DE FINIBUS TERRAE
QUI DOVE FINISCE LA TERRA E IL MARE INIZIA
A RACCONTARE LE SUE STORIE

Le Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae, dove la Puglia diventa Mediterraneo nasce un nuovo Parco Culturale, simbolo di confronto, accoglienza, condivisione e fraternità. MEMO lo andrà a visitare la prossima settimana e vi racconterà cosa significa “camminare” uno dei confini più belli del mondo. Il nostro mondo.

 

Il Parco Culturale Ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” è una fondazione di partecipazione, soggetto indipendente e autonomo sul piano politico, organizzativo e finanziario, con carattere e strutture democratiche, promosso dalla Diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca.

La scelta del nome proviene dalla millenaria presenza della Basilica Santuario di Santa Maria di Leuca, sulla punta estrema della Puglia, dell’Italia e dell’Europa, luogo di culto e di pellegrinaggio profondamente immerso nel Mediterraneo, crocevia di popoli che promuove il confronto interculturale e il dialogo interreligioso, senza confini e senza barriere.

 Con il Parco Culturale Ecclesiale, una terra da sempre considerata de finibus terrae, un confine invalicabile, ora sente il brivido di poter diventare ponte, e avverte la chiamata a vivere la sua bellezza come “volto rivolto nel Mediterraneo”, per additare a tutti coloro che percorrono le sue strade una forma di vita meravigliosa, fatta di incontri, di confronti, di accoglienza, di condivisione e di fraternità.

 

IL SANTUARIO “DE FINIBUS TERRAE”

La Basilica – Santuario di Santa Maria “De Finibus Terrae” si erge sul promontorio di Santa Maria di Leuca, quasi a protezione di tutto il magnifico territorio che la circonda. Il nome di “Leuca” fu dato dai naviganti Greci che la descrivevano come Leucos, la “bianca terra”, piena di luce e rischiarata da un sole che crea dei colori straordinari sul mare e nella macchia fra gli ulivi secolari. I Romani, insediatisi più tardi e a lungo sul territorio, la denominarono De Finibus Terrae, per indicare in modo particolare come fosse un territorio situato “ai confini della terra” da loro occupata.

Il Santuario affonda le sue radici ai primordi del cristianesimo. Esso sorge là dove anticamente esisteva un tempio dedicato alla dea Minerva, anche se ogni notizia sulle origini è stata smarrita a seguito delle varie distruzioni che si succedettero nelle epoche successive. La tradizione vuole che proprio qui sia sbarcato San Pietro, proveniente dall’Oriente per recarsi a Roma. Una tradizione avvalorata da molteplici testimonianze: chiese, lapidi, cappelle votive e croci disseminate lungo i percorsi che da Leuca risalgono la penisola salentina.

La chiesa risale al XVI sec., periodo in cui, dopo l’ultima devastazione, fu nascosto l’edificio sacro proprio per non renderlo visibile dal mare e preservarlo dalle numerose incursioni e fu ampliato arricchito verso il XVII sec. dall’altare principale insieme ai locali attigui che completano la piazza.

È antica la devozione alla Madonna di Leuca, oggi pregata anche come “Madonna delle frontiere”, per la posizione all’estremo lembo del Salento, della Puglia e dell’Italia – ma vogliamo pensare anche dell’Europa protesa nel Mediterraneo – laddove Maria allarga le braccia per accogliere chi arriva o parte sia dall’Oriente che dall’Occidente, per infrangere ogni barriera e accogliere il mondo intero come unico popolo di Dio.

E’ bello considerare questo luogo il “finisterre” dell’Europa che guarda ad Oriente e, in particolare, verso la Terra Santa: un crocevia millenario di culture, di identità e di tradizioni, oggi rinnovato centro di dialogo interculturale e interreligioso, grazie allo sviluppo del Parco Culturale Ecclesiale sostenuto da S.E. mons. Vito Angiuli, Vescovo di Ugento – Santa Maria di Leuca, mirato a valorizzare questi immensi patrimoni materiali e immateriali attraverso i “Cammini di Leuca”.

