EHI, PIACE ANCHE A VOI RODIN?

EHI, PIACE ANCHE A VOI RODIN?

Fino al 3 giugno, il museo Santa Caterina di Treviso ospita “RODIN. Un grande scultore al tempo di Monet”, una mostra che fin dai tempi della sua promozione ha destato grande curiosità, fermento e una ricca dose di polemiche.

Il destino, verrebbe da dire, per un un’artista che ha cambiato per sempre il modo di fare scultura e che, in un’epoca dai dettami stilistici davvero rigidi, si lasciava andare ad uscite provocatorie e passionali, esattamente come, d’altra parte, era lui stesso: Dove ho capito la scultura? Nei boschi, guardando gli alberi; per le strade, osservando la vita delle nuvole; nell’atelier studiando il modello; ovunque, eccetto che nelle scuole!

Vi ricordate? Era ottobre, quando l’algoritmo “mietitore” di Facebok colpiva “Il bacio”, che veniva accomunata ad un’immagine pornografica qualsiasi e censurata.La nota recapitata dal social a Linea d’Ombra spiegava: “Mostra eccessivamente il corpo o presenta contenuti allusivi”, aggiungendo anche un consiglio: “utilizzare contenuti che si concentrano sul prodotto o servizio, evitando allusioni di natura sessuale”! Fortunatamente l’equivoco veniva chiarito in pochi giorni e da tentativo di censura la vicenda si trasformava in eccezionale promozione.

La mostra espone ben cinquanta sculture e venticinque disegni dell’artista, che il museo parigino omonimo ha deciso di cedere temporaneamente a Treviso per questa iniziativa, l’unica italiana e l’ultima mondiale dedicata alla celebrazione del centenario della morte. Non è un caso nemmeno la scelta della città. Come mai proprio Treviso? Perché questa fu la città dello scultore italiano Arturo Martini, uno dei giganti del Novecento, il quale fu sempre ispirato dal maestro d’Oltralpe.

Noi di MEMO vogliamo regalarvi venti spunti per capire meglio l’arte di Auguste Rodin.

1) La sua non fu la classica formazione accademica. Lasciò la Petite Ècole, dove studiò disegno e pittura, nel 1857. Gli insegnanti non lo amavano affatto, preferendogli i giovani esponenti del Neoclassicismo.

2) Si considerò sempre un artigiano prima che un artista: ““Sono un operaio che si compiace delle occupazioni più vili. Queste mani rudi che vedete lavorare il blocco di marmo, impastano il gesso. Dell’epoca in cui ero apprendista ho conservato le abitudini di muratore. Sono come gli artisti del Rinascimento: erano degli artigiani e non dei gentiluomini”.

3) Nel 1862, in un periodo di forte scoraggiamento per il suo lavoro, abbandonò l’arte e si unì a un ordine religioso cattolico, la Congregazione del Santissimo Sacramento. Se il fondatore non si fosse accorto del suo grande talento, spingendolo a tornare in bottega, forse a quest’ora potremmo non avere i suoi capolavori!

4) Per tutta la vita, tra alti e bassi, visse insieme ad una sarta, dalla quale nacque anche un figlio. Ciò non gli impedì di allacciare più relazioni, soprattutto una molto travagliata con la giovane allieva Camille Claudel, a sua volta talentuosa scultrice. La frequentazione si interruppe in maniera burrascosa.

5) La sua maggiore ispirazione proveniva dal Rinascimento italiano, soprattutto Michelangelo. Da una statua di quest’ultimo si dice sia tratta l’ispirazione per il suo primo lavoro importante, il nudo d’uomo dell’Età del Bronzo.

6) Proprio durante la lavorazione dell’Età del bronzo, si rese conto che la sua formazione scultorea non era completa. Abbandonò improvvisamente il lavoro e intraprese un lungo viaggio in Italia, dove poté meglio approfondire la sua passione per la scultura del Rinascimento.

7) Era solito alzarsi all’alba e lavorare quasi quindici ore al giorno. La sua bottega era organizzata esattamente come quella rinascimentale, dove ogni operaio aveva un compito ben preciso e il maestro dirigeva il lavoro di tutti.

8) Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Rodin fu rifiutato tre volte all’Ėcole des Beaux-Arts. Per molto tempo fu ampiamente incompreso.

9) Quando presentò l’Età del Bronzo, nel 1877, molte furono le critiche e le calunnie particolarmente infamanti. L’opera, infatti, era talmente realista che in molti credettero avesse fatto il calco direttamente sul corpo del modello e non a mano libera. Soltanto nel 1880 l’opera fu acquistata da parte dello Stato e le voci messe a tacere. Da questo momento, iniziò ad avere importanti incarichi.

