La domanda è solo apparentemente semplice.

Perché oggi la politica di governo mente in maniera così esibita e spudorata?

Un caro amico mi ha chiesto cosa ci fosse di bugiardo nell’affermazione di Di Maio sulle sei milioni di schede magnetiche già in stampa per il reddito di cittadinanza.  Ho risposto che se fosse vero avrebbero prima dovuto fare una gara pubblica per affidare la stampa ad un fornitore. Ma ancora prima di una gara per la stampa della scheda magnetica ci dovrebbe essere una legge con tutti i dispositivi attuativi approvati che ne regolamenta l’esistenza e le modalità di utilizzo e che ancora prima del prima ci dovrebbe essere anche una necessaria copertura finanziaria nella legge di bilancio, copertura che tutti sappiamo (dalla Lettonia alla Danimarca) non esiste. Ma prima ancora dovremmo sapere a chi darlo questo benedetto reddito. Perché sempre Di Maio ha detto che nessuno potrà fare domanda perché chi saranno gli aventi diritto lo decideranno in autonomia i centri per l’impiego. Però prima vanno fatti funzionare i centri per l’impiego e serve una riforma. Ma anche la riforma è una legge che deve essere scritta, approvata, finanziata, attuata etc etc.

Il mio interlocutore mi blocca.
Quindi Di Maio l’ha solo buttata là…..

Si potrebbe riassumere così, rispondo. O ci ha notificato un reato (qualcuno stampa qualcosa che non sappiamo a cosa serve senza aver fatto una gara pubblica) oppure semplicemente mente sapendo di mentire. La risposta giusta è che mente e lo fa perché legge i sondaggi e ha bisogno di alimentare un consenso che sta sensibilmente e inesorabilmente calando.

Adesso capisco perché nessuno si fida di noi, mi dice il mio interlocutore.

Non è vero. Gli italiani si fidano di loro. Meglio credere ad una bugia invece di lavorare per la verità. Basta azzeccare la bugia giusta. È così che funziona oggi il consenso. E ti dico già adesso, amico mio, che per tutto quello che ti ho detto e per molti altri motivi non avremo nessun reddito di cittadinanza per nessuno, almeno per tutto il 2019. Come vedi stanno già iniziando a dirlo, a loro modo.

Spesso trovo elettori del M5S sui social. Di solito mi insultano. Oppure mi dicono #eallorailpd? Allora gli spiego con pazienza che io non sono il Pd e che la verità è un concetto semplice e molto poco astratto. Aggiungo che spesso l’analisi politica ha coinciso con la mia professione giornalistica. Ebbene si, non sono il Pd ma sono sicuramente una puttana pennivendola (cit.) con una deontologia professionale che mi impedisce di mentire. E di solito spariscono. Misteri di Rousseau.