 

IL PARCO CULTURALE ECCLESIALE

Un Parco Culturale Ecclesiale è un sistema territoriale che promuove, recupera e valorizza, attraverso una strategia coordinata e integrata, il patrimonio liturgico, storico, artistico, architettonico, museale, ricettivo e ricreativo di proprietà ecclesiastica.

È un sistema che intende farsi capace di mettere in relazione comunità parrocchiali, monasteri, santuari, aggregazioni laicali, come le Confraternite, ricche di tradizioni (culto, devozioni, feste) e custodi di opere e segni nati dalla fede del popolo.

Ed è un tessuto connettivo in grado di valorizzare spazi aggregativi e ricettivi, antiche vie di pellegrinaggio, iniziative culturali tra le più diverse, tradizioni radicate nella cultura e nella religiosità popolare.

Una rete ecclesiale che nasce per entrare in rapporto con altre reti – istituzionali e private – rispondendo così anche a esigenze complementari della fruizione culturale, turistica e del tempo libero, ponendo in relazione soggetti diversi ma interessati a dare un volto nuovo all’accoglienza di viaggiatori, viandanti e pellegrini, non proponendo vacanze ma producendo cultura e itinerari di senso.

 

LA FONDAZIONE DI PARTECIPAZIONE

Qui, nel Salento, il Parco ha assunto la forma giuridica di Fondazione di partecipazione.

Una struttura aperta a tutte le forze attive della società civile che intendono collaborare per realizzare opportunità di sviluppo culturale, sociale ed economico sostenibile per il territorio, attraverso la generazione di nuove economie di indotto e l’offerta di concrete opportunità di formazione e occupazione.

Il Parco attiva forme di dialogo strutturato con altre istituzioni e soggetti del territorio, a iniziare dai Comuni e dalle loro forme associative. Con altre Fondazioni, con Istituti e Gruppi di Azione Locale, con realtà non profit, con il tessuto produttivo e con gli operatori dell’accoglienza e dell’ospitalità.

Partecipare alla Fondazione è un’opportunità in più per le realtà minori e marginali, per le quali è spesso eccessivamente oneroso e problematico trovare forze e risorse per avviare progetti autonomi.

 

OBIETTIVI E MISSIONE

pianificare una politica di sviluppo a lungo termine e di ampio respiro, in sintonia con le politiche regionali, nazionali e comunitarie, integrando i vari temi trasversali alle attività culturali, sportive, turistiche, ambientali ed economiche, tutelando gli interessi collettivi e diffusi delle comunità locali;

rappresentare gli interessi dei Partecipanti che operano per il recupero, lo sviluppo sostenibile e la promozione dei patrimoni materiali e immateriali del Salento e della Puglia;

studiare e monitorare i tracciati e i siti dei Cammini di Leuca e di altri itinerari storici, religiosi, culturali e di pregio ambientale e paesaggistico, favorendo l’integrazione con percorsi europei, che consentano di valorizzare il territorio attraverso forme di mobilità lenta, a piedi e in bicicletta;

favorire la qualificazione e la diversificazione delle attività ricettive, della ristorazione e dei servizi turistici, promuovendo lo sviluppo di un sistema integrato di informazione, accoglienza e ospitalità;

promuovere la fruibilità di beni culturali, aree archeologiche, musei, ecomusei e altri patrimoni immobiliari, anche di terzi.

 

La strategia del Parco Culturale Ecclesiale prevede la gestione di una rete di punti informativi a servizio dei flussi turistici del Capo di Leuca, con particolare riferimento ai segmenti devozionali e culturali, che trovano la loro massima espressione verso il Santuario di Santa Maria di Leuca – De Finibus Terrae.

La Basilica Santuario è infatti da secoli punto di riferimento di pellegrinaggi, per promuovere i quali, il Parco sta attivando un partenariato internazionale e disegnando azioni locali volte a valorizzare le tre principali direttrici storiche (Via Sallentina, via Traiana Calabra e Via Leucadense).

A tal fine ha registrato il Marchio collettivo territoriale “Cammini di Leuca” presso l’Ufficio Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico, per realizzare una rete integrata di servizi di informazione, accoglienza, ospitalità e fruizione del patrimonio culturale.

 

http://www.camminidileuca.it/parco-culturale-ecclesiale/