Filippo Lubrano e del saper viaggiare in città
con le solite scarpe di sempre

Filippo Lubrano è uno scrittore, un viaggiatore, un dirigente d’azienda, un tipo maledettamente curioso ma soprattutto, direbbe lui, è un poeta “mitilante” che è una sorta di inesplorata categoria del pensiero in versi che sta invadendo piazze, palcoscenici e account.  Di sicuro con le  sue “Indicazioni per un Viaggiatore Urbano” tratto dalle Poesie per Aeroporti e Stazioni inizia a collaborare con MEMO.

 

di Filippo Lubrano

Per prima cosa, visita sempre il mercato delle merci fresche.

Al mattino, compra una copia di un giornale locale, anche se non conosci la lingua.

Vai a letto molto presto o molto tardi la prima sera in maniera da allinearti col fuso sin da subito.

Se sei già stato in questa città, torna in almeno 3 dei posti che avevi visitato la prima volta, per documentarne i cambiamenti.

Ricorda cos’avevi fatto, con chi eri. Chi eri.

Non dire mai ‘ma guarda cos’hanno fatto qui, era così bello prima’.

Impara alcune parole locali: saluti, ringraziamenti, destra, sinistra, avanti, acqua, il nome di alcuni piatti

Fermati sempre a guardare lo spettacolo delle persone che si muovono, che mangiano, che comprano, che credono.

Se hai poco tempo, elimina per primi i musei

Fai sempre molte foto

Non essere spesso il soggetto delle foto

Specialmente se sei da solo

Se non ti viene da sorridere nelle foto, non farlo.

Compra le parole di un autore locale, sottoforma di romanzi, saggi, o poesie.

Spostati con gli autobus, in metropolitana, con il bike sharing.

Non portarti nessun bene di prima necessità: comprali sul posto.

Mangia tutto quello che ti viene proposto: a livello molecolare, è l’unico modo per far entrare la cultura locale nel tuo corpo.

Se sei avvicinato da persone sgradite, fai sempre finta di stare andando a casa di qualche amico locale.

Che lavora in un ente governativo.

Preferisci sempre le case private alle sistemazioni in hotel

Se non stai in hotel, scegline uno bello, entra nella hall con passo deciso, senza guardarti intorno nei primi 10 metri, e usufruisci dei servizi locali: piscina, bagni, palestra.

Tagliati i capelli da un barbiere locale.

Autoinvitati a qualsiasi festa: matrimoni, compleanni, battesimi, feste di lavoro e/o religiose.

Dai sempre la precedenza alle persone.

Non fare cose che ti sembrerebbero pericolose a casa tua: le sono anche qui, probabilmente.

Osserva.

Porta sempre doni dall’alto valore simbolico, e dal basso ingombro.

Allaccia sempre le cinture.

Compra i souvenir al supermercato

Non acquistare mai nulla in aeroporto

Se hai la fortuna che qualcuno aspetti il tuo ritorno, chiamalo spesso.

Per il resto, taci. Molto.

Memorizza alcuni punti focali della città: un monumento, un ristorante, la piazza dove vi siete baciati la prima volta. Associali a punti cardinali.

Perditi solo quando vuoi che succeda.

Non comprare oggetti che non userai a casa, o che sono stati fabbricati in maniera immorale.

Prova a giocare a un passatempo locale, con persone del posto: perderai a badminton, imparerai a palleggiare con una palla di stracci.

Usa i social network con moderazione, e solo per documentare situazioni che credi possano offrire spunti di riflessione diversi.

Parla tanto ai tassisti, anche se non capiscono la tua lingua.

Non innamorarti mai di persone che sai che sarà difficile rivedere.

Quando lasci una camera controlla sempre di non aver lasciato nulla nell’armadio, nella cassetta di sicurezza, in bagno.

Non sai quanto sia facile dimenticarsi uno spazzolino,

la giacca che ti regalò tua madre

Il libro che stavi leggendo

La capacità di sorridere allo stesso modo di prima di metterti in viaggio

Quel paio di scarpe che mettevi sempre.