Nuove strategie
per la fotografia in Italia

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Estratto dal rapporto Io sono Cultura 2018, realizzato in collaborazione con Fondazione Symbola e Fiorenza Pinna. Qui il rapporto integrale: http://www.symbola.net/html/article/iosonocultura2018

Nuove strategie per la fotografia in Italia[1]

La fotografia vive un momento di particolare affermazione che coinvolge il fotografico, nel senso più ampio possibile, a livello internazionale e nazionale. Si assiste a una crescente ubiquità del mezzo che si afferma sempre più come linguaggio del presente e del futuro; va registrandosi una crescente presenza della fotografia nei luoghi espositivi e un moltiplicarsi di spazi, offerte formative, fiere e festival. Si parla di “nuovo linguaggio” e di “nuovo ruolo” del fotografo che oggi più che mai è costretto a sciogliere il legame con l’editoria, si fa imprenditore di sé stesso, esplora e sperimenta nuove tecnologie, opportunità e interlocutori professionali.

Quest’ultimo anno è stato per l’Italia un anno di confronto e riconoscimento dell’ambito fotografico da parte delle istituzioni: dopo mesi di ricerche e incontri, il MiBACT rende finalmente pubblico il primo Piano strategico di sviluppo della fotografia, affermando, di fatto, la centralità del ruolo del mezzo nel patrimonio culturale nazionale.

A un anno dalle giornate romane degli Stati generali della fotografia arriva l’approvazione della Corte dei Conti sulla direttiva del ministro Franceschini per la valorizzazione della Fotografia italiana attraverso un Piano strategico di sviluppo della durata quinquennale (2018-2022) messo a punto dal MiBACT, con l’obiettivo di determinare nuove prospettive e opportunità per la fotografia italiana a livello nazionale e internazionale. Il Piano Strategico del Ministero si articola in tre linee di intervento: patrimonio, creazione contemporanea, educazione e formazione. Il primo obiettivo per il patrimonio è quello di censire le raccolte e gli archivi fotografici in Italia e di creare una collezione digitale nazionale. Per favorire la valorizzazione del patrimonio si intendono supportare progetti espositivi e commissioni attraverso bandi e campagne. Una grossa parte del piano punta, infine, sulle politiche educative e formative. In collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca, verranno messi in campo una serie di progetti pilota che partiranno già nei prossimi mesi per l’educazione all’immagine nelle scuole d’infanzia e dell’istruzione primaria, ed è stata annunciata la regolamentazione e realizzazione di corsi e master universitari specializzati.

Tra i primi successi dell’attività del Gabinetto Fotografico nazionale ci sono: la costituzione di un Censimento degli archivi (censimento.fotografia.italia.it), che raccoglie ad oggi 171 enti, 221 raccolte, 849 fondi; il censimento delle realtà (fotografia.italia.it), una mappatura degli eventi, dei luoghi espositivi, festival e manifestazioni, attività di formazione che operano sul territorio e le Passeggiate Fotografiche Romane, una tre giorni di appuntamenti gratuiti dedicati (mostre, incontri, visite guidate, archivi, laboratori e progetti inediti). Nasce anche il Sistema Festival: quattro festival di fotografia, tra i più importanti in Italia – Fotografia Europea di Reggio Emilia, PhotoLux di Lucca, Fotografia Etica di Lodi, e Cortona On The Move – si associano e creano sinergie a partire da quest’anno con una comunicazione condivisa e la creazione di un biglietto cumulativo di ingresso alle mostre.

