I fatti separati dalle opinioni diceva Lamberto Sechi.

Il giornalismo dei fatti e quello delle opinioni hanno sempre convissuto, più o meno. Poi c’erano, infilate da qualche parte, le Bustine di Minerva alla Umberto Eco. Ve le ricordate?  Spazi di assoluta libertà personale dove il compiacimento linguistico mescolava generi diversi, idee, interpretazioni e qualche deliziosa supercazzola. E poi lui era Umberto Eco. Dopo sarebbero arrivate tante Amache e tanti Caffè. Nello spazio di Massimo Gramellini sulla prima del Corriere, anni fa scriveva Francesco Alberoni.

Si tratta di spazi brevi, incisi, elzeviri, esercizi di buona scrittura. Devono colpire senza fare male, alzano la voce sussurrando, tirano un colpo al cerchio per uscire dal coro e uno alla botte per unirsi alle voci bianche del buonsenso. Difficile riuscirci ogni giorno. Ma c’è il mestiere che aiuta. E qualche volta ci sono le scivolate.

Ieri Gramellini ha scritto il suo Caffè tirando un colpo al cerchio: “Ha ragione chi pensa, dice o scrive che la giovane cooperante milanese rapita in Kenya da una banda di somali avrebbe potuto soddisfare le sue smanie d’altruismo in qualche mensa nostrana della Caritas, invece di andare a rischiare la pelle in un villaggio sperduto nel cuore della foresta”. Continuano i colpetti: “Ed è vero che la sua scelta avventata rischia di costare ai contribuenti italiani un corposo riscatto”. Colpetti sempre più lievi: “Ci sarà tempo dopo per fargli la ramanzina”. Poi quello alla botte: “Silvia Romano non ruba, non picchia, non spaccia. Non appartiene alla tribù dei lamentosi e tantomeno a quella degli sdraiati. La sua unica colpa è di essere entusiasta e sognatrice. A suo modo, voleva aiutarli a casa loro”. E conclude con mirabile cerchiobottismo: “Chi in queste ore sul web la chiama «frustrata», «oca giuliva» e «disturbata mentale» non sta insultando lei, ma il fantasma della propria giovinezza”. Oggi Gramellini “riscrive” il pezzo perché il web lo ha attaccato di impulso. Colpa di chi legge. Come sempre.

Caro Massimo, da collega a collega, troppi caffè fanno male. Non si scrive per rispettare un format o per riempire tre colonne di testo. Silvia Romano è stata rapita e deve solo tornare a casa. Questo è il fatto. Poi l’opinione. Silvia Romano è figlia dell’italia migliore che abbiamo. Dobbiamo solo inchinarci di fronte al suo coraggio.

E per tutti quelli che leggendoti hanno avuto anche solo un dubbio su di lei e la sua genuina volontà di custruire un mondo migliore, prendi carta e penna e senza tanti cerchiobottismi chiedi semplicemente “scusa”. Punto