Come un treno a vapore.
Di stazione in stazione verso la Garfagnana

Metti un lunedì di Pasquetta, un treno a vapore del secolo scorso, una stazione di partenza, La Spezia, e una di arrivo, Castelnuovo di Garfagnana, e quattro ore di viaggio verso una valle racchiusa tra le Alpi Apuane e gli Appennini. Di stazione in stazione, di porta in porta e di pioggia in pioggia (ma anche se c’è il sole va bene, e non ce ne voglia Ivano Fossati), non soltanto passerà il dolore di qualche amore che non sa più il nostro nome, ma passerà anche una giornata indimenticabile.

Potrebbe essere il prossimo lunedì 22 aprile, partecipando all’ormai tradizionale viaggio a bordo del treno storico che due volte all’anno, il giorno di Pasquetta e la prima domenica di dicembre, attraversa la Versilia per poi immettersi nella linea Aulla-Lucca, tra sbuffi di vapore e alla velocità massima di 60 km orari. Un viaggiare lento, che si adatta alla meta da raggiungere, un paesaggio antico, fatto di pascoli, di boschi di castagni e di faggi, e di piccoli borghi sparsi.

Pochi ma essenziali gli elementi che costituiscono questo piccolo drago viaggiante. Una locomotiva a vapore degli anni Venti, precisamente una Gr.740, che viene conservata presso la stazione di La Spezia Migliarina e viene spesso utilizzata per comporre treni storici in Liguria e Toscana, è la testa. Due carrozze con panche di legno, la “Centoporte”, degli anni Trenta e la “Corbellini” degli anni Cinquanta, per un totale di circa 400 posti disponibili, formano il corpo.

L’iniziativa è organizzata dall’Unione Comuni della Garfagnana, in collaborazione con Regione Toscana e Fondazione FS italiane servizio rotabili storici, nell’ambito di un progetto che intende fornire opportunità di conoscenza e promozione turistica della Valle, anche in periodi che registrano una minore affluenza di visitatori. Perché questa regione non è bella solo d’estate, né bisogna per forza aspettare la primavera, anche se in questo caso sarà già arrivata. Più in generale, si tratta di un nuovo modo per andare alla scoperta di quella bellezza diffusa, paesaggistica e architettonica che, al fianco delle grandi città d’arte, costituisce il vero tessuto connettivo culturale del nostro paese. Un modello di turismo lento, a mobilità dolce, radicalmente opposto rispetto al turismo d’assalto che aggredisce luoghi e abitanti senza lasciare spazio per la contemplazione né tempo per la riflessione.

Il viaggio parte dalla Spezia, tocca le stazioni della Versilia, Pietrasanta e Viareggio, e prosegue per Castelnuovo di Garfagnana, “dove da diversi fonti/con eterno rumor confondon l’acque/ la Tùrrita col Serchio fra duo ponti”, come scriveva Ariosto, mentre esercitava le funzioni di Governatore del luogo, sotto gli Estensi.

Oltre alla Rocca ariostesca, attualmente in fase di restauro per la creazione di un Polo museale proprio sull’Ariosto e la Garfagnana del 1500, si può anche visitare la fortezza di Mont’Alfonso, la più grande fortificazione muraria della Provincia, dopo le mura di Lucca.

In occasione dell’arrivo del treno storico, nel prato della Fortezza vengono organizzate diverse iniziative, che punteggiano la giornata di Pasquetta per celebrare la festività e salutare la primavera, mentre a dicembre la stella della festa è la castagna, uno dei prodotti principali di queste terre, nel momento ideale per conoscerla e gustarla.

E a proposito di prodotti tipici, oltre ai pregiati formaggi d’alpeggio, alla polenta gialla con il coniglio o il baccalà e al pane di patate che può fregiarsi di un presidio Slow Food, in questa occasione si ha anche la fortuna di assaggiare la Pasimata, tipico pane dolce del periodo pasquale, dalla ricetta pressoché segreta, e che richiede ben tre giorni di preparazione. La degna nota dolce per una sinfonia unica che coinvolge tutti i nostri sensi, una gita fuori porta dal sapore antico da gustare tra un bicchiere di miele e un caffè come si deve.