Accanto alla valorizzazione e istituzionalizzazione delle forze nazionali e ad una forte spinta all’internazionalizzazione, l’ultimo anno è segnato da un fermento di eventi. Si moltiplicano i festival e si strutturano diversi modelli e identità all’interno di un panorama multiforme e differenziato. Oltre alla presenza di festival consolidati come Fotografia Europea a Reggio Emilia, che celebra il ’68 e dedica l’ultima edizione alle Rivoluzioni. Ribellioni, cambiamenti, utopie[2], si conferma il successo di festival di recente costituzione, come il milanese PhotoVogue, primo festival nato da una rivista, che presenta il meglio della fotografia di moda e riserva particolare attenzione ai talenti emergenti. In questa seconda edizione parte da un’istanza forte: l’essenza sempre intrinsecamente politica della moda. Rimanendo a Milano, alta è l’attesa di Milano Photo Week, che l’anno scorso ha animato la città con oltre 150 eventi, 100 istituzioni coinvolte e più di 10.000 visitatori. Nella vicina provincia, Fotografia Etica a Lodi, festival creato dal basso, diviene, senza abbandonare l’intento di raccontare storie e far riflettere, sempre più internazionale grazie allo spazio dato alla collaborazione con le ONG e al premio World Report Award. A Torino nasce Fo.To 2018, progetto pilota che trasformerà la città in un grande spazio espositivo collettivo per la fotografia. Ancora a Torino, CAMERA si conferma uno dei centri di interesse per una fotografia di alto livello e presenta nell’ultimo anno mostre varie, capaci di mantenere viva la riflessione sulle funzioni e il significato della fotografia. Da L’Italia di Magnum, a The many lifes of Erik Kessels, fino alla mostra Paparazzi. Bologna, invece, ha accolto una riuscitissima edizione della Biennale Foto/Industria, promossa dalla Fondazione MAST in collaborazione con il Comune, e diretta da François Hébel. Quattordici mostre sui temi del lavoro, dell’identità e dell’illusione. In mostra grandi autori: Rodčenko, Koudelka, Friedlander, Ruff solo per citarne alcuni, oltre che gli italiani Borzoni, Mimmo Jodice, Valsecchi. Dall’Emilia alla Toscana il passo è breve: Photolux Festival, diretto da Andrea Stefanelli, porta a Lucca il Mediterraneo, mentre continua a Cortona la straordinaria esperienza di Cortona on the Move curato da Arianna Rinaldo, riferimento importante per la capacità di fare sistema tra eccellenze fotografiche e territoriali. Dopo il Nord e il Centro, arriviamo al Sud, dove continuano le esperienze positive di Bitume e PhEst in Puglia e di Gazebook in Sicilia, dove si attende per il 2018 la nuova edizione di Gibellina Photoroad.

A fronte di un sistema Festival in rapida espansione, e pur considerando l’attività di spazi di riferimento quali CAMERA, MuFoCo, o MAST, sono ancora poche in Italia, rispetto alle tendenze internazionali, le istituzioni che riescono a dedicarsi solo alla fotografia.

Mentre una serie di esposizioni ha raccontato, da Torino a Roma, la storia della fotografia attraverso i 70 anni di attività di Magnum e i 100 anni di Leica, una serie di mostre sparse per l’Italia rivelano una nuova attenzione alle donne. È tutta al femminile DONNE Collezione Donata Pizzi, nata dalla partnership tra la Triennale di Milano e il MuFoCo, a cura di Raffaella Perna: fotografie e libri fotografici di circa cinquanta autrici, da Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, sino a Marina Ballo Charmet, Silvia Camporesi, Monica Carocci, Gea Casolaro, Alessandra Spranzi e molte altre. Il MAXXI dedica a Roma una personale a Letizia Battaglia, Per pura passione, in cui una meravigliosa installazione ricostruisce la ricerca dell’autrice dalle fotografie di mafia, ai provini, le riviste e i film. Sempre quest’anno la Battaglia ha inaugurato a Palermo, come direttrice, il nuovo Centro internazionale di fotografia ai Cantieri Culturali alla Zisa. Infine, la Triennale Milano porta per la prima volta in Italia Nan Goldin con The Ballad of Sexual Dependency, diario-testimonianza della sua vita, simbolo di una generazione e riferimento storico di un nuovo sguardo e un nuovo modo di fare fotografia.

Affiancano queste grandi realtà espositive una serie di piccoli centri indipendenti, realtà collettive, associazioni, piccole case editrici e centri di formazione, che in ogni angolo della Penisola, con grande sforzo e passione, costituiscono l’ambiente forse più vitale per la diffusione della cultura fotografica. Come più volte ricordato, se da una parte manca alla fotografia italiana un principio comune evidente, è proprio la varietà e la frammentazione la caratteristica peculiare e il valore di questo scenario tanto atipico quanto dinamico. Le librerie, le case editrici indipendenti e le realtà collettive e associative di ricerca, tra cui: Cesura, Jest , da Spazio Labò a F-project, MINIMUM, Meshroom, LOFT, Lab Bari, Lab Napoli, Magazzini fotografici, Planar, Sedici, Gluqbar, Fonderia 209 e via dicendo.

