MIU a AQMI a AQPI a Daesh (detta anche c.d. Stato islamico) hanno scelto la via della lotta armata piuttosto che la predicazione religiosa, dawa. Anche se i fatti di violenza sono principalmente diretti verso le popolazioni musulmane, configurandosi come una ultima fitna (discordia) storica, più di recente hanno anche interessato alcuni paesi occidentali con una connotazione di terrorismo rivolto a sconvolgere le popolazione civili, dagli Stati Uniti, alla Spagna, alla Gran Bretagna, alla Francia alla Germania. Diventa così urgente un tentativo di analisi di questo quadro complesso, di cui comunque un fattore di complicazione è rappresentato dalla percezione occidentale della religione musulmana, fortemente influenzata negli ultimi decenni dalla situazione conseguita agli attentati di NY e di cui l’ultima decisione di Donald Trump costituisce una patente manifestazione.

BIO – Carlo degli Abbati

Insegnante di dottorato al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Genova, nonché maître de conférence al C.E.C.I.D. della Università Libera di Bruxelles e all’Istituto Reale Superiore di Difesa di Bruxelles. E’ stato funzionario europeo responsabile del controllo della politica europea di cooperazione con i paesi in via di sviluppo ALA MED presso la Corte dei Conti europea.

Fondatore nel 1979 della ONG lussemburghese A.L.A. (Association Luxembourgeoise pour l’Afghanistan) è stato vice-presidente della Belgium-Pakistan Friendship Association di Bruxelles e co-segretario della Association Internationale pour le dialogue entre Chrétiens, Juifs et Musulmans (A.I.D.C.J.M.) creata nel 1992 a Lussemburgo. È autore di diverse opere sulle relazioni della Unione Europea con i paesi dell’Asia, del Mediterraneo e dell’America latina pubblicate in Italia dalle Edizioni ECIG, De Ferrari, Genoa University Press, Aracne, in Francia dalle edizioni Persée, in Belgio dall’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali dell’Unione Europea

 

 

Domenica 9 aprile – ore 15:00 | presso: ORATORIO – Costa Framura

L’osservazione della terra dallo spazio 

Renato Dicati | Giovanni Bignami

Da 60 anni i satelliti artificiali e le stazioni spaziali in orbita intorno alla Terra ci permettono di osservare e conoscere sempre più in dettaglio il nostro pianeta.

BIO – Renato Dicati

È nato a San Martino di Venezze (Rovigo) nel 1950. Fin da bambino ha coltivato con grande passione l’amore per l’astronomia e l’interesse per l’astronautica. Nel 1975 si è laureato in Astrofisica all’Università di Milano, con una tesi di Radioastronomia. Da quasi trent’anni dedica molto del suo tempo libero alla divulgazione scientifica. E’ membro del Consiglio Direttivo dell’Usfi, Unione Stampa Filatelica Italiana. Collabora con i periodici “Collezionista” e “Arte del Francobollo”, dove commenta gli eventi dell’astronautica e delle scienze astronomiche. Ha realizzato mostre filateliche e storiche di astronomia e astronautica e ha pubblicato numerosi cataloghi e articoli di astronomia, astronautica e di filatelia tematica. Nel 2010 ha pubblicato il libro “Storia dell’astronomia attraverso i francobolli”, Aracne Editrice. Nel 2013, una versione internazionale del libro è stata pubblicata dall’editore Springer con il titolo “Stamping Through Astronomy”. Per lo stesso editore ha pubblicato recentemente “Stamping the Earth from space”, dedicato allo studio e all’osservazione della Terra mediante satelliti artificiali e sonde spaziali. Attualmente sta lavorando ad un libro dedicato all’esplorazione del Sistema Solare.

 

BIO – Giovanni Bignami

Dopo la laurea in fisica, si occupa di ricerca spaziale in Italia, Europa e Stati Uniti dagli anni settanta ad oggi. Ha partecipato attivamente alla progettazione e costruzione di numerosi satelliti scientifici. È stato nominato negli anni 1988-1997 Principal Investigator della missione XMM-Newton dell’ESA. Professore di Astrofisica e Astronomia a Pavia, è stato Direttore del più grande Centro di Ricerca Spaziale di Francia, a Toulouse (2002-2006), Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (2007-2008) e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (2011-2015). Nel 2010, dopo una selezione mondiale, è stato il primo Italiano ad essere eletto Presidente del COSPAR (Comitato Mondiale di 45 Paesi per la Ricerca Spaziale). Nel 2015 è nominato consigliere scientifico del Ministero Affari Esteri per il programma SKA (organizzazione mondiale per la radioastronomia) e nel 2016 membro del Consiglio Scientifico Fondazione ENEL. Oggi collabora con Repubblica ed Espresso ed ha scritto dodici libri tradotti in molte lingue. Lavora in TV con Piero Angela e ha collaborato come autore a programmi per Nat Geo Channel e per RAI Scuola. Interviene sulle molteplici declinazioni della fisica: dalle origini della vita sulla Terra ai miti sugli UFO, dal futuro dell’energia per la razza umana e il cambiamento climatico all’esplorazione umana nello spazio ai racconti dei grandi nomi e fatti delle scienze.

 

 

Domenica 9 aprile – ore 17:00 | presso: OSPITALIA DEL MARE – Levanto

Le mappe dell’Invisibile – l’evoluzione della cartografia nautica, dallo scandaglio alle moderne tecnologie elettroniche
Eugenio Massolo | Riccardo Antola

Il mare è una strada apparentemente piana e senza ostacoli, ma sotto il suo manto liquido si nascondono insidie e pericoli che fin dall’antichità hanno reso insidiosa la navigazione, secche, rocce, affioramenti, banchi di sabbia. Il fondo invisibile che l’uomo ha dovuto rendere visibile attraverso una ricognizione dei fondali e una sua rappresentazione. L’arte della navigazione ha utilizzato, nel tempo, tecniche e strumenti diversi per evitare pericoli e naufragi, fino alle recentissime e complesse tecnologie elettroniche che stanno gradualmente sostituendo le più tradizionali carte nautiche.