10) Gli venne commissionata una gigantesca porta bronzea, destinata al museo delle arti decorative, che s’intendeva costruire a Parigi. La dedicò interamente alla Cantica dell’Inferno e, per realizzarla, venne pagato ben 8000 franchi! La Divina Commedia fu una delle maggiori influenze artistiche.

11) Una delle opere originariamente contenuta nella Porta, e poi esposta come singola, è Il Bacio. Quasi nessuno sa che i due amanti sono proprio i Paolo e Francesca del V canto dell’Inferno, colti esattamente nel momento clou del canto: “la bocca mi basciò tutto tremante”. Dante racconta che i due si innamorarono leggendo della passione illegittima tra Lancillotto e Ginevra e che, scoperta la loro relazione, vennero uccisi da Gianciotto Malatesta, signore di Pesaro e rispettivamente marito di Francesca e fratello di Paolo. “Caina (la selva infernale dove sono puniti gli assassini dei parenti) attende chi a vita ci spense”.

12)Un’altra opera della Porta dell’Inferno, quindi ancora di ispirazione dantesca, è Il pensatore. All’inizio doveva raffigurare un Dante vestito in abiti medievali e nell’atto di giudicare i dannati, poi divenne un nudo seduto su una roccia al centro della porta: un demiurgo pensoso che osserva la sua creazione.

13) Nel 1884 la città di Calais gli commissionò un monumento per celebrare un eroe locale del XIV secolo, Eustache de Saint-Pierre. La storia racconta che nel 1347 egli si offrì in ostaggio al re Edoardo III d’Inghilterra, per porre termine all’assedio posto alla città, insieme ad altri cinque cittadini: Jean d’Aire, Pierre e Jacques de Wissant, Andrieu d’Andres e Jean de Fiennes. A tutti fu risparmiata infine la vita per il coraggio dimostrato. Riguardo all’opera disse: «Non li ho raggruppati in un’apoteosi trionfante: una simile glorificazione del loro eroismo non avrebbe corrisposto a nulla di reale. Al contrario, li ho come sgranati uno dietro gli altri, perché, nell’indecisione dell’ultima lotta interiore tra la devozione alla propria città e la paura della morte, ognuno di loro è come isolato di fronte alla sua coscienza. Si chiedono se avranno la forza di compiere il sacrificio supremo […]. Il loro animo li spinge avanti e i piedi si rifiutano di camminare. Si trascinano penosamente.» Anche qua il realismo la fa da padrone e, nonostante il dissenso dei committenti, “I borghesi di Calais” è una delle sue opere più famose!

14) In polemica continua con lo spirito di casta del Salon della Société des artistes français, Rodin ed altri artisti ruppero con la tradizione e, destando un certo scandalo, dettero vita alla Société nationale des Beaux-Arts. Nel 1893 divenne addirittura sia presidente che vice-presidente della “sezione scultura”!

15) Approfittò della grande Esposizione Universale, a Parigi dal 14 aprile al 10 novembre 1900, per farsi assegnare uno spazio personale, che finalmente inaugurò il primo giugno con la presenza del ministro dell’istruzione pubblica e delle Belle Arti e che conteneva anche le sue opere maggiori. Qui espose per la prima volta la Porta dell’Inferno per intero e una serie di lavori nuovi e soprattutto innovativi: sono i primi in cui emerge il concetto del “non finito”, aspetto peculiare delle sue opere, per il quale le forme, seppure stilizzate all’ennesima potenza, esprimono al più alto grado la passione, la vita e la sua bellezza intrinseca.

16) Aveva una grande passione per il materiale del gesso, che infatti permetteva continui cambiamenti di forma anche in corso d’opera. Egli, infatti, amava cambiare idea e modificare continuamente le sue creazioni, spesso scontentando i clienti.

17) Nel 1891 la Société des Gens de Lettres gli commissionò un monumento pubblico raffigurante Honoré de Balzac, morto da ormai quarant’anni. In quel momento il presidente della società era niente meno che il famosissimo Émile Zola.  Si racconta che quest’opera venne consegnata ai committenti con ben cinque anni di ritardo, ma d’altra parte egli era famoso per essere un’artista che non consegnava mai puntuale!

18) Auguste Rodin è sicuramente uno degli artisti più amati della sua generazione, apprezzato sia da persone comuni che da grandi artisti. Lo testimonia anche un curioso quadro di Munch del 1907, nel quale è dipinto Il pensatore, in quel momento nel giardino del dottor Linde a Lubecca.

19) Iris, messaggera degli dei, realizzata nel 1891 ed esposta per molto tempo con il titolo di Figura femminile a gambe divaricate, fu venduta all’asta per ben 16 milioni di dollari. In precedenza, era appartenuta alla collezione privata di Sylvester Stallone!

20) In quanti sanno che Il Pensatore è addirittura diventata un’action figure?
Il costo della statuetta, prodotta da un’azienda giapponese, si aggira intorno ai 50 euro.