A livello di mercato è interessante notare come, anche se la fotografia costituisce solo circa il 5% dei ricavi di vendita nel settore delle fine art, negli ultimi anni si è rivelata un mercato in forte crescita in fiere e aste di settore[3]. In Italia, nonostante il potenziale evidente, solo Finarte ha battuto un catalogo di fotografia, il cui mercato resta trascurato nel nostro Paese. La Biennale di Venezia, in controtendenza, quest’anno dedica meno spazio alla fotografia con solo quattro padiglioni nazionali: Belgio, Ucraina, Australia e Taiwan. Pochi padiglioni nazionali e limitatissimo spazio nella mostra internazionale di Marcel. Artefiera sceglie per le edizioni 2017-2018 un cambio di strategia, il focus sulla fotografia è affidato ad Angela Vettese, con una visione maggiormente curatoriale e una selezione di stand ridotta, ma di alta qualità. Si conclude positivamente l’edizione 2018 di MIA Fair che ha segnato un nuovo lodevole risultato di pubblico, con oltre 25.000 visitatori, e di vendite, con più̀ dell’80% degli espositori che dichiara di avere concluso delle vendite.

La professione fotografica evolve tra identità storica e necessità di cambiamenti coraggiosi nella direzione di ampliamento di tecniche e schemi narrativi, per sviluppare nuove opportunità di mercato e pubblico. Risulta impellente l’esigenza di investire sulla formazione, disciplinare la certificazione professionale, la normativa e la fiscalità. Tra le strade maggiormente percorse dai fotografi troviamo l’insegnamento, il mercato dell’arte, le opportunità che vengono da bandi, residenze e premi indetti da enti pubblici e privati. Nell’ultimo anno ricordiamo: il bando MiBACT ABITARE, un nuovo progetto di committenza pubblica che affida a 7 giovani fotografi l’incarico per la realizzazione di opere inedite sul tema dell’abitare; Got the Picture promosso dalla GNAM per giovani artisti e videomaker; la Residenza Sandra Natali del MAMBO a Bologna.

La formazione fotografica si muove ancora in un contesto poco regolamentato e in costante espansione. Sono ancora poche le scuole pubbliche e le lauree riconosciute, mentre si attende con trepidazione la stesura e la messa in atto di direttive e regolamentazioni a riguardo, fetta consistente del Piano di sviluppo strategico appena redatto dal MiBACT. Nel frattempo si assiste a un aumento centri di ricerca e formazione e al diffondersi di realtà ibride con modelli economici eterogenei: imprese private, associazioni, progetti finanziati da fondi europei. Importantissima a fianco delle scuole private come IED, NABA, RUFA, Marangoni, SRF, ISFCI -per citarne alcune-, è l’attività delle associazioni –vedi Spazio Labò, Officine Fotografiche – e dei piccoli centri di formazione. Tra questi singolare il format del Master LIBRO promosso quest’anno da DOOR a metà tra masterclass e formazione on line con ospiti internazionali. Interessante l’attività di didattica partecipata e laboratoriale di F-Project Bari che ha promosso anche il Cammino della Pietra dell’Ulivo, tentativo di rispondere in modo originale al dilagare del turismo di consumo, con una serie di cammini guidati, artisti, esperti e ricercatori di rilievo internazionale.

Simile nell’intenzione di coniugare linguaggi artistici, metodologie creative e tecnologie per valorizzare territori e percorsi di viaggio, il progetto Cuore di Pietra, con Wu Ming 2 e Federico Clavarino, in cui dieci fotografi e dieci scrittori (under 35) vengono guidati alla rilettura e restituzione delle particolarità naturalistiche, paesaggistiche e antropologiche del luogo.

L’editoria fotografica indipendente mostra da qualche anno un successo internazionale di piccoli editori italiani di nicchia di qualità. Skinnerboox è presente con i suoi titoli nelle più importanti fiere e festival di settore a fianco a Rorhof, Wittikiwi, Discipula, Humboldt, Yard Press, NastyNasty, Cesura. Nasce Photobookcloud, un’area dedicata all’editoria fotografica all’interno della fiera di editori indipendente Più libri più liberi di Roma. Sempre attive nel creare rete e animare la cultura, le librerie di settore: da Micamera a Milano – , di cui ricordiamo la recente apertura del bookshop della Fondazione delle Stelline, a Bruno a Venezia, Leporello e Oneroom a Roma, dove La Libreria Marini, dello storico studio bibliografico di Bari, inaugura una sede fisica.

Tante le dinamiche in atto, le trasformazioni del sistema fotografia a livello privato e pubblico e le questioni aperte che trovano un primo segnale positivo nel piano di sviluppo appena pubblicato.

[1] Realizzato in collaborazione con Fiorenza Pinna – curatrice di progetti fotografici e book designer.

[2] Tra le mostre più rilevanti Sex & Revolution! e The archive you deserve dedicata all’universo complesso di Lorenzo Tricoli.

[3] Fonte dati: Artprice, L’ascesa della fotografia nel mercato dell’arte, Flash Art, 5 aprile 2017.