I beni confiscati alla mafia
che diventano beni di tutti

Diamo i numeri. Sono 12.480 i beni sottratti alla mafia e restituiti alla collettività. Lo dicono i dati dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), aggiornati a inizio luglio 2017. Il patrimonio è costituito da 11.604 immobili e 876 imprese. A queste cifre si aggiungono altre 130 mila unità, di cui circa 17 mila classificate come sequestrate, 52.010 come confiscate e 23.692 beni destinabili, ovvero confiscati con sentenza definitiva ma che sono ancora in attesa di destinazione. Un patrimonio enorme, diffuso su tutto il territorio nazionale.

Si può fare un Festival dedicato ai beni confiscati alle mafie? Si deve fare e a Milano è giunto alla sesta edizione organizzato dall’Assessorato alle Politiche sociali.

Il Festival è nato nel 2012 con lo scopo di sensibilizzare i cittadini sulle azioni di contrasto alle mafie in Lombardia. E quale mezzo era più indicato se non quello di aprire questi luoghi, di diversa ampiezza e ubicazione, al pubblico e alla Cultura? Incontri, dibattiti, mostre, proiezioni di film e documentari, ma anche presentazione di libri, lezioni per le scuole superiori e laboratori per i più piccoli. Perché, si sa, quello della legalità è un valore che si incamera piano piano, fin dall’infanzia.

Anche quest’anno hanno dato il loro contributo scrittori, magistrati e politici che hanno combattuto o combattono la mafia ogni giorno.

In apertura del Festival una conferenza sul caso Mormile, ricordate il giovane educatore del carcere di Opera, ucciso in circostanze poco chiare e di cui si è auspicata proprio in questi giorni la riapertura delle indagini? E’ intervenuto Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, con Stefano Mormile, fratello del giovane.

Nei giorni successivi ci sono state lezioni per le scuole secondarie a cura della Scuola di Formazione Antonino Caponnetto con la partecipazione del presidente dell’ANPI Carlo Smuraglia.

Tra gli altri, hanno poi avuto un luogo un dibattito sui diritti e doveri della nostra Costituzione e una lezione, ancora per gli studenti delle scuole, sulla ‘ndrangheta, a cura dello scrittore Gioacchino Criaco e basata sul libro “L’agenda ritrovata”. Il libro è stato scritto da Criaco e altri autori, tra cui Carlo Lucarelli, rielaborando il nucleo dell’impegno di Paolo Borsellino e gli interrogativi ancora aperti a venticinque anni dalla strage di via D’Amelio.

Ancora, presentazioni e letture teatrali per bambini, e varie iniziative sportive, tra cui un torneo di rugby e una conferenza sulla legalità dal titolo: “L’allenamento alla legalità attraverso le regole dello sport”.

Proiezioni di film, come “Nato a Casal di Principe”, sulla storia di un giovane attore emigrato a Roma che torna nella sua città natale per cercare la verità sul fratello rapito dalla camorra, e spettacoli teatrali, come “LA FORZA DI UN NO”, che racconta la storia di Giorgio Ambrosoli.

Si è discusso, ancora, sulla grande scommessa per Milano della riapertura dei luoghi confiscati, con il sindaco Beppe Sala, il giornalista Nando dalla Chiesa e l’assessore alle Politiche sociali, Saluti e Diritti della città Majorino, e, infine, non ci si è dimenticati di dare uno sguardo sulla criminalità al di fuori di quella italiana ma ad essa collegata, con il dibattito “Libera le tesi – L’Africa non raccontata: criminalità organizzata e traffico di armi”.