LUCA ONORATO
La geografia per guardare “oltre”

Luca Onorato

Anche quest’anno MEMO Grandi Magazzini Culturali è media partner del Festival delle Geografie, che si svolgerà il 6, 7 e 8 aprile a Levanto e in molti altri luoghi tra la Liguria e la Toscana (Genova, La Spezia Carrara). Abbiamo chiesto ai relatori del Festival di rispondere alle domande del nostro questionario geografico #iosonogeografia.
Ecco le risposte del presidente del biologo marino, meteorologo e climatologo Luca Onorato.

1. La sua personale definizione di geografia, ovvero a cosa serve studiarla e capirla?
La geografia raccoglie con le sue mappe i confini della costa, dei monti e dei paesi, ci permette di ampliare la nostra limitata visione e di elevare le nostre conoscenze. La geografia può analizzare i confini del cielo e del mare, anche attraverso la forma delle nubi e il movimento invisibile del vento, delle onde e delle correnti nel fondale marino. Studiare la geografia può volere dire studiare anche il fondo al mare, una terra dove ci sono montagne e pianure sommerse che non sono facilmente visibili a tutti.

2. Cosa vorrebbe scoprire del mondo che la circonda?
Vorrei una visione più ampia e variegata che mi permetta di spaziare oltre i confini geografici e temporali …

3. I cinque luoghi che raccontano i suoi ricordi più segreti.
Lo spettacolare panorama del parco naturale dell’Alpe Devero (Piemonte), il profondo orrido di Sant’Anna (Cannobio) sul Lago Maggiore, la gola profonda della Grotta del Diavolo (Bonassola) con i sui passaggi subacquei che da piccolo mi avevano messo a dura prova, le rocce spettacolari di Punta Chiappa (Camogli – Parco di Portofino) che ricordano la costa della lontana Grecia e il rilassante paesino di Tollare a Capo Corso.

4. L’ultimo viaggio che ha fatto e quello che vorrebbe fare.
L’ultimo viaggio tra i fari e le coste e i parchi della Coruña, in Galizia nella spettacolare Spagna del Nord che in tempi passati rappresentava per i naviganti il limite estremo del mondo conosciuto nella penisola di Finisterre, prima di inoltrarsi nell’infinito e tempestoso oceano (verso la fine del mondo!). Il prossimo viaggio potrebbe essere la scoperta del delta del Po, una zona salmastra di confine tra mare e terra, ricca di storia e di natura; ma da questo lembo di terra mi piacerebbe attraversare l’Adriatico e ritornare verso gli spettacolari parchi della Croazia e Slovenia che permettono di vivere e comprendere meglio il ciclo dell’acqua e della natura.

5. Il suo luogo ideale dove pensare, amare, immaginare il futuro, ascoltare la sua musica, leggere.
Mi vedo al sole su un terrazzo e una casa posta su una roccia, sporgente sul mare o su un lago con un porticciolo sottostante che mi permetta anche di salpare e esplorare nuovi lidi.

6. Il più bel viaggio che ha visto in un film e che ha letto in un libro.
È più nei libri che ho intrapreso un viaggio. Parlo dei libri di Rumiz autore del romanzo “La Cotogna di Istanbul” e di Björn Larsson che ha scritto “Il Cerchio Celtico”, opere che mi hanno portato non solo verso viaggi affascinati e avventurosi ma anche storici. in due parti geografiche del continente europeo quasi opposte. La Cotogna di Istanbul rappresenta un viaggio che sembra abbracciare l’infinito dilatandosi nel tempo, mentre Il Cerchio Celtico mi porta attraverso un insolito thriller marinaro, ambientato negli anni novanta, nel Nord del continente tra burrasche scatenate e onde tempestose, attraverso inseguimenti e fughe legati a traversate epiche (tra la Danimarca la Scozia). Un film che mi fa tornare alla giovinezza è rappresentato da “2001: Odissea nello spazio”, un viaggio attraverso la nascita e gli albori dell’uomo, partendo da quando era ancora ancora una scimmia. Una pellicola che fa
riflettere sul rapporto civiltà/tecnologia, nonché sul destino dell’umanità.

7. Qual è in questo momento il posto che potremmo definire il “centro del mondo”?
Nella mia visione quasi ogni località a suo modo si può posizionare al centro dell’universo se c’è una traccia del mondo vegetale o animale e dei cicli naturali.

8. Se pensa a una nuova mappa utile a muoversi in maniera più consapevole, a cosa pensa?
Una mappa in cui ci siano sentieri, piste ciclabili e luoghi non facilmente raggiungibili, senza percorsi predeterminati.

9. Cosa attira la sua attenzione quando visita per la prima volta un luogo dove non è mai stato?
Cerco di capire come vivono le persone sul territorio, qual è il loro orientamento e la loro visione, per osservare e comprendere meglio anche il loro carattere e il comportamento, le dinamiche sociali.

10. Anche le parole sono geografia. Elogio della parola più importante, citazione della parola più odiata.
La più importante è “viaggio” con tappe, esplorazioni e imprevisti, per conoscere, accettarsi e tornare a vivere, più forte di prima. Le parole più odiate sono “immobilità” e “chiusura”.

 

Luca Onorato è biologo marino, meteorologo e ora climatologo presso ARPAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure) dal 2000. È stato previsore meteo marino svolgendo supporto per traversate marine e surf contest; ha scritto con Alessandro Benedetti e Stefano Gallino il libro “Wave Watching – Lo spettacolo delle mareggiate in Liguria” (ed. Hoepli, 2011, con una nuova edizione nel 2016), collaborando con importanti riviste in ambito meteo marino e sportivo.

Si occupa di meteo, clima e dei cambiamenti climatici, monitorandoli e divulgandoli sia attraverso la pubblicazione di diverse rubriche settimanali, mensili e stagionali sul sito di ARPAL, sia attraverso l’utilizzo della fotografia; questa tecnica rappresenta un efficace quanto spettacolare mezzo per documentare gli impatti dei cambiamenti climatici in atto, per comprendere meglio il futuro e le possibilità di mitigazione e adattamento.