Il Vangelo dei Pink Floyd
secondo Roger Waters

: Roger Waters fan page - David Peris https://www.facebook.com/rogerwaters/

Giovanni Franchini, che MEMO lo ha visto nascere, ci racconta una religione tutta da ascoltare che non pone limiti alla provvidenza. Ha fondato Around Family (se avete dei bambini e volete andare in vacanza seguite i suoi consigli) ma in questo pezzo (bellissimo) torna ad essere un fedele e instancabile seguace di una leggenda della musica. Lui è Roger Waters. Loro sono i Pink Floyd. Tutto il resto è leggenda.

di Giovanni Franchini

I due o tre che mi leggono dovranno perdonarmi se in questi giorni sarò un po’ monotematico, ma c’è Roger Waters in giro in Italia a suonare capolavori immensi e per me è come per un fervente cattolico se ci fosse Gesù a girare nel suo quartiere.

Ogni volta che leggo un articolo o un post di chi è stato a uno dei concerti, prendo le cuffie e mi ascolto sette o otto album dei Floyd in sequenza, come stamattina quando al primo post letto sul gruppo “Pink Floyd News” non ho più smesso di ascoltare Animals in tutte le versioni, studio, bootleg, Bbc Session, demo, live dal 75 quando Dogs si chiamava ancora “You gotta be crazy” eccetera.

Prima ho postato Dogs sulla mia bacheca di facebook  e subito sono arrivati dei discepoli a citare i Sacri Versi, come quando sei in chiesa senti leggere le lettere degli apostoli.

Ragionavo quindi sul fatto che per me, per noi floydiani i Pink sono una chiesa, una chiesa vera, fatta di spiritualità, di devozione, assolutamente avulsi da qualsiasi altra forma e modo di seguire un artista. Nel mio caso, nel nostro caso, siamo alla Pura Comunione di anime, di spirito, di trascendenza dall’umano al divino.

Mentre leggo le recensioni di questi giorni, riconosco e distinguo i miei fratelli floydiani dai comuni giornalisti o semplici spettatori: quando leggo parole che escono dal cuore, e immagino, anzi avverto, le lacrime agli occhi di chi le ha scritte, ho la conferma che sono al cospetto di un FF, Fratello Floydiano e il mio cuore si rallegra nel sapere che la Chiesa è viva, in lui quanto lo è in me, perché provavo, ho provato e proverò le stesse sensazioni, esattamente scritte come io le avrei scritte: “Signore e signori, tutti in piedi a celebrare l’Avvento del Signore delle Apocalissi. Sopra di voi sta calando uno schermo enorme che riprende le ciminiere di Animals. Nel mezzo, il solito siparietto a tavola con le maschere da cani. Quanto genio che c’era in Animals, Dio santo”.

Oppure su Pigs (Three Different Ones): “Il punto più alto del concerto. Il punto più alto della vita. Il punto più alto di tutto. Non ci si crede. Non esiste. Non è possibile. Preghiamo”.

Noi floydiani preghiamo perché siamo una chiesa. Abbiamo superato singolarmente le migliaia di ascolti per ogni album e in attesa di partecipare ad una messa, ci raccogliamo in preghiera per riascoltarli.

Partecipiamo ad ogni singolo evento dei Nostri perché i Nostri sono nostri fratelli e quando non ci sono eventi, viviamo nell’attesa che ci siano.

Quando ci incontriamo, recitiamo i versi come i fedeli recitano i salmi: “Together we stand, divided we fall”. Ci cerchiamo con “Hello, is there anybody in there?” e piangiamo assieme sull’assolo, anzi l’Assolo di Dave Gilmour in Comfortably numb.

E quando andiamo via, ci salutiamo con “Shine on!”.

Siamo come James Brown nei Blues Brothers quando introduce la canzone-preghiera con un sermone: “Questa mattina al risveglio, ho sentito uno strano rumore!”. Ma lì partiva un sermome sulle anime perse.

Noi, invece, non ci siamo persi e ogni volta ci ritroviamo.

Nel nostro caso il sermone comincerebbe così: “Questa mattina al risveglio, ho sentito Richard Write annunciare la Genesi” (con le note primordiali all’inizio della meravigliosa “Echoes”), “Questa mattina, al risveglio ho sentito Waters gridare: “Hey teacher, leave the kids alone!”. “Questa mattina, al risveglio, ho sentito le Quattro Note annunciare il Diamante pazzo in Shine on You Crazy Diamond!”.

Questa mattina, su You Tube, ho visto il video del concerto di ieri: Pigs, ah pigs, ah ah, charade you are!

Preghiamo.