se non vai a vincomics
non saprai mai nulla
di vino e fumetti

Dal 19 al 21 ottobre, grazie alla collaborazione con SAPORI VERTICALI, il borgo di Levanto (in provincia della Spezia) ospiterà la prima edizione di VINCOMICS – STORIE FATTE DI VINO, una manifestazione che unisce culturalmente e giocosamente vino e fumetto. Per tutto il weekend il centro storico sarà animato da incontri con grandi firme del fumetto e sommelier, conferenze, mostre e degustazioni che avranno come tema portante il rapporto tra il vino e la Nona Arte. Ci saranno vini pregiati e fumettisti pregiatissimi, Paolo Bacilieri, Anna Brandoli, Daniele Caluri, Alfredo Castelli, Paolo De Lorenzi, Aldo Di Gennaro, Francesco D’Ippolito, Andrea Ferraris, Andrea Freccero, Joshua Held, Enrico Macchiavello, Riccardo Mannelli, Enzo Marciante, Ivo Milazzo, Franco Saudelli, Laura Scarpa, Silver, Angelo Stano, Silvia Ziche.

Abbiamo chiesto a Laura Scarpa, fumettista, saggista e direttrice della scuola di fumetto on line ComicOut ideatrice insieme a Giacomo Delbene di VinComics di raccontarci come nasce la sua passione per il mondo del fumetto e come si è sposata con il gusto del vino.

di Laura Scarpa

Nacqui nel 1957 a Venezia, a carnevale, e ci vissi i miei primi 20 anni, i miei secondi 20 li vissi a Milano, i terzi a Roma. Vorrei lavorare di meno (meno di 12 ore tutti i giorni), anche se mi piace e diverte. Cerco chi voglia investire in progetti con l’Associazione Culturale ComicOut e trovo autori nuovi e cose che andrebbero dette e fatte. Ci provo. Ogni giorno. E così è nato anche VinComics, che unisce la mia passione per il fumetto a quella per degustare sapori e scoprire vini, da condividere. Con Giacomo Delbene ci siamo incontrati alle fiere, io dietro lo stand editoriale, lui davanti, ma curioso e colto, e ci siamo scambiati idee e sogni che … sono qua.

Sono nata disegnatrice e autrice (anche dei testi) beati i tempi in cui facevo fumetti e illustrazioni solamente, mi verrebbe da dire… Era un anno molto lontano, finivano gli anni ’70, la crisi, c’erano le brigate rosse, in Francia les Humanoides rivoluzionavano il racconto disegnato, c’erano le riviste a fumetti e io iniziavo a fare i primi passi.
Dal fumetto poi son passata anche all’illustrazione per bambini (l’anima si biforcò un po’). Intanto diventava difficile fare fumetti e le riviste poco dopo avrebbero chiuso. Cominciai a insegnare alla Scuola di Milano, e da lì iniziai ad avere un’anima quasi triplicemente divisa.

Fui editor del «Corriere dei Piccoli», con Giorgio Pelizzari (sceneggiatore), e lì iniziò la mia vita quadrupla e definitivamente multipla. Sono autore di fumetti, illustratrice, editor, autore di articoli e creatrice di giochi e idee editoriali, insegnante.

Tornando agli inizi a formarmi è stato «il Corriere dei Piccoli», tra le tante riviste e giornaletti, perché, e lo si dice sempre troppo poco, faceva leggere cose per diverse età e ti portava avanti. Ma soprattutto perché vi pubblicavano i grandissimi (poi usciti su «Linus», in gran parte) del fumetto italiano: Pratt, Battaglia, Toppi e Nidasio! Ho avuto fortuna, sono cresciuta proprio in quel decennio in cui pubblicavano quei grandi e uscivano Valentina Mela Verde  e La Ballata del Mare Salato. Loro sono i miei due maestri. Con il fumetto di Hugo Pratt, che conobbi e mi fece un po’ da maestro capii che si poteva fare del fumetto nuovo.

Il fumetto fu cultura come non mai della metà anni 60, agli anni 80. Oggi ha ripreso quella direzione

Parlando di me e del fumetto oggi, come autrice sono uscita l’anno scorso in Francia con una raccolta di racconti, quest’anno è invece pubblicato da noi War Painters, Come l’arte salva dalla guerra, libro che racconta episodi (già usciti in inglese per «Aces Weekly») molto particolari della Prima Guerra Mondiale. Da 10 anni ho un blog disegnato, Caffè a colazione, che racconta il mio tempo e me stessa (mai in modo troppo privato). È molto seguito.

Come Associazione Culturale ComicOut ha la prima Scuola Online di Fumetto europea, e pubblichiamo saggi, manuali e graphic novel, ma il nostro scopo è far  capire il fumetto, studiarlo, apprezzarlo.

Con questo stesso scopo faremo le degustazioni a Vincomics, faremo degustare il vino, che non serve a ubriacarsi, ma a trarne piacere e a capire la storia e il lavoro che porta a quel bicchiere.

Così per il fumetto, leggere con un critico una tavola, farà degustare il lavoro dell’artista, e assaporare meglio i racconti disegnati.

Questo è anche lo scopo di incontri in cui grandi nomi, come Alfredo Castelli, racconteranno la storia della presenza enologica nelle strisce… e torneremo a Pratt… che amava i vini di qualità e dava agli astemi… dei caratteri tristi!

Sarà stato per quello che a 22 anni ho smesso di essere astemia e ho deciso che il vino da bere era solo quello di qualità, come il fumetto da leggere?