BIO – Eugenio Massolo

Presidente dell’Accademia Italiana della Marina Mercantile e Amministratore Delegato del Centro di Addestramento “Ente Radar”. L’Accademia Italiana della Marina Mercantile è una Scuola di Alta Formazione per Allievi Ufficiali e Ufficiali della Marina Mercantile. Le attività principali comprendono percorsi biennali per la formazione di Allievi Ufficiali di Coperta e Macchina e i corsi obbligatori, per conseguire il titolo di Primo Ufficiale di Coperta e di Macchina. L’Ente Radar è il più antico Centro di Addestramento in Italia, accreditato e autorizzato dal Ministero dei Trasporti, che effettua corsi obbligatori, per i Marittimi, con l’ausilio di appositi simulatori, volti al rilascio autorizzativo all’utilizzo di apparecchiature complesse, quali il Radar e l’ECDIS.

 

BIO – Riccardo Antola

Docente dell’Istituto Tecnico per i Trasporti e la Logistica “Nautico S. Giorgio” di Genova e Camogli e docente presso l’Accademia Italiana Marina Mercantile. Studioso ed esperto del mondo Marittimo. Autore di testi tecnici e scientifici.

 

Domenica 9 aprile – ore 18:00 | presso: OSPITALIA DEL MARE – Levanto

Tra sfera terrestre e sfera celeste, la sfera del marinaio.
la spinta a vedere oltre l’orizzonte geografico
Andrea Henriquet

Chi ama la navigazione, l’esplorazione, i sogni, sa che l’immensa gioia dell’andar per mare deriva dalla consapevolezza che solo con la conoscenza scientifica e matematica dello scenario puoi arrivare a realizzare i sogni più ambiti e gratificanti. Nello stesso tempo la coscienza della forza della natura, lo sconfinato fascino dello scenario naturale attorno alla barca fanno crescere miti, sogni, speranze che oltrepassano il confine della scienza e delle certezze. Così puoi sederti su una panchina in riva al mare a Levanto e pensare che la visuale del tuo orizzonte è uguale alla radice quadrata della tua altezza moltiplicato 2.4 e allora sarai un buon ingegnere che costruirà la solida casa dove vivi; oppure chiudere gli occhi e immaginare che davanti alla tua prua avrai Formentera dopo che sfileranno sulla sinistra la Corsica e la Sardegna, che superando le Baleari virerai qualche grado a dritta e uscirai dallo stretto di Gibilterra con 30 nodi di vento da levante in poppa, che poi dirigerai a Sud cercando di agganciare gli Alisei di Nord Est che ti porteranno dalle Canarie alle Antille… e poi… Panama, giù verso Galapagos, Marchesi, Polinesia Francese… e allora sei un marinaio!

 

BIO – Andrea Henriquet

Nato a Chiavari nel 1961, iscritto alla gente di mare di terza categoria, discende da tre generazioni di comandanti. Attualmente è consulente de I Saloni Nautici s.p.a. sul coordinamento attività nautiche in aree Fiera di Genova. Collaboratore de “Il villaggio del Ragazzo” sul progetto giovani del Sistema Levante. Consulente Federazione Italiana Vela sul coordinamento grandi eventi Genova. Consulente Ucina (CONFINDUSTRIA Nautica) per promozione della nautica e attività in mare al Salone Nautico. Amministratore e socio unico di Venti&20 s.r.l. (organizzazione di eventi sul mare per aziende). Presidente dell’Associazione sportiva dilettantistica “Sestri sul Mare a.s.d.” affiliata a Federazione Italiana Vela e Federazione Italiana Canoa Kayak.

 

 

Domenica 9 aprile – ore 19:00 | presso: OSPITALIA DEL MARE – Levanto

Migrazioni: geografia della povertà
Vittorio Alessandro

Percepiamo come segno della nostra libertà la possibilità di muoverci, come le merci e le finanze, da un posto all’altro. Ci sono, però, nel mondo rotte che sono liberi solo per gli oggetti e non per gli uomini: quelle che, dai paesi più poveri spingono gli individui verso il mondo ricco. Le grandi migrazioni della nostra epoca chiamano in causa, talvolta con forza drammatica, il senso dei nostri spazi e la loro qualità. Ciò che sembra a molti soltanto una opzione di carattere solidaristico o morale (accogliere o no gli immigrati) rimanda anche alla nostra percezione attuale di “nazione”, al rapporto tra il cittadino e il proprio territorio. E dove tale rapporto identitario, nei luoghi della ricchezza, è in crisi, aumentano le paure e le chiusure sociali, insieme alle solitudini e all’avvertito deficit di futuro.

BIO – Vittorio Alessandro

Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Roma, con tesi in diritto civile (relatore prof. Stefano Rodotà) nel 1981 entra nel Corpo delle Capitanerie di Porto. Presta servizio nella Capitaneria di Porto di Napoli, di Civitavecchia, di Roma Fiumicino dedicandosi alla sicurezza della navigazione. Comanda il porto di Sant’Antioco, il porto di Portoferraio, dirige l’Ufficio Aree Marine Protette del Reparto Ambientale Marino, presso il Ministero dell’Ambiente. Dopo innumerevoli e prestigiosi incarichi nel 2012 viene Nominato Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre.